Google può registrare la vita dei netizen

Il nuovo servizio permette agli utenti di salvare la cronologia globale delle proprie attività online. Un database che apre le porte a nuovi scenari e che qualcuno teme rappresenti il crollo definitivo della privacy

Roma - "È la tua fetta di Web, sempre a portata di mano": così Payam Shodjai, responsabile dell'area personalizzazione, descrive il nuovo Web History di Google. Google offrirà agli utenti che lo desiderino il tracciato di tutte le sessioni di navigazione online, di tutte le connessioni personali che solcano il docuverso della Rete.

Web History, per ora disponibile solo in inglese, rappresenta un'evoluzione di Search History, il servizio offerto fino ad ora. Se il precedente Google Search History consentiva di ripercorrere solo le query e i risultati delle ricerche effettuate, Web History, una volta loggati all'account Google, permette di effettuare ricerche nel tracciato della propria vita di netizen; di filtrare la cronologia mostrando solo i video, le immagini, le pagine di risultati o gli annunci AdSense cliccati; di monitorare i propri comportamenti attraverso statistiche riguardo alle pratiche di navigazione.

Queste preferenze, ricavate dalla cronologia globale delle esplorazioni, "lavoreranno per l'utente, rendendo la ricerca di nuove informazioni più facile e veloce", si legge nel comunicato di Google. Uno dei primi risultati di questo tracciamento sarà probabilmente apprezzabile grazie al pulsante Dice recentemente introdotto in Google Toolbar, un servizio di raccomandazione di siti Web tagliato su misura dell'utente.
John Battelle che definisce questo archivio di tracciati "database of intentions", database delle intenzioni, già anni fa lo prefigurava come uno specchio dell'umanità, terrorizzante e affascinante al tempo stesso. L'intrigante prospettiva di studiare l'umanità e di far fruttare le informazioni riguardo ai netizen è controbilanciata dalla pressante preoccupazione riguardo alla privacy, minacciata dalla labilità delle password dietro alle quali si celano i profili degli utenti e da pratiche aziendali ben occultate oltre la cortina delle strategie di corporate responibility.

Per ciò che riguarda il rispetto nei confronti degli utenti, il servizio Web History è attivabile su base volontaria, e opera mediante Google Toolbar, con PageRank Meter attivato. La scelta di fruire del servizio è revocabile in ogni istante, grazie al pulsante di pausa, che interrompe la registrazione del tracciamento. Ciò che evoca scenari dominati dalla sorveglianza globale, è la mancanza di dettagli riguardo alla possibilità di interrompere il tracciamento da parte di Google. A destare ulteriori preoccupazioni pensa Google Blogoscoped, che ricorda che Google è già potenzialmente in grado di monitorare ogni spostamento dell'utente attraverso il semplice add-on della Toolbar con PageRank attivato, capace di restituire a BigG i dettagli delle sessioni di navigazione.

Se non è possibile vigilare sull'operato di Google, non si può che confidare nei suoi buoni propositi nei confronti degli utenti. Per ora, segnala Ars Technica citando la policy di Google in materia, i dati raccolti serviranno a "migliorare l'esperienza di ricerca sul Web" e non saranno girati a terzi, se non in forma aggregata e anonima o nell'ambito di procedimenti legali.

Ma Google, lo mette in luce l'acquisto di DoubleClicke lo dichiara esplicitamente il CEO Eric Schmidt in un'intervista rilasciata a Wired, è una advertising company, che necessita di informazioni sempre più precise e personali riguardo all'utente del Web, per migliorare la qualità degli spot. Una qualità che, secondo BigG, gioca a favore del destinatario degli annunci pubblicitari ma che soprattutto piace ai suoi inserzionisti.

Gaia Bottà
22 Commenti alla Notizia Google può registrare la vita dei netizen
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  • Infondo è un servizio a cui decide l'utente di registrarsi e di assumersi le sue responsabilità.

    Se non lo vuole attivo basta non averlo oppure se si è già stato attivato si può cancellare tutti i dati al suo interno, cosi non ci sono problemi di privacy.

    Vedete un pò poi, a me sembra un ottimo servizio Occhiolino
    non+autenticato
  • Una volta ho sentito una conferenza sulla "privacy law" in cui fra l'altro si chiariva che il fine secondario di questa legge e' proteggere i dati privati del cittadino, ma il fine primario e' il suo esatto contrario, cioe' concedere l'autorizzazione a usare i tuoi dati su scala mondiale, ogni qualvolta riempi un modulo che verra' poi trascritto in una banca dati. (Tutti i paesi, che hanno approvato una legge sulla privacy, hanno seguito sostanzialmente la stessa bozza).
    Esempio, quando faccio domanda di una carta di credito, autorizzo la compagnia che la emette a usare i miei dati ovunque essa sia presente, per le dovute verifiche del caso. Quesi pochi dati essenziali (che poi tramite internet permetterebbero di rintracciare tutto su di me) sono accessibili da qualsiasi machinetta dell'orbe terraqueo, in cui la mi carta di credito venga inserita.
    Quindici giorni fa, in un quotitiano, ho letto una lettera al direttore che ho ritenuto interessante. Volevo congratularmi con l'autore. Con un motore di ricerca ho trovato la sua e-mail, nonostante conoscessi solo nome e cognome. E io di internet ci capisco proprio poco.
    Se ti arriva spam indesiderato, o se qualcuno scopre che hai visitato un sito porno, chi ti dice che sia colpa di Google piuttosto che della carta di debito del supermercato?
    Forse non ci rendiamo conto che oggi internet e' molto di piu' che spedirsi e-mail, chattare e visitare siti web, con o senza pubblicita'.
    La vigilanza non e' mai troppa, ma non so se possiamo proteggerci solo citando Orwell.
    non+autenticato
  • Google campa anche degli introiti che accumula con il data mining per categorizzare le inclinazioni agli acquisti degli utenti; sono dati che per le grosse multinazionali valgono letteralmente oro.
    Di quì a consegnare tutto a governi che ne facessero richiesta, onde consentire un controllo praticamente orwelliano di ciò che pensano, dicono e fanno i cittadini, il passo è molto breve, e c'è già qualche indicazione che la cosa sia già avvenuta.
    non+autenticato
  • Dato per scontato che se uno accetta è perchè accetta quel tipo di situazione anti-privacy diciamo, il servizio è molto interessante perchè puoi persino studiare come cambi tu nel tempo. Bel progetto!
  • dal lato utente, qual é l'utilità di tutto questo?

    Perché dovrei sottoscrivere questo servizio?
    Cosa mi da in più che già non ho a disposizione con gli attuali strumenti?

    Bah...
    non+autenticato
  • Premetto che utilizzo il servizio di GOOGLE WEB HISTORY già da tempo (prima venisse battezzato in quel modo), limitatamente alle ricerche.

    Mi fa comodo avere la cronologia delle ricerche fatte su Google.

    Perchè mi piace usare quello?

    Perchè è remoto, cioè da qualsiasi macchina mi colleghi (e sono diverse nella giornata), ho sempre tutto disponibile.

    Perchè è integrato nell'account di Google, tutto a portata di mano con interfaccia familiare, etc etc.


    Comunque non ho minimamente intenzione di attivare la HISTORY sulla navigazione, non mi è di nessuna utilità, come pure la GoogleToolbar.
    non+autenticato
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