Spyware finanziato ancora da grandi gruppi

Gli esperti mettono all'indice operatori di telefonia mobile come Cingular e net company come Travelocity: le loro azioni di marketing finanziano la diffusione di spyware, checché ne dicano le loro policy

Roma - Cingular Wireless e Travelocity hanno avuto il coraggio - qualcuno dice la sfrontatezza - di violare con la pubblicità l'immacolata homepage di Google.com. È successo a gennaio, senza il consenso di Mountain View, e con l'aiuto di alcuni spyware.

Secondo Ben Edelman, analista-ricercatore specializzato nel settore spyware, le due aziende continuerebbero ad affidarsi a spyware per fare pubblicità. "Malgrado le loro promesse, sia Cingular che Travelocity non hanno interrotto i legami con i vendor di spyware", ha confermato Edelman. "Continuano infatti ad approfittare del traffico generato da spyware, incluso quello generato da uno dei siti più noti per queste cose, in chiara violazione delle loro rispettive Assurances of Discontinuance".

E dire che sempre all'inizio del 2006 Cingular e Travelocity, insieme a Priceline, avevano accettato di pagare multe e riformare le loro "practice". Nel rispetto dei nuovi accordi siglati con il Procuratore Generale dello Stato di New York, Andrew Cuomo, che prevedono per gli inserzionisti una totale responsabilità anche sul comportamento degli affiliati.
"Gli inserzionisti non possono più sottrarsi alle responsabilità chiudendo un occhio su come la loro pubblicità viene veicolata, o piazzandola tramite intermediari, come i media buyer", aveva dichiarato Cuomo in un comunicato ufficiale.

Eppure secondo l'esperto la retta via sarebbe compatibile anche con le attuali esigenze di mercato. In base alle rilevazioni, infatti, Priceline avrebbe rispettato il patto "riducendo i rapporti" con terze parti che utilizzano adware e spyware.

Travelocity si è detta estranea ad ogni insinuazione. "Quando abbiamo individuato situazioni di questo genere, abbiamo immediatamente sospeso le campagne perché in violazione delle nostre policy e practice", ha confermato un portavoce dell'azienda. "Stiamo investigando in profondità per comprendere se c'è una società che sta veicolando la nostra pubblicità in modo inappropriato".

Anche Cingular condivide la stessa posizione di Travelocity. "Prendiamo seriamente questa policy e i nostri partner sanno quanto ci teniamo. Stiamo lavorando per risolvere ogni problema, e stiamo valutando nuove soluzioni per proteggere i nostri clienti, e quelli potenziali, dagli spyware", ha sottolineato il portavoce di AT&T, proprietaria di Cingular.

Edelman è convinto che, al di là delle buone intenzioni, gli inserzionisti avrebbero bisogno di qualche tipo di meccanismo che permetta di raggiungere realmente lo scopo - come ad esempio si propongono di fare AffiliateFairPlay.com e ProtectMyMark.com. "Gli inserzionisti non devono supporre che i partner o i sub-partner rispetteranno automaticamente le norme, soprattutto quando con le truffe è facile fare tanti soldi", ha concluso Edelman. "C'è l'esigenza di sistemi di monitoraggio e controllo. È decisamente difficile immaginare un qualsiasi contesto dove un'azienda possa essere disposta a distribuire centinaia di migliaia di dollari a dozzine, centinaia o migliaia di fornitori senza alcun controllo. Eppure queste pratiche sembrano ancora essere comuni nel settore della pubblicità online".

Dario d'Elia
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