OpenDocument cerca moglie in Cina

Il boss di Sun propone al Governo cinese la fusione del formato dei documenti OpenDocument con l'equivalente cinese, chiamato Uniform Office Format. Insieme, potrebbero far tremare Microsoft

Roma - Entrambi aperti, entrambi basati sullo standard XML ed entrambi già utilizzati in diversi ambiti lavorativi. Si parla di OpenDocument (ODF) e di Uniform Office Format (UOF), due formati di documento quasi coetanei che da tempo cercano di darsi la mano senza mai raggiungere un vero punto di contatto.

A riproporre con forza il tema dell'armonizzazione tra i due standard - ODF internazionale, UOF prettamente cinese - è il chairman di Sun, Scott McNealy, che durante una recente conferenza organizzata a Pechino dalla World Trade Organization ha invitato il Ministro cinese per il Commercio a considerare l'idea di fondere lo standard di casa con quello ODF.

Come riporta BetaNews in questo approfondimento, in passato sono state le stesse autorità cinesi ad aver ponderato un'eventuale unione dei due formati: in particolare, l'Open Standard Lab della Peking University lo scorso anno ha stilato un approfondito studio che analizza ogni aspetto dei due formati e suggerisce dei metodi per ottenere un certo grado di interoperabilità. In seguito la stessa università ha poi sviluppato due tool open source in Java, scaricabili da qui che permettono di convertire testi, fogli di calcolo e presentazioni da un formato all'altro.
Nel descrivere questi tool, gli autori hanno sottolineato come tra ODF e UOF vi siano differenze tecniche molo rilevanti, differenze che hanno già reso molto difficile lo sviluppo di un convertitore e che potrebbero rendere il matrimonio delle due specifiche un compito ancor più arduo. I ricercatori cinesi hanno evitato di esprimere giudizi diretti sulla qualità dei due formati, ma da vari documenti e dichiarazioni trapela la convinzione che UOF vanti una struttura dei documenti più pulita e razionale di quella di ODF: questo potrebbe rappresentare un'ulteriore ostacolo sulla strada dell'armonizzazione.

La proposta di McNealy è dunque da considerarsi utopistica? Non è detto. Come fa notare Andy Updegrove di ConsortiumInfo.org in questo articolo, "McNealy non avrebbe rivolto l'invito se non si aspettava che questo fosse ben accolto".

"Ad un primo livello, ODF e UOF potrebbero essere armonizzati in modo tale che, senza l'uso di plug-in, ciascuna implementazione possa salvare nativamente i documenti nell'altro formato", ha spiegato Updegrove, che ha partecipato alla conferenza di Pechino. "Ad un livello più alto, le specifiche dei due formati potrebbero essere effettivamente fuse tra loro, un'evenienza che, come ho già detto, ritengo praticabile".

Alcuni osservatori ritengono che il matrimonio fra i due standard potrebbe portare benefici ad entrambe le parti: ODF estenderebbe la propria influenza verso un mercato vastissimo e in rapida crescita come quello cinese; UOF acquisterebbe una valenza internazionale, contribuendo a rendere la Cina sempre più indipendente dai formati di Microsoft e, più in generale, dalle tecnologie proprietarie straniere.
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