False minacce via email, interviene la GdF

Riferimenti a Marco Biagi nel messaggio fasullo

Catania - Con l'effettuazione di una serie di perquisizioni domiciliari e locali disposte dal Procuratore Aggiunto della Repubblica Vincenzo Serpotta, l'indagine su presunte minacce di morte inviate al Policlinico ed all'ospedale "Cannizzaro" sembrerebbe essere giunta ad una svolta.

L'attività di servizio condotta dai militari del Nucleo Provinciale di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catania nasce da una e-mail con la quale si minacciavano i consulenti ed i dirigenti dell'ospedale equiparandoli al defunto Marco Biagi, ucciso come noto dalla Brigate Rosse.

"Sulla base di tale minaccia - si legge in una nota - il Direttore Generale, il Dirigente del Settore Affari Generali e Legali, il Dirigente del Settore Personale del policlinico provvedevano a denunciare il fatto informandone la Magistratura che disponeva gli opportuni approfondimenti delegandoli alle Fiamme Gialle".
Visto il particolare momento, oltre alle indagini sono scattate anche misure di sicurezza per un consulente del lavoro del Cannizzaro, una "vigilanza generica radiocollegata" che ha consentito alle forze di Polizia di controllare sia l'abitazione che il posto di lavoro della persona in presunto pericolo.

La GdF ha poi ricostruito il percorso dell'email con le minacce, inviata da Hotmail e firmata dai "lavoratori incazzati del policlinico", arrivando così all'identità del mittente. "La stessa persona sottoposta a misura di protezione - informa la nota - sembrava essere colei che aveva inviato il messaggio minatorio". Sono in corso ulteriori riscontri sul diverso materiale, sequestrato durante le perquisizioni, che potrebbe far rinvenire ulteriori prove sulla colpevolezza del consulente del lavoro che, allo stato, risulta indagato per simulazione di reato.
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