RAI, polemiche sul bollino di qualità

Landolfi

Roma - "Rilevo con stupore misto ad amarezza che dal testo finale del Contratto di Servizio tra RAI e ministero delle Comunicazioni è misteriosamente scomparso ogni riferimento al cosiddetto bollino di qualità, cioè a quell'emendamento approvato all'unanimità dalla Vigilanza che impegnava la Concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo a rendere riconoscibili agli utenti, mediante l'apposizione di adeguati segnali visivi, la programmazione finanziata dal canone rispetto a quella finanziata dalla pubblicità".

Così si è espresso Mario Landolfi, presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla RAI. A suo dire "sarebbe stata una bella prova di rispetto istituzionale se il ministero delle Comunicazioni, sebbene non obbligato, avesse comunicato alla Commissione, cioè al Parlamento, l'avvenuto rigetto di un punto sostanziale e qualificante del testo. Anzi, è avvenuto l'esatto contrario, come potrà confermare il relatore del parere della Commissione, Beltrandi, che ha tenuto i contatti con il Ministero".

Secondo Landolfi "è gravissimo che il ministro Gentiloni si sia piegato alla volontà della RAI, da sempre contrarissima a qualsiasi forma di evidente distinzione nell'offerta televisiva, cancellando con un tratto di penna una decisione unanime che avrebbe introdotto un principio di elementare trasparenza in favore di cittadini, utenti, contribuenti".
"Dopo aver aumentato il canone - accusa Landolfi - Gentiloni elimina ora un elemento in grado di consentire un effettivo e puntuale controllo sull'utilizzo delle risorse e su quello schema di contabilità separata in base al quale la RAI chiede, anzi pretende, da ministri compiacenti l'aumento del canone".
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