Google riempirà di spot i videogiochi

Due acquisti in pochi giorni, l'ultimo dei quali consentirà a BigG di pianificare nuove strategie pubblicitarie nel mondo videoludico

Roma - Lo shopping "compulsivo" a primavera contagia anche Google. In poco più di due settimane sono stati acquisiti due birilli del panorama IT: la californiana Adscape Media, marketer del settore videoludico, e Trendalyzer, software di visualizzazione statistica realizzato in origine per finalità accademiche dalla svedese Gapminder.

Adscape era stata valutata circa 23 milioni di dollari per la sua attività pubblicitaria. In breve tempo - e senza rilasciare troppi dettagli al riguardo - il gigante di Mountain View ha deciso di farne un sol boccone per entrare di prepotenza nel cosiddetto in-game adversting, quello degli spot all'interno dei videogame. Si tratta di un settore in rapida espansione, che dai 56 milioni di fatturato del 2005 potrebbe raggiungere entro solo tre anni i 732 milioni di dollari - almeno secondo l'ultimo report di Yankee Group.

Il management di Google non ha voluto far trapelare alcunché su progetti e strategie ma in molti vedono una futura integrazione dei sistemi di advertising contestuale di BigG nei videogiochi.
"Il nostro incarico presso Adscape è stato sempre quello di dar fiato al gioco su cui abbiamo operato, e di individuare nuovi metodi per continuare a sviluppare questo business", ha dichiarato Bernie Stolar, dirigente dell'azienda di San Francisco. "Per questo siamo felici di questa fusione con Google - di fatto ci permetteranno di continuare a fare il nostro lavoro".

Per quanto riguarda Trendalyzer, realizzato come progetto non profit da Gapminder, Google si è mossa dopo una presentazione (video qui sotto) in cui gli sviluppatori svedesi hanno affascinato la platea con un applicativo "che svela la bellezza delle statistiche convertendo noiosi numeri in animazioni divertenti ed interattive". Un concetto e un programma che ha spinto Google a mettere mano al portafoglio.

"Trendalyzer migliorerà ogni funzione o applicazione in cui i dati hanno bisogno di una maggiore visualizzazione", ha dichiarato Marissa Mayer, vice presidente del Search Products and User Experience di Google.

Dario d'Elia


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