Ma quanto porno gira negli uffici?

Tanto, al punto che molti finiscono per perdere il lavoro. La voglia di materiali bollenti induce qualche dipendente ad improvvisarsi smanettone. C'è persino una statistica sull'argomento

Roma - Tra le scoperte meno sorprendenti di queste settimane si colloca quella di PixAlert, società di rilevazione che ha scovato enormi quantità di pornografia nei PC dei dipendenti di numerose aziende statunitensi, una situazione che, a detta degli esperti di PixAlert, dimostra l'insufficienza degli attuali dispositivi di "dissuasione" attivi negli uffici.

PixAlert, i cui introiti derivano dalla consulenza che svolge per le aziende interessate a capire lo "stato" delle proprie reti e delle policy di condotta dei dipendenti, ha fatto sapere che un quarto dei 10mila PC analizzati in 125 imprese pubbliche e private, conteneva pornografia o immagini non appropriate per le policy di comportamento in azienda.

Che il porno giri senza troppi problemi negli uffici di mezzo mondo è cosa stranota e ci sono paesi come la Malaysia che attribuiscono al fenomeno la capacità di ridurre platealmente la produttività. Che sia cosa tutt'altro che nuova lo ammette la stessa società di rilevazione, per bocca di un suo dirigente: "Oltre un terzo di tutte le immagini sono state salvate negli ultimi 12 mesi, è chiaro quindi che un numero elevato di dipendenti continua ad ignorare le policy aziendali e in certi casi si adopera in modo estensivo per bypassare i sistemi di protezione per poter scaricare e distribuire materiali inappropriati".
Pulsante nascondi-porno - da www.eglobe1.comDipendenti come novelli cracker del porno? Ne è convinto Andy Churley, manager dell'azienda, secondo cui "le aziende sbagliano nel ritenere che i sistemi di protezione perimetrale fermino tutta la pornografia in arrivo nella propria organizzazione in quanto, nell'esperienza di PixAlert, quasi tutte le corporation hanno un quantitativo significativo di pornografia sulle proprie reti".

Fa male? Fa divenire ciechi? No, il problema, come detto, è quello della produttività. Sono anni che per il porno in ufficio molti dipendenti vengono licenziati in diversi paesi e, sebbene qualcuno tenti di discolparsi, sempre più spesso le aziende, soprattutto quelle di maggiori dimensioni, attivano politiche di tolleranza-zero sull'argomento.

InformationWeek segnala come solo il mese scorso siano stati licenziati 22 dipendenti statali in Maryland, negli USA, perché frequentavano con una certa assiduità siti hard.

Tra le preoccupazioni che PixAlert sostiene di aver rilevato tra le aziende, una delle più rilevanti è quella legata all'eventuale uso di un indirizzo email aziendale per la distribuzione di pornografia, un evento che viene percepito come negativo per l'immagine delle imprese.
63 Commenti alla Notizia Ma quanto porno gira negli uffici?
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  • buhahah questa è bella! volete dire che c'è gente che si ammazza di seghe in ufficio? ma dove andremo a finire Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • Scusate, ma che differenza c'è fra passare il tempo a leggere Punto informatico o la gazzetta e guardarsi un'immagine porno?
    Mi sembra che la maggior parte di noi (me compreso naturalmente) legga p-i durante l'orario di lavoro o siete tutti studenti o turnisti??????

    non+autenticato
  • Dunque, prima di tutto, quando si deve lavorare, si deve fare il propio dovere. Ovviamente in 8 ore lavorative, il Cervello a bisogno di distrarsi un pò per riprendere bene il ritmo.


    Io non vedo nulla di male a leggere giornali On line, forum, blog e siti vari, purché questo sia solo una breve "pausa" tra un lavoro d'ufficio e l'altro, infondo distrarsi un pò non fa male. Ma ci vuole il senso della misura.

    Poi per evitare di "impestare" il pc di materiale porno, basta dotarsi un bel HD esterno con tanto di USB.

    L'unica pecca di questo mio pensiero è propio l'utenza media di chi è in ufficio che essendo a di giunto d'informatica, fa cappellate enormi che danneggiano tutti, come riempire un sistema Windows di schifezze assurde ecc ecc...


    Ovviamente, il lavoro e lavoro, cazzeggiare durante il lavoro può fare bene a piccole dosi, ma non deve poi essere una abitudine, ovvero cazzeggiare invece che lavorare... va beh, putroppo questo non accade mai.
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    Modificato dall' autore il 19 aprile 2007 15.15
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    Sgabbio
    26177
  • Ti sei dimenticato che CMQ l'utenza media forse l'amministratore di rete accorto, ha bloccato emule, e forse ancora più probabile ha settato gli utenti di classe user.

    Quindi anche una chiavetta usb non si attaccaOcchiolino

    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Ti sei dimenticato che CMQ l'utenza media forse
    > l'amministratore di rete accorto, ha bloccato
    > emule, e forse ancora più probabile ha settato
    > gli utenti di classe
    > user.
    >
    > Quindi anche una chiavetta usb non si attaccaOcchiolino
    >
    > Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere


    Hmmm Se metti un utente con privilegi "user" il riconoscimento delle periferice USB va l'ho stesso per quanto riguarda le memorie di massa. Li devi propio impostare un profilo HW per inibire l'accesso delle USB agli utenti normali (se fai questo nelle scuole è un disastro per motivi di "lavoro")
    Sgabbio
    26177
  • Sarà, ma io che ho un dominio 2003, se gli utenti sono di classe USER, senza restrizioni particolari, non possono usare nessun tipo di periferica USB.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Ti sei dimenticato che CMQ l'utenza media forse
    > l'amministratore di rete accorto, ha bloccato
    > emule, e forse ancora più probabile ha settato
    > gli utenti di classe
    > user.
    >
    > Quindi anche una chiavetta usb non si attaccaOcchiolino
    >
    > Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    Sono operatore di callcenter e ti posso assicurare che, nella maggior parte delle aziende che mi chiamano, il famoso sistemista strapagato è un tizio di mezzaetà, che non sà distinguere un monitor da un televisore, che fronciona qualche parola in inglese e sbava per windows a prescindere di quanto, o no, l'abbiano segato negli ultimi mesi, a furia di pagare cose inutili. Gente che addirittura, s'incazza con te, operatore di callcenter, perchè vogliono parlare con un tecnico, invece di spedire un email a quest'ultimo, solo per pura pigrizia (riempiendoti, ovviamente, di parole). Tutto questo per dire? Semplice, sta gente sà a malapena accendere un PC, ed appena vede uno che sincronizza l'orologio di windows, con qualche server NTP, li senti esclamare "Eh.. lo sapevo io che eri un acker. Ma hai già bucato la nasa? Cosa c'era dentro?". Sta gente non sà un tubo di privilegi utente, di rischi dell'account administrator e tutto il resto.
    non+autenticato
  • Ero dipendente pubblico.
    Il porno non è il solo problema.
    Pensate a quanti dipendenti perdono tempo con le pause caffe, il ciondolarsi tra 1 ufficio e l'altro, l'assenteismo, i giochi s pc ecc.

    Il problema del fancazzismo si risolve con i controlli e x porno basta inibire l'accesso e/o comminare multe salate a chi viene beccato.
    non+autenticato
  • Da noi c'era una newsletter interna, *DECISA DAI CAPI* (e a cui partecipavano anche i capi), intitolata "la topa del giorno".
    Chi si voleva iscrivere doveva inoltrare a tutti gli altri partecipanti una foto di una topa al giorno Angioletto
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Da noi c'era una newsletter interna, *DECISA DAI
    > CAPI* (e a cui partecipavano anche i capi),
    > intitolata "la topa del
    > giorno".
    > Chi si voleva iscrivere doveva inoltrare a tutti
    > gli altri partecipanti una foto di una topa al
    > giorno
    >Angioletto

    w l'italia!

    e donne non ce n'erano?

    non+autenticato
  • - Scritto da:

    > e donne non ce n'erano?

    solo in fotoSorride
    non+autenticato
  • un'azienda molto seria...
    si, si
    non+autenticato
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