Chi ha detto che l'e-commerce è in crisi?

di A. Tombolini. Il fondatore di Esperya nel capodanno del 2056 spiega ai suoi nipotini l'alchimia impossibile di un e-commerce diverso: quello nel quale la piazza del mercato e' un luogo d'incontro e il mercante un amico

Chi ha detto che l'e-commerce è in crisi?Roma - Da un racconto al caminetto del novantaseienne Antonio Tombolini ai suoi nipotini, a Loreto, il 31 dicembre 2056

Vedete, nipoti miei, Internet per noi era proprio un mondo nuovo, un mondo che prima non c'era. E quelli che ci stavano erano dei veri e propri esploratori! Quando l'esploratore scopre una terra nuova, mai calpestata prima, non c'è speranza di tenerlo confinato nel vecchio mondo. Ci tornerà, farà la spola magari tra il vecchio e il nuovo mondo. Ma il suo cuore, il suo cervello, la sua anima di esploratore sono ormai catturati per sempre dal nuovo mondo.

Fu così che nel 2002, quando una serie di circostanze - non del tutto piacevoli, in verità - mi mise di fronte alla possibilità di tornare definitivamente sul buon vecchio caro mondo di sempre (quello che all'epoca chiamavano "Mondo Reale", chissà perchè, come se l'altro fosse finto!), non ce la feci. Non ce la facevo fisicamente, intendo. Non potevo distaccarmi dal nuovo mondo che nel frattempo altri esploratori (ben più bravi e in gamba di me) stavano ancora scoprendo.
Certo, nei primi anni della scoperta si crearono molte illusioni. Molti furono quelli che si precipitarono nel nuovo mondo di Internet alla ricerca di ori ricchezze e potere da guadagnare facilmente. Ma non erano esploratori: cercavano cio' che avevano già in testa, ed erano ciechi di fronte alla novità di Internet. Molti finirono per rovinarsi, e per un po' di tempo ando' in giro la voce che il nuovo mondo di Internet fosse un mondo maledetto. Un mondo che andava bene solo per gente strana e un po' disadattata. Per ragazzini sprovveduti e delinquenti furbi. Ma non per le persone per bene. E così, tutti quelli che si erano precipitati a buttare tempo e soldi in improbabili avventure nel nuovo mondo, proprio loro divennero i maggiori detrattori e nemici di questo.

Ma gli esploratori no. Gli esploratori rimasero.
Andavano avanti come fa l'esploratore, che non ha una mappa da seguire (non esiste la mappa di un mondo sconosciuto, e se segui la mappa di un altro posto finisce che ti perdi, se non peggio!). Gli esploratori andavano avanti con cautela, con circospezione, un passo dietro l'altro, con le orecchie tese a cogliere ogni minimo rumore, pronti a tirare indietro il piede in caso di pericolo, e a indirizzarlo da un'altra parte.

Ognuno degli esploratori aveva la sua passione.
L'esploratore-giocherellone andava cercando modi per potersi divertire in quel mondo così diverso. L'esploratore-filosofo voleva vedere se era possibile esprimere lì un suo pensiero, e se questo suo pensiero potesse accenderne altri. L'esploratore-progettista scoprì che in quel mondo si poteva progettare in tanti e simultaneamente una stessa cosa, per far fruttare così meglio le idee di ciascuno. L'esploratore-giornalista ci mise poco a capire che - per un motivo o per un altro - raccontare balle in quel mondo era molto più difficile che nel vecchio, o per lo meno era molto più difficile essere creduti.

E tanti altri erano lì, circospetti, silenziosi, un po' trascurati dai "big" dell'altro mondo: l'esploratore-scienziato e l'esploratore-artista, l'esploratore-poeta e l'esploratore-designer, l'esploratore-politico e l'esploratore-psicoanalista, l'esploratore-finanziere e l'esploratore-bambino. Insomma, erano tutti lì, intenti ad esplorare, senza avere nessun risultato garantito (anche se poi, come tutti dovettero ammettere ben presto, i risultati arrivarono, eccome!). Ma sapevano già che lì, in quel mondo nuovo, tutti i saperi dell'uomo avrebbero dovuto misurarsi, ripensarsi, ridefinirsi, riconoscersi, ricomporsi.

Non c'era ambito della vita umana che ne rimanesse estraneo. Non se ne accorgevano in molti, a quel tempo, ma gli esploratori lo sapevano. E cio' che è successo negli ultimi trenta, quaranta, cinquanta anni è ormai sotto gli occhi di tutti.

Ma torniamo a noi. E io? Cosa potevo fare io, povero esploratore-mercante qual ero?
Provai a vedere se in quel mondo il commercio potesse, o meglio, dovesse, per funzionare, seguire regole e percorsi diversi da quello che ci avevano messo in testa nel vecchio mondo da un centinaio d'anni. Lo ricordo ancora: si chiamava "Marketing". Strana parola, no? A pensarci oggi viene da sorridere... ma allora no, allora era una cosa serissima, e aveva funzionato per più di un secolo!
62 Commenti alla Notizia Chi ha detto che l'e-commerce è in crisi?
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  • Mi ha fatto venire in mente un idea tipo http://www.acme.com/build_a_pc/boardfinder/
    e un cerca mainboard (trova quello che cerchi)
    in base al produttore caratteristiche e specifiche
    ovviamnente chi lo usa deve sapere cosa vuole

    questa potrebbe essere la fine della publicita occulta insulsa e oppressiva e da scaricare.

    so cosa voglio, non so cosa risponde alle mie esigenze (marca modello cpu)
    metto le caratteristiche e il database mi trova cio che si avvicina di piu alle mie esigenze
    (sempre che esista)

    nella pagina di ricerca avete trovato una publicita di qualcosa ?
    e un po di tempo che seguo il sito
    per via che mi interesso di pc e chi viene inserito nel database aumenta

    il bello di questo metodo di ricerca e' che escludi il produttore (quindi niente scelte di cuore o di marca) ma solo quello che serve
    le scelte informatiche le faccio in base alle caratteristiche non in base al produttore

    (a patto di trovare in italia)





    non+autenticato
  • > le scelte informatiche le faccio in base alle
    > caratteristiche non in base al produttore

    Non basta, però. Non è sufficiente sapere che ti serve un processore 1.600 e un banco di ram da 128 Mb. Devi anche sapere (e qui sta la differenza) quali problemi ci spossono essere (conflitti dovuti al chipset Via, per esempio), eventuali rotture di scatole e via dicendo. Quindi devi sapere la marca, non solo il "taglio" richiesto (tot. Mhz, tot ram, tot slot, ...).
    non+autenticato
  • Con quale faccia Antonio Tombolini si può presentare davanti alla gente? Ma soprattutto, con quale coraggio?
    non+autenticato
  • Ancora una volta Internet, ed in particolare il Web, viene visto come un luogo in cui piazzare bancarelle, con qualcuno che vende e qualcuno che compra. Davvero poco originale come "illuminazione".
    non+autenticato
  • NULLA SI DISTRUGGE ....
    TUTTO SI TRASFORMA !!!!

    Troppo ottimista "l'esploratore"
    La new economy puo' essere buona ...
    o puo' essere l'inferno per l'umanita' ...

    Le nuove tecnologie rendono le imprese piu' efficenti...
    e riducono il personale

    I LAVORATORI SONO IL MERCATO
    (IMHO ANCHE IL CAPITALE)
    piu' disoccupazione = meno mercato
    o mercato di basso profilo con margini sempre piu' bassi .....

    Se la politica non interviene in maniera radicale ..
    e le macchine continueranno a sostituire le persone per "aumentare" i profitti degli "imprenditori" e
    porteranno inevitabilmente al collasso del sistema capitalistico
    le prime avvistaglie le abbiamo avute in questi
    giorni con gli scandali Worldcom & co.

    SOLUZIONI ???

    1)Riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario (visto che la ricchezza la produce la macchina)
    2)Aspettiamo il collasso del sistema ....
    e poi ricominciamo da capo
    __
    fumo_nero
    fan di Marx (Grucho)
    non+autenticato
  • grazie lo dico a molti ma nessuno lo prende sul serio
    in giappone ci sono macchine che costruiscono macchine che costruiranno automobili quindi ancora piu pesa
    l'automazine sara tale nel 2050 da chiedere
    una cosa e trovarsela li dopo 10 minuti senza che nessun uomo ci abbia messo mano pronta per l'uso

    forse l'idraulico avra speranza di lavorare o l'eletricista ma gli altri cosa fanno ?
    Una soluzione e' l'esplorazione spaziale metodi di lavoro diverso redistribuzione del reddito in modo diverso oppure zappa e zappare i campi (senza trattore o coi buoi) come 60 anni fa
    prima dell 2a querra mondiale.

    non+autenticato
  • Ecco cosa succede quando si abusa con il Barbera.
    non+autenticato
  • Buono il Barbera.
    non+autenticato
  • Caro Tom, bella la favoletta: ben scritta, efficace, incisiva. Attraverso l'elegante metafora del nonno che narra ai nipotini degli eroici tempi che furono ci hai dato una bella svegliata! Ci hai fatto cioè capire che nel nuovo e luminoso mondo dei commercianti della Rete tuta quella vecchia paccottaglia in stile "old-economy" - il marketing, la pubblicità - ormai ha fatto il suo tempo, è roba vecchia, consunta e superata. Tu infatti l'hai già sostituita con il lobbysmo.
    Complimenti.
    non+autenticato
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