Satira, Viacom denunciata per la censura di YouTube

Mentre Murdoch prepara la sua offensiva contro YouTube lavorando su un portale video alternativo, EFF è stata ingaggiata per reagire alle azioni di Viacom tese a sopprimere - dice la Foundation - la libertà di espressione

Roma - Nella querelle Viacom-YouTube spunta un inedito player: Electronic Frontier Foundation, l'associazione che si batte per i diritti digitali, ha denunciato Viacom per aver chiesto ed ottenuto da YouTube la rimozione di un video satirico.

In una nota, EFF spiega che, su mandato di Brave New Films e MoveOn.org Civic Action, ha presentato denuncia contro Viacom in quanto avrebbe inviato una diffida priva di fondamento al portale di videosharing YouTube per ottenere, riuscendovi, la rimozione del video satirico Stop the Falsiness basato su The Colbert Report (disponibile comunque online a questo indirizzo.

Il video, spiega EFF, era stato creato dai suoi assistiti come una breve parodia che è online su YouTube dall'estate dell'anno scorso, un video che include qualche breve clip del Colbert Report "così come contenuti umoristici originali". Secondo EFF si tratta né più né meno che di fair use e libertà di espressione, schiacciati entrambi da una diffida che si appella alla controversa legge americana sul copyright, il temutissimo DMCA.
"Siti come YouTube - sostiene MoveOn - hanno rivoluzionato l'espressione politica e possono dare a chiunque l'audience di milioni di persone per esprimere il proprio punto di vista. Ad un gigante dell'intrattenimento come Viacom non deve essere consentito di colpire gli autori indipendenti di video e la loro libertà di espressione".

Da parte sua, incurante delle traversìe in cui si dibattono i siti di video networking, Rupert Murdoch, a cui fa già capo il portalone sociale MySpace, sta muovendo le proprie pedine per dar vita ad un nuovo concorrente di YouTube.

La sua News Corporation ha infatti stretto un'alleanza con il network americano NBC che si avvarrà di una serie di partnership con Microsoft, Yahoo! e AOL, per portare in rete una quantità di contenuti con uno strumento che sfrutti almeno in parte le "dinamiche sociali" che hanno reso YouTube il più importante riferimento video online.

Fin dall'inizio, dunque, il nuovo portalone disporrà dei contenuti di notissime serie e show televisivi, tutti disponibili gratuitamente agli utenti a cui, in cambio, sarà solo chiesto di sorbirsi la pubblicità. Gli utenti delle comunità di MySpace, MSN e Yahoo potranno facilmente riproporre quei video sulle proprie pagine, similmente a quanto accade con molti dei video pubblicati su YouTube. Il nome del nuovo portalone non è noto né sono conosciute le modalità con cui si darà agli utenti la possibilità di pubblicare propri video.

Un social game onlineMa in questo momento, in cui anche in Italia fervono tentativi di imitazione del portalone del video networking, si fanno largo anche iniziative pensate per "verticalizzare" l'offerta video, e per diversificare il fenomeno "social".

Reuters dà notizia di come il celebre autore videoludico Jim Greer stia riuscendo a catalizzare l'attenzione di sviluppatori, utenti e soprattutto finanziatori attorno al suo Kongregate.com, un video portale interamente dedicato al gaming. Il plus? Una comunità vivace di utenti che si raccoglie attorno a centinaia di giochi (300 sono già online) che possono essere giocati, visti e condivisi, anche via chat, in un'ottica di community che sa molto di web 2.0.