Mancavano, ed ora arrivano, gli oscar di YouTube

La prossima settimana saranno premiate le clip più apprezzate del 2006. Funzionerà? I competitor di Google si buttano su nuove video-personalizzazioni. Al centro lo user generated content

Roma - "Se pensiamo al 2006, è stato certamente l'anno del video online e dei contenuti auto-prodotti", ha dichiarato Jamie Byrne, responsabile del product marketing di YouTube. E come festeggiarlo se non con un premio finale in stile Oscar?

Da lunedì prossimo infatti saranno ufficialmente aperte le votazioni online per gli "YT Awards". Un mega concorso che il 26 marzo decreterà le migliori clip amatoriali declinate in sette categorie diverse: commedia, musica, creatività, dolcezza etc. In molti sembrano non aver compreso gli scopi di questa kermesse virtuale. Come ben sanno gli utenti di YouTube, la piattaforma mostra quotidianamente le clip più apprezzate e promuove costantemente le più popolari. L'idea è che si tratti di un'iniziativa dedicata ai media tradizionali: un appuntamento che permetta a stampa e televisione di ricordare le potenzialità della più famosa piattaforma di video-sharing, in definitiva un'operazione di marketing.

Qualcuno, con una certa ironia, ha fatto notare che manca almeno una delle categorie più interessanti: "Best Professionally Produced Copyrighted Video". Ovvero, la clip pirata meglio prodotta; giusto per ricordare che anche i materiali protetti da copyright hanno contribuito non poco al successo di YouTube. In Viacom, ultimamente, non si parla d'altro, forse anche per quel miliardo di dollari di risarcimento chiesto per violazione delle norme sul copyright.
Ma su tutt'altro genere di contenuti puntano invece i competitor, come MetaCafe. In collaborazione con un noto produttore esecutivo nonché sceneggiatore di Hollywood, Steven Bochco, la piattaforma israelo-statunitense pubblicherà online una serie di clip dove persone comuni confideranno piccoli segreti imbarazzanti.

Cafe Confidential cercherà di provocare il pubblico su temi di ogni genere. In una sorta di reality nuova maniera, persone sconosciute ammetteranno in pubblico fatti, fatterelli e fattacci. Se non veri, almeno verosimili. "Il Web è un medium fatto per piccoli momenti di divertimento che possono essere goduti fra una cosa e l'altra. Una cosa che definisco doccia mentale", ha spiegato Bochco. "Penso che le persone vadano online, soprattutto i più giovani, non tanto per l'informazione ma per distrarsi tra un compito e l'altro".

Il target di riferimento per questa produzione sarà 18/30 anni e comprenderà temi come "la mia prima volta" e "la mia strana famiglia". 44 episodi sviluppati come racconti dal sapore tipicamente "indipendente".
"L'analogia che rende l'idea è quella del falò elettronico", ha spiegato Bochco. "Io sono il capo-scout, e il mio lavoro è quello di raccontare un paio di storielle che ispirino gli altri attorno al falò a fare lo stesso. Un modo insomma per sentirsi protagonisti e liberarsi di ciò che pesa per sentirsi meglio".

"È un esperimento", ha sottolineato Erick Hachenburg, CEO di Metacafe. "L'idea di prendere uno show televisivo, metterlo praticamente su Internet e dire che è diverso non ha molto senso per me".

Dario d'Elia