E c'è chi la musica la spara via P2P in CC

Aumentano gli autori che cercano di sfruttare i molti diversi canali di distribuzione in Internet che bypassano gli intermediari tradizionali. Le opere sono spesso rilasciate sotto Creative Commons. L'intervista ad uno di loro

Roma - È un'intervista che disegna i nuovi modi della rete e della musica quella che La Gazzetta del Pirata, nel numero in uscita oggi, dedica a Lorenzo Monni, un giovane musicista italiano che, sulla scia di quanto avviene sempre più spesso sulla scena musicale, ha deciso di ricorrere ad un sito, al peer-to-peer e alle licenze Creative Commons per diffondere un proprio album. Qui di seguito alcune delle domande della Gazzetta e le risposte di Monni su questi temi cruciali per il presente e il futuro della musica online.

La Gazzetta del Pirata: Di solito gli artisti stanno ben attenti a non lasciarsi sfuggire i loro diritti di copyright; tu, invece, hai optato per una scelta diametralmente opposta, ossia il rilascio dell'opera sotto licenza CC. Da cosa deriva questa scelta?
Lorenzo Monni: Questo non è un disco fatto per guadagnare soldi, anche se mi piacerebbe indubbiamente. Uscendo così, senza garanzie, ma solo con la licenza Creative, ho meno obblighi e più rischi, però sono libero di divulgare in internet la mia musica come voglio. La speranza è che nessuno approfitti di questa mia buona fede. Poi le licenze Creative danno una flessibilità maggiore nel trattare le opere di altri per motivi artistici, cosa non secondaria.

D: È insolita anche la via scelta per il rilascio del tuo album visto che hai pensato ai canali di filesharing (emule e rete ed2k). Da cosa nasce questa decisione?
R: Libertà:) No, dai, ora che sono giovane e artisticamente libero posso ancora permettermi di prendere certe decisioni e ho fatto in modo di sfruttare tutti i canali di diffusione del web per far avere il mio disco. Sai, non avendo una distribuzione seria alle spalle, ma solo l'ausilio di un sito web, non è facile che tutti possano arrivare a scaricare il disco. Io poi sono un fedele utilizzatore del p2p, eppure i dischi continuo a comprarli. Prima li scarico e poi li compro. Credo sia la soluzione più corretta.
D: Non hai paura che il tuo cd possa essere rinominato e utilizzato magari per scopi diversi da quelli per cui è nato? Come ti tuteli sotto questo aspetto?
R: Sì, ho sempre questo pensiero in mente, è un rischio reale, soprattutto se te lo fanno all'estero dove la voce del disco tarderà ad arrivare. Però il protocollo Creative Commons vieta questo tipo di cose, quindi nel caso in cui si verificasse un evento del genere tenterei di far leva su quello, che è anche riconosciuto a livello legislativo. Ma non credo che avverrà qualcosa del genere. Inoltre ci sono diverse persone che sapevano dell'uscita del disco ancora prima del due marzo.

D: Cos'è internet per te, solo un contenitore di notizie o va oltre?
R: Internet è il paradiso e l'inferno insieme. Per me è una delle invenzioni umane potenzialmente più belle, uno scambio di informazioni continuo e incontrollabile e senza limiti di censura o pregiudizi. È un mezzo che alimenta scambi culturali e inter-culturali che non sarebbe possibile stabilire altrimenti. Però non deve essere neanche una scusa per isolarsi dal mondo reale e non curare i rapporti diretti con la gente. Per molti diventa infatti un rifugio dalla società esterna, cosa non positiva. La cultura la puoi conoscere tramite il web anche, le persone no, le persone per conoscerle e parlarci veramente devi guardarle in faccia, sentire il loro tono di voce, i loro gesti.

Nota
Il sito della Gazzetta è questo e da questa pagina è possibile accedere facilmente a tutti i numeri.
36 Commenti alla Notizia E c'è chi la musica la spara via P2P in CC
Ordina
  • In realtà - a differenza di quel che comunemente si crede - l'iscrizione alla SIAE ed il deposito presso i suoi uffici delle opere creative non sono il presupposto per la tutela del diritto d'autore. La SIAE svolge, in regime di monopolio legale (artt. 180 e ss. LDA), alcune funzioni complementari per l'esercizio del diritto d'autore:
    a) la concessione di licenze d'uso a terzi;
    b) la riscossione dei corrispettivi per l'uso;
    c) la ripartizione tra gli aventi diritto (gli autori) dei medesimi proventi.
    Tutto ciò, però, implica e presuppone che il diritto dell'autore sia già esistente.
    E, infatti, il diritto - nelle sue componenti morali (diritto al riconoscimento della paternità ed all'integrità dell'opera) ed economiche (diritto allo sfruttamento commerciale dell'opera) - viene acquistato dall'autore in via automatica, per effetto dell'atto creativo stesso. In altri termini: l'autore diventa tale - ed acquista il diritto di essere come tale riconosciuto - nel momento in cui "confeziona" l'opera creativa.
    Le licenze CC, in questo contesto, non mutano di una virgola il regime del diritto di autore, nè nel suo momento genetico, né in quello - successivo - dell'esercizio, se non limitatamente alla circolazione a scopo non commerciale dell'opera.
    Cercherò di essere più chiaro.
    In base alle vigenti leggi (i cui contenuti sono abbastanza simili in tutto il mondo occidentale per effetto delle convenzioni internazionali esistenti: da Berna ai TRIPs), nessuno può utilizzare un'opera altrui senza l'autorizzazione dell'autore. In tale sistema, l'autore si ritrova ad avere il monopolio dello sfruttamento dell'opera e chiunque voglia utilizzare la stessa - al di fuori di alcune eccezioni normativamente previste - deve ottenere il permesso (la cosiddetta licenza) dello stesso autore.
    Con le licenze CC il discorso si semplifica solo parzialmente, giacché le dette licenze funzionano come un "passaporto" per l'opera cui sono legate (e dalla quale non possono essere disarticolate), consentendo ai terzi alcune utilizzazioni senza il bisogno di ottenere ulteriori autorizzazioni.
    Le dette licenze, in genere, autorizzano il fruitore dell'opera ad utilizzare liberamente la medesima per finalità personali o culturali, talvolta consentendone - in caso di opere funzionali (come, ad esempio, il software) - anche l'adattamento e la modifica. In ogni caso, è bene chiarirlo, le licenze CC mirano a tutelare il riconoscimento della paternità dell'autore e non consentono il libero sfruttamento economico dell'opera altrui.
    Giova aggiungere, per ulteriore precisione, che il motto delle licenze CC è - per contrasto rispetto al classico all rights reserved - some rights reserved.
    Concludendo, ritengo sia possibile parlare delle licenze CC non come un'alternativa alla SIAE (la vera alternativa alla SIAE è... non iscriversi alla SIAE, visto che non è un obbligo), ma come una modalità di esercizio del diritto d'autore finalizzato alla più ampia circolazione a titolo gratuito dell'opera.
    non+autenticato
  • Quello che dici è tutto vero vero vero e sacrosanto!

    La "convenienza" della SIAE è una: hai qualcuno che andrà a picchiare il trasgressore! Non iscrivendoti te la devi vedere tu. Questo è il motivo per cui tradizionalmente, un autore preferirebbe gettarsi nelle braccia della matrigna società estorsori.
    non+autenticato
  • come gia' precisato in altra discussione segnalo la possibilita' di leggere direttamente a schermo con i vosri occhi un libro esplificativo su questo argomento, lo trovate a questo indirizzo http://www.copyleft-italia.it/libro2/aliprandi-cop... l'autore è Simone Aliprandi, giurista informatico ed esperto di CC, il titolo è "Teoria e pratica del copyleft".
    Buona lettura Occhiolino
  • Mi fa piacere il fatto che venga portato all'attenzione del grande pubblico l'esistenza di forme libere e legali di condivisione della musica ma questa mi sembra una forma di pubblicità abbastanza squallida.

    Fa passare questo musicista da "apripista" con commenti tipo sul tipo di licenza, sugli strumenti tramite i quali si può ottenere quella musica ecc ...

    Basta andare su siti come jamendo, magnatunes e altri simili per trovare migliaia di cd distribuiti sotto CC tramite download normali, emule, bittorrent e chi più ne ha più ne metta.

    Proponete un bell'articolo su queste cose, non una pubblicità di un singolo musicista.

    Ovviamente una parte delle lodi vanno anche a lui per aver deciso di accodarsi su una strada intrapresa già da tempo da molti altri prima di lui.
  • Secondo me si tratta semplicemente di un esempio. E non credo sia pubblicità, perchè mi sa che l'artista in questione non ci guadagna niente da queste cose. Lui ha solo prestato il suo esempio per far comprendere meglio le motivazioni di un metodo sempre più utilizzato.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Secondo me si tratta semplicemente di un esempio.
    > E non credo sia pubblicità, perchè mi sa che
    > l'artista in questione non ci guadagna niente da
    > queste cose. Lui ha solo prestato il suo esempio
    > per far comprendere meglio le motivazioni di un
    > metodo sempre più
    > utilizzato.
    La pubblicità non deve per forza portare ad un guadagno immediato ma di sicuro gli porta notorietà e se il prossimo album decide di venderlo normalmente ci sarà già molta gente che lo conosce grazie a questa mossa, se invece si fosse inserito in alcuni dei siti che ho citato prima sarebbe stato soltanto uno dei tanti, tantissimi e li avrebbe trovato riscontro solo se realmente bravo.
  • esatto, la penso cosi' anche io, rilasciare un cd sotto licenza cc solo attraverso la rete ed2k e magari spargendo la voce in giro il piu' possibile non è pubblicita' vista come guadagnare qualcosa dalla pubblicazione su Pi ma un modo in piu' per farsi conoscere e trovare altri a cui piace la propria musica.
    I nomi dei siti citati nel primo post magari l'artista non li conosce nemmeno e grazie al tuo intervento potra' anche usarli per farsi conoscere da loro e di questo bisogna ringraziare la possibilita' datagli di pubblicare la sua recensione su PI.
    Poi magari mi sbaglio e solo io vedo le cose senza malizia e cattiveria bah!

  • - Scritto da: wuis
    > Poi magari mi sbaglio e solo io vedo le cose
    > senza malizia e cattiveria
    > bah!

    secondo me non c'è malizia, ma sinceramente potevano tranquillamente evitare di fare un esempio pratico proponendo la musica di un artista in particolare: avrebbero potuto descrivere i vari siti e basta.

    questo ragazzo intervistato, del quale comunque ascolterò volentieri i brani perché dalla descrizione mi sembrano per me interessanti, sfonda una porta aperta: a rilasciare gratuitamente la nostra musica, sotto CC o meno, siamo in tantissimi e da tanti anni (d'altra parte ci sono i siti a dimostrarlo).

    comunque vabbe', meglio parlarne che non parlarne.
  • Ciao a tutti, sono Lorenzo, il "publicizzato" da questo articolo. Sono stato avvisato stamattina che era stato messo un pezzo di un'intervista da me rilasciata qui sul punto informatico. Voglio scusarmi davvero con chi ha giustamente osservato che questa intervista sembra una scusa per parlare, invece che del fenomeno in generale, di una sola persona chefa musica come tanti altri e la condivide tramite rete. Io non sapevo minimamente che sarebbe avvenuto questo, non ho fatto nulla perchè succedesse, non credo di essere pioniere del p2p, credo solo di proporre buonissima musica, fatta per passione, con dei grandi sacrifici e senza guadagni. La gazzetta del pirata, che ogni mese scrive un bellissimo giornale on line che tante cose interessanti, mi aveva semplicemente contattato su segnalazione molto positiva di una persona che ha ascoltato il mio disco. Io accettato volentieri di parlarne e ovviamente ho risposto anche alle domande postemi sul p2p. Mi imbarazza questo fraintendimento, perchè non ho mai fatto spam da nessuna parte sulla mia attività, ma ho lasciato che fosse che credeva in me a diffondere la voce. Mi scuso ancora per aver oscurato involontariamente l'operato di molti altri che agiscono esattamente come me, nè più nè meno. Però vi prego di non considerarmi in malafede, non conosco nessuno del magazine punto informatico.

    Lorenzo.
    non+autenticato
  • Ah, un'ultima cosa (sono sempre io). Continuate tutti a parlare delle CC, anche se non è un discorso nuovo, perchè c'è molta disinformazione in giro e c'è gente con degli interessi intorno che va ogni giorno a diffamare le CC, dicendo che non servono a nulla e che ti fregano la musica. Non è vero: se siete con le CC avete tutto il diritto (giuridico) per fare il culo a chi abusa della vostra opera.
    non+autenticato
  • grazie per la precisazione, Lorenzo.

    comunque stasera scaricherò il tuo album, perché da quel che ho letto nella descrizione dovrebbe piacermi.

    grazie per aver condiviso le tue opere, lo faccio anche io e so quanto questo a volte significhi sentirsi dei veri fessi..

  • - Scritto da: Edo78
    > Mi fa piacere il fatto che venga portato
    > all'attenzione del grande pubblico l'esistenza di
    > forme libere e legali di condivisione della
    > musica ma questa mi sembra una forma di
    > pubblicità abbastanza
    > squallida.

    > Basta andare su siti come jamendo, magnatunes e
    > altri simili per trovare migliaia di cd
    > distribuiti sotto CC tramite download normali,
    > emule, bittorrent e chi più ne ha più ne
    > metta.
    >
    > Proponete un bell'articolo su queste cose, non
    > una pubblicità di un singolo
    > musicista.


    A nome della redazione della Gazzetta ripropongo questo tuo stralcio di post e ti comunico che la tua richiesta verra' soddisfatta il mese prossimo con il nuovo numero.
    Contatteremo alcuni dei siti da te elencati e vedremo se accetteranno di parlarci di loro.
    Spero ti faccia piacere, La redazione di LGDP Occhiolino
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > A nome della redazione della Gazzetta ripropongo
    > questo tuo stralcio di post e ti comunico che la
    > tua richiesta verra' soddisfatta il mese prossimo
    > con il nuovo
    > numero.
    > Contatteremo alcuni dei siti da te elencati e
    > vedremo se accetteranno di parlarci di
    > loro.
    > Spero ti faccia piacere, La redazione di LGDP Occhiolino
    Non può che farmi un enorme piacere Occhiolino

  • - Scritto da:
    > cc ?

    C'entrano, perché sono quelli che ti porteranno via per il reato di esercizio abusivo di funzionalità cerebrali.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > cc ?
    Accanto al tuo post c'è la segnalazione troll, ma siccome io voglio spezzare una lancia a tuo favore e pensare che magari non vuoi solo alzare caciara e fraintendi il significato di CC allora perdo due minuti e te lo spiego.

    L'abbreviazione Cc puo' essere usata per tante parole, carabinieri, conto corrente, CREATIVE COMMONS come nel caso specifico dell'articolo trattato.
    Quel cc nel titolo della notizia non c'entra nulla con i carabinieri è solo un'abbreviazione della dicitura Creative Commons.
    visto un minuto e mezzo e ho ancora 30 secondi liberi.
    Idea!Rotola dal ridere
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    Modificato dall' autore il 03 aprile 2007 14.05
    -----------------------------------------------------------
  • Le Creative Commons non hanno alcun valore in quanto non c'è nulla che possa verificare l'accettazione delle clausole del contratto/licenza da entrambe le parti... in Italia così come in qualsiasi altro paese al mondo.

    Poi ognuno è libero di sognare, o far finta di sognare, almeno fin quando rimane un pinco pallino, dopodicchè si affiderà alla SIAE come tutti del resto... e se muore la SIAE ne nascerà un'altra.
    non+autenticato
  • infatti
    questa roba in Italia non ha nessun valore giuridico
    la "somministrazione" di musica ad un pubblico senza il pagamento del "bollino" SIAE è e rimane illegale
    quindi tra non molto tempo immagino che sul sito in questione apparirà l'n-esimo logo della finanzia e qualcuno sarà denunciato
    non+autenticato
  • Direttamente dal compendio sulle licenze Creative Commons di Simone Aliprandi uno che ne capisce giuridicamente di queste cose, eccovi una rispost alla domanda:
    [cit]
    le licenze Creative Commons sono attualmente lo strumento più famoso e statisticamente più diffuso (ma non sono le uniche disponibili) con cui attuare il modello copyleft su opere non software. Esse sono state escogitate da un gruppo di illuminati giuristi statunitensi e sono poi state tradotte e adattate ai vari ordinamenti giuridici di quasi tutto il mondo.
    nel caso di una conclamata e appurata violazione, colui che detiene i diritti sull’opera (l’autore, l’editore, il produttore, etc.) e si sente illegittimamente violato non deve far altro che rivolgersi ad un legale (possibilmente specializzato in diritto d’autore) e avviare una normale azione giudiziaria civile nei confronti del responsabile della violazione, per sospenderne gli effetti ed eventualmente chiedere il risarcimento del danno subito.
    Una volta “ottenuta giustizia”, ecco che forse diventa opportuno “sollevare un po’ di polvere”, nel senso che diffondere notizie sullo svolgimento della causa e sulla decisione del giudice può di sicuro aiutare tutta la comunità degli utenti delle licenze a capire meglio come esse funzionano sul piano giudiziale e non solamente contrattuale (ricordiamoci infatti che le licenze copyleft sono dei normali contratti di diritto d’autore).
    [cit]
    a questo link maggiori informazione e se volete leggerlo per aumentare la conoscenza al riguardo
    http://www.copyleft-italia.it/libro/

  • - Scritto da:
    > Le Creative Commons non hanno alcun valore in
    > quanto non c'è nulla che possa verificare
    > l'accettazione delle clausole del
    > contratto/licenza da entrambe le parti... in
    > Italia così come in qualsiasi altro paese al
    > mondo.

    Sono valide quanto le EULA di microsoft, quindi.
    2678
  • Credo che tu ti debba informare meglio. Le CC hannop un valore giuridico, che è ben diverso da quello della siae. Il protocollo CC ha un tipo di tutela che la siae non possiede e viceversa. L'assiociazione alla siae si rende necessaria per tutti ovviamente, nel momento in cui bisogna eseguire delle opere. Le licenze CC tutelano gli autori ed hanno valenza giuridica. Sono state importate anche in Italia e il loro protocollo è stato adattato alla legislazione nazionale.

    http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/scienza_e...

    ne ha parlato anche repubblica, l'andamento futuro si orienta verso questo tipo di condivisione. La siae, non morirà, non lo dice nessuno. Ma si adeguerà.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Le Creative Commons non hanno alcun valore

    Vergognati, troll, mentitore, diffusore di fandonie.

    Le licenze Creative Commons sono gia' state riconosciute valide in almeno due casi distinti, da due tribunali dell'Unione Europea.
    hdd
    69
  • http://www.last.fm/ credo faccia un bel lavoro dal punto di vista della promozione: chiunque puo' mettere online i propri brani e decidere se farne ascoltare 30 secondi, tutto il brano, oppure far scaricare liberamente tutto, senza forzare l'artista ad essere tutto aperto o tutto chiuso.

    inoltre, si viene affiancàti agli artisti "famosi", nel senso che gli ascoltatori, affinando nel tempo il proprio profilo mediante la tracciatura dei propri ascolti, possono scoprire artisti simili a quelli che ascoltano già.

    personalmente uso lastfm sia da ascoltatore che da compositore; sebbene non abbia avuto enormi riscontri come compositore (la nicchia è sempre nicchia), ho scoperto molti autori a me precedentemente ignoti, acquistando diversi bellissimi CD; evidentemente la cosa funziona.

    penso che mi iscriverò anche su Jamendo, ma sinceramente mi sembra molto più confusionario e limitato.

    comunque il fenomeno è stravecchio, ben più vecchio di CC e del problema dei DRM tutto, ma più se ne parla meglio è.
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    Modificato dall' autore il 03 aprile 2007 10.35
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