Le armi saranno controllate col pensiero

Questo uno degli obiettivi di un brevetto registrato dalla Duke University nell'ambito di ricerche finanziate dal Pentagono. Droni e veicoli guidati senza sforzo, così come tv, radio e dispositivi elettronici

Roma - Una delle visioni più ricorrenti nell'iconografia fantascientifica potrebbe divenire realtà: i ricercatori della Duke University hanno registrato il brevetto di una tecnologia che consentirebbe di controllare gli oggetti a distanza con la forza del pensiero". Affermazioni pesanti, difficili da digerire o da credere, ma va detto che i Blue Devils sono finanziati in massima parte dal Pentagono.

Gli scienziati, segnala Wired, si sarebbero resi protagonisti di una vera e propria evoluzione generazionale del concetto alla base delle attuali interfacce mente-macchina, realizzando sulla carta un "apparato per acquisire e trasmettere i segnali neurali e i metodi relativi". Il nuovo ritrovato sarebbe in grado di interpretare e trasmettere i comandi cerebrali ad apparati quali computer, protesi, persone (sic) e qualunque altro sistema collegabile con l'interfaccia.

Si parla poi espressamente di armi e sistemi di armamenti, droni variamente impiegati (scenario di guerra o lavapiatti? Tutto pare possibile), dispositivi elettronici commerciali, televisori, radio e altri aggeggi potenzialmente in grado di migliorare la qualità della vita per i disabili.
Per non dire delle possibilità, suggeriscono i ricercatori, che il sistema offre agli scienziati di lavorare su scale di grandezza che ben poco hanno di umano, come l'infinitamente piccolo connesso con la manipolazione di atomi e molecole, un tipo di approccio alla nano-produzione sempre più importante in tempi di chip a 45 nanometri e transistori di grafene, che soppianta il silicio.

"Preferibilmente - si legge in una nota - il sistema di trasmissione comprende un'interfaccia wireless come la telemetria per mezzo dell'Ultra Wide Band", l'ormai celebre UWB. Una prospettiva di vero progresso per tutti, per parafrasare Henry Ford, una di quelle invenzioni potenzialmente in grado di migliorare il mondo. O di distruggerlo.

Per quanto infatti venga messo l'accento sulla molteplicità di utilizzi a cui il nuovo brevetto si presterebbe, Duke come accennato è stata finanziata dalla DARPA. L'agenzia di ricerca avanzata del Pentagono è particolarmente impegnata a foraggiare questo genere di lavori accademici, con la prospettiva (che ora appare più concreta) di sviluppare protesi futuristiche gestite da remoto ma anche, com'è facile ipotizzare, per la realizzazione di sistemi che permettano ai soldati di controllare droni e robot da guerra con nient'altro che il loro pensiero.

Alfonso Maruccia
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