Ricariche, i tabaccai verso la sospensione totale

La riduzione dell'aggio sulla vendita delle schede prepagate ha scatenato le proteste dei rivenditori, che ora minacciano di cessare il servizio di rivendita tout-court

Roma - I tabaccai sono sul piede di guerra: l'abolizione dei costi di ricarica stabilita dal decreto Bersani sta portando conseguenze che i rivenditori di ricariche subiscono negativamente. E ad annunciare una nuova serrata, questa volta definitiva, è Assotabaccai.

La sua voce va ad aggiungersi a quella della FIT, la Federazione Italiana Tabaccai, che lo scorso 20 marzo ha indetto uno sciopero della vendita delle schede prepagate, e a quella di Agemos, un'associazione che rappresenta i distributori e venditori di "tabacco lavorato" (e che rivendono ricariche telefoniche). Assotabaccai è categorica: se non cambierà qualcosa, non rivenderemo più ricariche.

"Le nostre proteste ad oggi non hanno sortito alcun effetto concreto" - ha dichiarato Leonardo Noli, Presidente Nazionale Assotabaccai. "È scandaloso continuare ad erogare un servizio ai cittadini per un guadagno di soli 15 centesimi. Non è una questione di sciopero, se non ci saranno risvolti - continua Noli - i tabaccai non avranno più alcun interesse a vendere un prodotto con questi ricavi".
Si tratta a quanto pare della goccia che ha fatto traboccare il vaso: "Il problema è comunque molto più ampio, con l'abbattimento dell'aggio sulle ricariche telefoniche si è toccato il fondo, ma anche sugli altri servizi la situazione è allarmante. Sul canone RAI - ha detto ancora Noli - il guadagno è solo dell'1%, sul bollo auto è di soli 30 centesimi. Non si può continuare a tenere denaro contante in tabaccheria senza alcun guadagno e col solo rischio di rapine ed aggressioni criminali, che purtroppo spesso, come la cronaca dimostra, si pagano con il prezzo della vita".

Va osservato che, per la vendita delle ricariche, la riduzione dei margini spettanti ai rivenditori è stata disposta dagli operatori telefonici, mentre per gli altri servizi si parla di disposizioni dell'Erario.

Per Noli, i tabaccai sono stanchi di fare "gli esattori" a costi irrisori: "L'estrema conseguenza di questo taglio degli aggi sulle ricariche, se non ci sarà un intervento sia del Governo che dei gestori telefonici, sarà quella di smettere di erogare questo servizio ai cittadini".

D.B.
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