Google: non diamo i vostri dati alle polizie

L'azienda reagisce dopo lo scandalo orkut in India e Brasile, spiegando che l'unico upgrade è stato rendere più semplice la segnalazione di abusi sui propri network

Mountain View - Google reagisce alle critiche che gli sono piovute addosso per aver stretto patti di ferro con le autorità di polizia brasiliane ed indiane per "consegnare" alle forze dell'ordine gli utenti del proprio network sociale orkut senza adeguate tutele, spiegando che "è tutto falso".

In una nota trasmessa a BoingBoing, che anche aveva coperto quegli avvenimenti, Google spiega che tutto quello che è stato offerto alle forze dell'ordine è un nuovo canale di comunicazione, uno strumento che "consente alle autorità di comunicarci le richieste per la rimozione di certi contenuti. Un tool che non dà alla polizia alcun privilegio se non quello di una notifica più veloce a Google di utenti o comunità sotto inchiesta".

A detta di Google, dunque, non viene offerto alcun accesso ai dati degli utenti, "né le autorità possono rimuovere da sé i contenuti usando questo nuovo strumento". Il colosso della ricerca sottolinea anche che il tool non è costruito per offrire informazioni degli utenti come "i numeri IP". Invece, "Google indaga sulle segnalazioni ricevute dalle autorità attraverso il nuovo strumento per capire se un utente o una comunità ha in effetti violato le condizioni d'uso di orkut".
Altre funzionalità del tool includono la possibilità per le polizie di "chiedere a Google di conservare determinate informazioni di identificazione per un certo periodo di tempo (in attesa di una notifica formale e legale per l'elaborazione di quelle informazioni), e noi - continua un portavoce dell'azienda - su queste basi conserveremo quei dati".

"Ma - conclude la nota - nessun dato utente viene consegnato alle autorità in assenza di un valido procedimento legale".