Cina, sanzioni per chi manda porno via cellulare

A Pechino multe salate e fino a due settimane di carcere per chi invia messaggini e materiali troppo stuzzicanti attraverso il proprio telefonino

Roma - La Cina che censura la pornografia online si spinge sempre più anche nel mondo mobile: il China Daily riferisce che la polizia di Pechino si è detta pronta a colpire duro non solo chi lucra sul porno ma anche gli utenti di telefonia mobile rei dell'invio di contenuti pornografici col proprio cellulare.

La "policy" pechinese non deve stupire: la legge locale da tempo colpisce la diffusione di pornografia e in particolare la sua vendita, tanto che chi fa business in questo ambito rischia anni di carcere. Nel caso invece della semplice distribuzione via telefonino, la sanzione potrà arrivare fino a 3mila yuan (all'incirca 320 euro). Ma è prevista anche una possibile pena detentiva di due settimane.

"L'invio di messaggi testuali pornografici - è scritto in una nota rilasciata dalla polizia della capitale cinese - sta diventando un'abitudine e ci sono evidenze che è in aumento anche il numero di rivenditori di telefonini che ne sono coinvolti".
Non solo un comportamento diffuso tra gli utenti, dunque, ma un quadro in cui prolifererebbe anche il vietatissimo commercio. "Alcuni fornitori - sottolinea il giornale cinese - forniscono un servizio che consente agli utenti di telefonia mobile di scaricare (a pagamento, ndr.) testi, immagini e video pornografici". Il fenomeno sarebbe esteso: nelle ultime tre settimane sarebbero stati arrestati 19 fornitori di porno mobile.
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