Nuova versione di MiniMozilla. L'ultima?

Da Mozilla.org è possibile scaricare l'ultima release del browser indirizzato ai dispositivi mobili con Windows Mobile. Il software ha raggiunto un buon livello di funzionalità, ma il futuro appare fosco

Roma - Dopo oltre un anno di apparente letargo, il progetto open source Minimo è tornato a dare segni di vita rilasciando una nuova versione del proprio browser mobile. Minimo 0.2 utilizza alcune delle tecnologie alla base di Firefox ma, a differenza di quest'ultimo, è stato progettato per girare su quei dispositivi, come PDA e smartphone, che utilizzano la piattaforma Windows Mobile.

Con la nuova versione 0.2, in grado di girare su Windows Mobile 5 o superiore, il software ha ormai assunto un'identità ben definita, mostrando un'interfaccia grafica più gradevole e matura e mutuando dai browser desktop tutte le funzionalità più importanti, quali gestione dei bookmark, tabbed browsing, supporto ai feed RSS, compatibilità con i principali standard web (come Javascript e AJAX) e della sicurezza (TLS e SSL3), e supporto a widget ed estensioni.

Il piccolo team di sviluppo che, sotto la guida di Doug Turner, porta avanti il progetto, afferma che la nuova versione di Minimo è più snella e veloce della precedente, e introduce novità quali il supporto al GPS ed una start page contenente bookmark e form di ricerca.
Sebbene Minimo abbia ormai raggiunto una certa stabilità, ponendosi come alternativa al browser integrato in Windows Mobile, il suo futuro appare molto incerto. All'inizio il progetto ha potuto contare sull'appoggio finanziario di Nokia, e nel 2005 ha ricevuto alcuni contributi da France Telecom, ma oggi lo sviluppo di Minimo prosegue solo grazie all'impegno volontario di un pugno di programmatori. A tal proposito va precisato che il progetto, pur facendo parte della costellazione di Mozilla.org, non è sponsorizzato da Mozilla Corporation.

Lo scorso dicembre Turner, che attualmente è impiegato presso MySQL AB, scrisse che in futuro non avrebbe più potuto dedicare molto tempo allo sviluppo di Minimo. "Ci sono un bel po' di browser in questo spazio, il mercato è strettamente controllato dagli operatori mobili, e gli utenti finali non stanno usando il browser", ha ammesso lo sviluppatore sul proprio blog.

Turner sostiene che quello dei browser mobile è un mercato ancora molto piccolo, in gran parte dominato da quelle società, come Opera, che sono partite per prime e che in questi anni sono riuscite ad allacciare una serie di accordi e alleanze con produttori e operatori del settore.

Lo spazio per altre realtà sembra dunque al momento molto esiguo, e questo soprattutto perché il mercato dei PDA, che Minimo corteggiava in modo particolare, si è fortemente ridimensionato. Oggi un browser embbedded deve puntare soprattutto sugli smartphone, che rappresentano il futuro della mobilità da taschino, ma qui i browser "generici" hanno poche possibilità di diffondersi senza l'appoggio di produttori od operatori mobili. Nokia, come noto, ha preferito sviluppare un browser per conto proprio basato sul codice di Apple Safari, e Telecom France ha finito per orientarsi su prodotti più maturi e maggiormente ottimizzati per i telefoni cellulari.

Sul proprio blog Turner ha spiegato che l'idea della comunità è quella di "migliorare la vita degli utenti di Firefox che hanno un telefono cellulare" senza dover necessariamente creare un intero browser mobile. Un intento che per alcuni evidenzia le nuvole sull'orizzonte di Minimo.
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