venerdì 6 aprile 2007

RAI al DRM nel nuovo Contratto di Servizio

Nei prossimi tre anni si spingerà su Internet, con un occhio su WiMax, DVB-H, IPTV e televisione digitale terrestre. Online appariranno solo alcuni contenuti e saranno blindati con il DRM. Urbani: la RAI entri in Telecom

RAI al DRM nel nuovo Contratto di ServizioOltre alla soddisfazione del presidente RAI Petruccioli, che ha parlato di "momento solenne" nel descrivere la firma del Contratto, e alle parole di Gentiloni, secondo cui il Contratto pone la RAI sui giusti binari, si sono espressi anche i consumatori di Adiconsum

Secondo Paolo Landi, segretario generale dell'Associazione, "il contratto di servizio che RAI e Ministero delle Comunicazioni hanno firmato questa mattina recepisce le proposte che Adiconsum ha portato in sede di audizione pubblica, battendosi poi in tutte le sedi competenti perché venissero inserite nel contratto. Esprimiamo, quindi, soddisfazione per il risultato raggiunto e ci congratuliamo con il ministro sia per il risultato che per l'innovativo metodo cooperativo adottato".

Unico neo sul contratto, secondo Landi, sono i tempi troppo lunghi per attuare l'impegno a trasmettere in chiaro tutti i programmi delle tre reti generaliste sul satellite. "Questa esigenza - spiega - è particolarmente forte nelle regioni dove è avvenuto o è imminente il passaggio dal sistema analogico a quello digitale (Cagliari e Aosta) dove il satellite è l'unico modo per garantire il servizio universale".
Ma a farsi notare ieri è stato anche l'ex ministro ai Beni culturali e oggi membro del Consiglio di Amministrazione RAI Giuliano Urbani, nome noto all'utenza Internet italiana. Urbani infatti ha parlato della situazione di Telecom Italia, che potrebbe essere ceduta ai colossi nordamericani, sostenendo che si tratta di una "occasione storica, forse unica per creare un grande network di sistema e per risolvere gli antichi problemi del mondo delle telecomunicazioni italiano. Non perdiamola".

In una intervista a IlMessaggero, Urbani sostiene che nelle trattative sullo scorporo della rete Telecom per evitare che finisca in mani non italiane, non solo andrebbe coinvolta proprio la RAI ma anche Mediaset. A suo dire non si tratta di una pulsione nazionalistica "ma di un tentativo serio di mettere in campo un player di sistema".

L'idea di Giuliano Urbani, dunque, è quella di dar vita ad una cordata per risolvere il problema della rete. "Per me - ha specificato - a questa cordata possono partecipare tutti, americani, messicani, Wind e Vodafone compresi".
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