L'opinione/ Il tramonto del Webmaster?

C'era una volta il web, un web che ancora sognava di volare alto, libero nei bit e nei byte dei cavi e dell'etere... C'era una volta l'HTML 2.0; poi venne il 3.2 e l'identificazione di Internet con il web... Poi venne il caos

Se il web possedesse un'anima, di certo non sarebbe serena.
Un web, ma forse sarebbe più giusto parlare di Internet, che è nato con fini molto nobili, ma poi finito in preda alle strategie commerciali più fini ed intriganti, alle tattiche di attacco più sottili e pericolose, alla distorsione voluta o involontaria di chi prova a manovrare i fili della Rete.

Dello spam e della realtà ancora triste in Italia ne parlerò in altra sede, ora vorrei portare l'attenzione sul proliferarsi di miriadi di figure professionali e ruoli al cui suono vien da ?tremare? di paura.

Peccato che il più delle volte al nome venga poi associato un ruolo sempre diverso, a seconda di chi lo pronuncia. Sarà forse il morbo della mucca pazza che imperversa? Mah...
Questa settimana vorrei cercare di capire se la figura principe del web si erge ancora dignitosa all'orizzonte oppure è già sommersa del pesante fardello di sostenere mille identità... cade un altro mito?

Sarà che l'età l'abbia reso più vulnerabile, sarà che forse tra mille termini si sta perdendo il significato dei ruoli, sarà che non riesco a tenermi aggiornato, ma perdonatemi l'onestà: dopo il crollo dell'incetta sui domini e l'affondamento dei titoli Nasdaq a seguito di un periodo d'oro, ora sembra che a farne le spese siano le figure che fino ad ora erano uno dei pochi capisaldo e certezza per gli operatori della rete. E non sto parlando solo di crisi d'identità, purtroppo.

Eppure anche a tradurlo suona così semplice la sua natura... "Master? dall'inglese può significare: maestro (master), insegnante, capofamiglia (master of the house), una mente superiore (master mind), maestro di cerimonia (Master of Ceremonies), essere padrone di se stesso, non dipendere da nessuno.

Volendo poi usare dei rafforzativi, potremmo parlare di ?masterful?, ciò che è imperioso, autoritario, magistrale, eccellente, un ottimo direttore d'orchestra (a master conductor). Ma anche con ?masterfulness? arriviamo sempre li: imperiosità, maestria, bravura.

Macchè... neanche una traduzione serve a qualcosa.
Assistiamo ad un partorire di nuovi termini lindi e taglienti come: web engineer, web architect, web manager, web cyborg... eppure il buon caro webmaster viene snobbato, addirittura viene declassato a fare il sysadmin (senza nulla togliere a questo prestigioso e basilare ruolo) o a fare la ?post-produzione? di un sito web o di un progetto per la rete.

Ma come? Dopo tutti questi anni di onorata carriera lo trattiamo così?
Eppure sembra che l'euforia di questi ultimi botti di carnevale porti al proliferare di esperti del settore che, con modo visionario e illuminante, dichiarano la nascita di nuove ed imperiose figure tecniche, nuovi paladini della Rete... dimenticandosi della figura più importante, una sorta di Re nel gioco degli scacchi.

Ebbene, oggi voglio andare contro corrente ed affermare a pieni polmoni: viva il webmaster!
Va a finire che ci toccherà inserirlo tra le specie protette...
10 Commenti alla Notizia L'opinione/ Il tramonto del Webmaster?
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  • Nono solo. Ci sarà sempre più "divario" tra la casa che produce software e l'utente finale. In mezzo si troveranno sviluppatori di sorgenti, sviluppatori di componenti intermedi e sviluppatori front-end. A voi la scelta della collocazione.
    non+autenticato
  • smettila di farmi leggere questi articoli di seconda.... la mia carriera sarebbe allora finita prima ancora di nascere??? ciao
    non+autenticato
  • e le povere webmistress? dove le lasciamo? quelle che, oltre ai boss che ancora le vede come segretarie, si ritrovano ad acquistare un pc per l'azienda (webacquister) con il commesso che le guarda come dire "uh uh una donna mo' glielo rifilo" e tenta di vender loro il pentium 133 di suo fratello con la scheda grafica del nintendo?
    ragazzi
    trattate bene le webmistress
    non+autenticato
  • perche' tu ti consideri 'webmaster' solo perche' sai che un 133 e' sorpassato?????
    Non si stava discutendo di come gli uomini sono migliori delle donne in questo campo... forse non l'hai capito!
    Se una donna viene considerata dal boss ancora una segretaria e' perche' evidentemente e' ancora solo una segretaria. Non e' certo saper leggere e rispondere alle e-mail a fare di te un/una professionista della rete. Se sei una persona competente non ti chiedono di andare a prendere il fascicolo xyz ... sono ben felici se te ne stai a capo chino sul tuo codice!
    non+autenticato
  • in effetti, ci sono donne che appena le guardi lavorare stai zitto..
    almeno..e me è successo.
    e nonle avrei mai dato il mio 133!
    aha a ah

    - Scritto da: Alessandra, websecretary
    > e le povere webmistress? dove le lasciamo?
    > quelle che, oltre ai boss che ancora le vede
    > come segretarie, si ritrovano ad acquistare
    > un pc per l'azienda (webacquister) con il
    > commesso che le guarda come dire "uh uh una
    > donna mo' glielo rifilo" e tenta di vender
    > loro il pentium 133 di suo fratello con la
    > scheda grafica del nintendo?
    > ragazzi
    > trattate bene le webmistress
    non+autenticato
  • E con essa sono cresciuti i contenuti. A parere mio la figura del webmaster è stata un pò messa da parte in ragion del fatto che vi è una coscienza più ampia degli strumenti necessari per operare in Internet.
    L'entrata in scenza di nuove figure iper-specializzate è stata necessaria per offrire un servizio più professionale. Mi riferisco un pò a tutti i settori: dall'informazione al commercio elettronico.
    Diciamoci la verità i tecnici hanno ottime doti nel loro campo ma peccano in altri settori. Non si può pretendere che una persona abbia conoscenze tecniche approfondite e doti di comunicazione allo stesso tempo. Entrambe richiedono studio, aggiornamento continuo e predisposizione naturale. E' ovvio che un quotidiano on-line sceglierà buoni tecnici ma sopratutto buoni redattori, impaginatori, articolisti, disegnatori.
    Per questi motivi io sono a favore della specializzazione anche se questo a mio avviso non preclude l'esistenza di un webmaster. Anzi forse proprio il crescere delle tenologie darà nuova vita a questa figura che più di ogni altro ha una visione globale dello scenario tecnologico.
    In conclusione credo che la sua figura dovrà sempre più prendere le distanze dai contenuti del sito per dedicarsi allo studio delle possibilità migliori per l'ideazione di infrastrutture e la risoluzione dei problemi.
    non+autenticato
  • Condivido l'importanza di avere figure specializzate... ma chi le coordina?
    non+autenticato
  • > Condivido l'importanza di avere figure
    > specializzate... ma chi le coordina?

    Spesso (purtroppo) un coordinatore di lavoro che conosce parzialmente (o male) le tecniche utilizzate e da più ascolto a chi ha affidato il lavoro che alle persone a cui viene affidato il lavoro ultimo. Risultato chi gestisce fa praticamente quello che vuole chi richiede. Chi lavora alla propria sezione (html, cgi/php/asp ecc, grafica, flash o altro), deve fare i salti mortali senza riuscire a far capire che si potrebbe far meglio in un'altra maniera. Ma, come al solito, "è stato deciso così"... Spesso chi sta sopra se ne strafotte e chiede che si faccia quello che piace a lui, fregandosene di quello che sia veramente conveniente/facile/utile/vantaggioso (e la lista può continuare) fare.

    Saluti
    non+autenticato
  • Sono d'accordo al 100%

    Il problema della rete è stato l'ingresso in essa della comunicazione tradizionale (leggasi i "pubblicitari") che ha pensato di copiare il loro modello di lavoro su internet con l'aspettativa di facili e veloci guadagno.

    In realtà la realizzazione di un sito internet e dei relativi sottosistemi ( marketing, usabilità, commercio elettronico....) è cosa ben diversa dalla pubblicità OFF-line.

    E' la mia opinione, solo la mia opinione, quella di un webmaster che pur non avendo i baffi e la barba, lavora da 7 anni con internet
    non+autenticato
  • > Il problema della rete è stato l'ingresso in
    > essa della comunicazione tradizionale
    > (leggasi i "pubblicitari") che ha pensato di
    > copiare il loro modello di lavoro su
    > internet con l'aspettativa di facili e
    > veloci guadagno.

    Ricordo bene un piccolo convegno un po' di anni fa sui nuovi media, e l'atteggiamento dei pubblicitari. Confermo in pieno il tuo commento. D'altronde, ad anni di distanza dall'esplosione del web, ancor oggi le agenzie di pubblicità non sono integrate con la comunicazione on line, ma tutt'al più hanno creato strutture separate.

    Voglio anche osservare però che l'articolo commentato richiama un problema lessicale.
    Per "webmaster" si intende di volta in volta:
    1) chi cura solo la parte TECNICA di un sito
    2) chi "padroneggia" tutto un sito
    3) chi cura il server di un provider
    ...con varie sfumature a seconda dei casi.

    Parole a parte, pochi hanno capito l'importanza di una figura che sappia IMPOSTARE LA COMUNICAZIONE e abbia anche la padronanza tecnica per farlo in modo efficace.
    non+autenticato