Amazzonia, rete gratis per difenderla

Iniziativa del governo brasiliano per l'impiego della Rete in protezione della foresta pluviale più estesa del pianeta. La difesa del polmone verde passa per l'accesso Internet via satellite gratuito per gli indigeni

Roma - Utilizzare le nuove tecnologie telematiche per salvaguardare l'Amazzonia minacciata dal progresso indiscriminato: questo prevede il nuovo piano di Marina Silva, Ministro brasiliano dell'Ambiente della seconda presidenza Lula. Il piano prevede di estendere la connettività al network mondiale in 150 regioni amazzoniche isolate, per permettere alle comunità indigene che le abitano di difendere più efficacemente il territorio.

Gli indigeni, secondo la visione delle cose offerta dal ministro Silva, sono i veri protettori di queste zone, e gli unici soggetti in grado di dare corpo all'azione governativa di contrasto al diboscamento e all'estrazione mineraria illeciti. L'iniziativa Forest Peoples' Network prevede che il governo centrale metta a disposizione le connessioni via satellite, mentre le amministrazioni locali dovranno occuparsi della fornitura dei PC necessari.

Tredici sono le aree già individuate dal Ministero dell'Ambiente, dalla Fondazione Nazionale dei Nativi (Funai) e dall'agenzia governativa Ibama. Tra queste è incluso il Pantanal, la pianura alluvionale più estesa del pianeta divenuta nel 2000 patrimonio dell'umanità sotto l'egida dell'UNESCO.
Uno scorcio della forestaParlando del piano, Silva ne esalta la capacità di "aprire canali di comunicazione tra le comunità indigene, i villaggi, i pescatori e il resto della società", in una zona, quella della foresta pluviale, che conta circa 20 milioni di abitanti.

Francisco Costa, alle dipendenze del ministero Silva, sostiene che uno degli obiettivi è incoraggiare gli indigeni a collaborare con le autorità nella gestione del vasto e fragile patrimonio ambientale del paese. Per questo, il piano Forest Peoples' Network prevede uno sforzo lungo quattro anni per digitalizzare i sistemi di monitoraggio e protezione dell'ecosistema amazzonico.

Tra le comunità indigene l'iniziativa sembra sia stata generalmente accolta con favore, anche se non mancano le posizioni di contrasto al nuovo corso delle tecnologie di interconnessione: per un membro della comunità Ashaninka, che ne parla come di un valido aiuto, un esponente della piccolo gruppo etnico dei Krenak - 150 persone originarie di Minas Gerais - si oppone all'uso del computer per il possibile rischio di erosione della tradizione culturale.

Alfonso Maruccia
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