Fantocci virtuali per auto reali

Un consorzio dei big americani dell'automobile ha richiesto la collaborazione degli sviluppatori per dar vita a modelli avanzati di umani elettronici. Per aumentare la sicurezza

Roma - Usati da molti anni nei cosiddetti crash test, i "manichini" studiati per comprendere le dinamiche del movimento delle automobili e degli incidenti potrebbero presto essere sostituiti da più innovative ed elaborate rappresentazioni elettroniche.

Questo almeno è quanto spera un consorzio formato da molti grossi nomi dell'industria automobilistica statunitense, che ha annunciato di aver contattato 40 diversi enti di ricerca perché formulino proposte per la realizzazione di questi particolarissimi "avatar". La speranza è che possano dare nuove risposte per il design dei veicoli e aumentare il loro livello di sicurezza.

plastica e sensoriL'idea è quella di raccogliere le proposte e dar vita a cinque centri di competenza che si occuperanno dello sviluppo di singole porzioni del corpo umano e ad altri due lab che saranno invece incaricati di "mettere insieme i pezzi" e costruire le rappresentazioni elettroniche complete. L'investimento iniziale è di 18 milioni di dollari ma si prevedono ulteriori finanziamenti, forse anche di origine pubblica.
Il progetto prevede un certo tempo di sviluppo, tanto che i primi modelli virtuali si prevede non saranno disponibili prima del 2011.

All'interno del Consorzio, a cui partecipano tra gli altri General Motors, DaimlerChrysler, Nissan, Toyota e Renault, c'è anche Ford, che già da tempo utilizza rappresentazioni elettroniche per i propri test ma che, spiegano i suoi rappresentanti, ora punta a poter sfruttare elaborazioni più complesse dedicate a più "modelli umani", di varia dimensione e taglia.