Ed è per questo motivo che uno spettro totalmente libero, al di là dei potenziali miglioramenti che al contesto digitale può portare, non possa essere praticabile; inoltre, lo Stato deve necessariamente assumere un ruolo di regolatore dei meccanismi economici alla base della convivenza civile.
Ed ancora, è per questo motivo che lo Stato ha l'obbligo di intervenire per tutelare le posizioni dei soggetti più deboli, siano essi semplici cittadini od imprese in posizione subalterna rispetto a coloro che detengono il potere, predisponendo ad esempio una normativa recante misure asimmetriche a carico delle imprese in posizione dominante (si potrebbe prevedere, ad esempio, l'ingresso ritardato di alcuni operatori nel mercato o l'obbligo di copertura di determinate zone particolarmente svantaggiate).
Peraltro, l'intervento dello Stato, espressamente previsto nella ricostruzione teorica di Pareto, diviene necessario allorquando nella realtà dei mercati prevalgano situazioni di concorrenza imperfetta, monopolistica ovvero di oligopolio.
Situazioni queste, tutte attualmente presenti nel settore delle comunicazioni in Italia. Ed in tutte viene violata la
condizione di uguaglianza fra prezzo e costo marginale, in grado di realizzare l'equilibrio delle imprese in concorrenza perfetta e che, in base al 1° teorema dell'economia del benessere, quando vengono soddisfatte (unitamente alle altre condizioni richieste dal teorema stesso), assicurano
l'ottimo paretiano.
Alcuni autori (in contesti del tutto differenti peraltro) hanno ritenuto che la norma dovesse seguire e non precedere né orientare in alcun modo la tecnologia; ciò senz'altro vale in molti ambiti, ma non in quello delle radiofrequenze, come è dimostrato dalla storia del settore radiotelevisivo, per i rischi che si corrono in termini di chiusura del mercato e di violazione dei diritti costituzionalmente garantiti ai cittadini.
Quanto ai rapporti tra WiMax, singoli utenti, ed usi che di tale tecnologia possono farsi, va precisato che non risulta, allo stato attuale, nessuno che (diversamente dalle norma sul diritto d'autore e dal
peer to peer) intenda cancellare o limitare gli usi privati in caso di assegnazione delle frequenze; questo, a parere del sottoscritto, rappresenta la migliore garanzia di un uso armonico delle radiofrequenze perché vuol dire che il cittadino non vedrà mai arrivare lo Stato alla porta di casa chiedendogli spiegazioni circa l'utilizzo che faccia degli apparati WiMax.
Fulvio Sarzana di S.IppolitoStudio Legale Sarzana e AssociatiSull'argomento vedi anche:Banda larga WiMax, ISOC avverte: dev'essere liberaWiMax, lo spettro radio non è scarsoWiMax, frequenze libere o assegnate?WiMax, l'Italia lo sta depotenziando