Poste, 2 milioni di SIM entro cinque anni

L'amministratore delegato del gruppo conferma: Poste Italiane costituirà una società con cui entrare nel business della telefonia mobile. I dettagli dell'offensiva mobile di una delle principali aziende italiane

Poste, 2 milioni di SIM entro cinque anni Roma - È più che ufficiale: Poste Italiane nel 2007 entrerà nel business della telefonia mobile. Lo ha confermato ieri l'amministratore delegato Massimo Sarmi, che ha illustrato la strategia del gruppo delineando un obiettivo ambizioso: due milioni di utenti entro il 2011.

A conferma delle anticipazioni in circolazione da alcuni giorni, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la costituzione di una società ad hoc, che si offrirà al mercato in qualità di operatore mobile.

Poste Italiane vuole presentarsi come il primo operatore postale al mondo a entrare nel settore delle TLC. "Diventare operatore mobile virtuale - ha dichiarato Sarmi - rappresenta per Poste Italiane un'opportunità per entrare nel mercato mobile con bassi investimenti, utilizzando le infrastrutture di rete di un altro operatore e sfruttando i propri punti di forza, come la capillarità della rete, l'ampia base di clienti, il brand riconosciuto". "Il nostro obiettivo - ha proseguito il manager - è essere sul mercato il prima possibile. Stiamo esaminando con tutti gli operatori quale potrebbe essere la soluzione migliore sia dal punto di vista economico che per il nostro profilo (...) La trattativa è aperta, non entro nel merito perché quello che sembra in vantaggio oggi potrebbe non esserlo domani".
Nessuna certezza, quindi, sulla partnership tecnica che secondo molti rumors dovrebbe sposare Poste Italiane con Vodafone, operatore che - peraltro - si è dichiarato ufficialmente disponibile ad un accordo di collaborazione commerciale con aziende desiderose di accedere al mercato della telefonia mobile. Benché non sia ancora possibile avere un nome certo per il partner, Poste Italiane punta comunque a lanciare la propria offerta TLC entro l'anno in corso anche se, ha dichiarato Sarmi, "non posso esprimermi sui passi di natura regolatoria che potrebbero condizionare la tempistica".

Nella conferenza stampa in cui è stato presentato il bilancio del gruppo, Sarmi ha comunque delineato l'obiettivo temporale del nuovo business: "arrivare al quinto anno dal lancio del servizio con il traguardo di due milioni di carte vendute".

Poste italiane intende lanciare un'offerta con un target articolato, basata su piani tariffari per le famiglie, i giovani e gli stranieri. Non mancherà l'offerta destinata al mondo business. Si tratterà di un servizio TLC convergente, che ad esempio permetterà - in virtù delle attività svolte dal gruppo - di inviare telegrammi, pagare bollettini e vaglia postali, spedire cartoline via MMS (che verranno ricevute in formato cartaceo), ma anche lettere e raccomandate.

Il tutto sarà possibile, nelle intenzioni di Poste Italiane, sfruttando le potenzialità date dall'infrastruttura tecnologica e logistica già esistente, un network di 14 mila uffici e 40 mila sportelli. Con i servizi offerti attualmente, il gruppo può contare su un bacino di utenza di 20 milioni di clienti (titolari di carte e libretti, e correntisti), cui proporre il nuovo business.

Deve ancora essere deciso il nome del brand con cui il gruppo conta di entrare nel settore. Al momento l'AD di Poste Italiane fa solamente sapere di avere "una mia idea". Dopo BancoPosta, TelePosta?

Dario Bonacina
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