Brescia, la provincia sarà tutta wireless

Lo promette l'amministrazione provinciale che si doterà di una rete mesh Cisco che, dice, aprirà le porte ad un nuovo sviluppo economico. Coinvolti enti, aziende e cittadini

Brescia - Con un appassionato comunicato, Cisco Systems ha reso noto che la Provincia di Brescia utilizzerà le proprie soluzioni outdoor per dar vita ad un'offerta di banda larga wireless sul territorio, un "ombrello di connettività" che diventerà secondo Cisco "una delle più estesi reti wireless mesh al mondo".

A beneficiare della novità saranno non solo le amministrazioni locali ma anche le aziende e i cittadini interessati a poter fruire in movimento di connessioni veloci. Il tutto si baserà, precisa Cisco, su Cisco Outdoor Wireless, che offre connettività ma anche "dispositivi wireless e componenti per la sicurezza e la gestione centralizzata". Il che si dovrebbe tradurre nella possibilità della Provincia di fornire servizi IP su una singola rete convergente.

"La Provincia di Brescia - ha fatto sapere il direttore IT e innovazione dell'amministrazione, Raffaele Gareri - ha delle profonde tradizioni manifatturiere e agricole, ma recentemente sono stati fatti passi avanti verso un modello di business maggiormente orientato al servizio. Il tentativo da parte delle aziende di accrescere l'offerta dei servizi è stato ostacolato dal fatto che la metà dei comuni non hanno accesso a banda larga".
La ragione sta nella geografia dell'area, dove molte comunità sono sparpagliate su monti e colline e spesso non raggiunte dalla cablatura tradizionale. L'implementazione mesh fornirà servizi a banda larga a 120 città e il progetto prevede l'ulteriore espansione del servizio sino ad arrivare a 210 nuclei cittadini durante la seconda fase del progetto.

L'esigenza di fornire accesso Internet a banda larga alle città rurali e allo stesso tempo fornire connessione alle aziende ha spronato la Provincia a sviluppare una partnership pubblico-privata. La rete è gestita da una società privata di telecomunicazioni, ma è di proprietà dell'amministrazione pubblica locale.

Secondo Gareri "se guardiamo l'impatto che ha questa tecnologia sull'intera regione, possiamo affermare che è strettamente legata alla crescita economica e all'integrazione sociale dei cittadini che vivono nella provincia. Possiamo stimare che l'investimento iniziale pari a 2 milioni di euro potrà fornire un ritorno finanziario positivo di 139 milioni di euro nel giro dei prossimi sei anni".