Amazon: l'uomo serva i computer

I labs dell'azienda ottengono un brevetto che di innovativo sembra aver poco ma che sul piano concettuale disegna un ambiente tecnologico... ribaltato

Roma - C'è un nuovo brevetto in città, lo segnala Slashdot ed è stato riconosciuto ad Amazon nei giorni scorsi, pur essendo stato depositato nell'ormai lontano 2001. Un brevetto che sembra voler rivoluzionare il rapporto tra uomo e computer oppure, a voler essere più caustici, brevetta l'uso del computer.

Il testo del brevetto pubblicato dall'Ufficio americano dei marchi e dei brevetti, USPTO, recita:

"Un ambiente di computing ibrido, uomo-macchina, che si avvantaggia del coinvolgimento di uomini nell'assistere un computer nella risoluzione di specifici problemi, consentendo al computer di risolvere i problemi con maggiore efficienza. In una applicazione possibile, un computer scompone un problema come, ad esempio, un'analisi comparativa di immagine o testo, in più sotto-problemi da sottoporre agli umani, e richiede loro la soluzione. Il sistema informatico è programmato per convogliare le soluzioni ad un server centrale di coordinamento che appartiene all'ambiente ibrido macchina-uomo, che di conseguenza fornisce i sotto-problemi ai personal computer gestiti da umani. Gli umani provvedono ai sotto-problemi e mandano i risultati al server che riceve queste risposte e genera un risultato per il problema basato almeno in parte sui risultati dell'elaborazione umana".
C'è anche chi ironizza chiedendosi se il prossimo brevetto di Amazon sarà quello di "Uomini che acquistano beni su Amazon". Ironia comprensibile: non è certo la prima volta che il megastore online si dota di brevetti sui generis, come quello sulle recensioni o sugli ordini d'acquisto, brevetti che talvolta hanno scatenato polemiche non solo su Amazon ma anche sul sistema dei brevetti statunitense.
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