MMS, gli italiani li desiderano (pochino)

I messaggini multimediali sono al centro dell'ultimo studio di un osservatorio Bocconi. Il fenomeno MMS non è, non ancora almeno, un... fenomeno

Milano - Il 60% di chi ha tra 18 e 34 anni dimostrava un interesse medio alto per il servizio a inizio luglio, prima che le campagne di lancio degli operatori mobili raggiungessero l'apice. Più del 75% di chi ha un cellulare è disposto a pagare per inviare foto e cartoline, ma solo il 10,8% vuole sostenere un costo superiore a quello degli SMS. Chi ha qualche anno in più vorrebbe servizi di informazione più che ricreativi.

Questa l'estrema sintesi di un rapporto presentato dal "New Media&Tv-Lab Bocconi" focalizzato sui Multimedia Messaging Services lanciati in queste settimane dagli operatori italiani, servizi che consentono di scambiare foto e cartoline via cellulare.

Secondo lo studio, che verrà integrato e presentato ufficialmente a novembre, gli MMS sono effettivamente richiesti dal pubblico più giovane. Ad un campione di 700 persone è stato chiesto di indicare, su una scala da 1 a 9, il loro grado di interesse a spedire messaggi con foto o cartoline allegate. Solo nelle fasce di età 18-24 e 25-34 il 60% circa degli intervistati ha indicato un interesse pari almeno a 5. La quota scende progressivamente con l'età, fino al 20% di chi ha tra 55 e 64 anni. La percentuale di coloro che sono interessati all'invio di video ricalca quasi perfettamente quella dell'interesse per foto e cartoline.
"Il risultato - ha dichiarato Margherita Pagani, coordinatrice del laboratorio di ricerca che fa capo all'I-LAB, il Centro di ricerca sull'economia digitale della Bocconi - è da considerarsi positivo, dal momento che la rilevazione è stata compiuta quando le campagne pubblicitarie non avevano ancora avuto il tempo di produrre i loro effetti. Quello dei giovani che si propongono come pionieri è un pattern che si ripete spesso, in Italia e all'estero, per nuove tecnologie e nuovi servizi".

Dai dati raccolti dal New Media&Tv-Lab emerge un interesse dei giovani a un uso ricreativo degli MMS (come nel resto d'Europa, dove i servizi MMS più diffusi riguardano il trasferimento di file musicali) mentre, al crescere dell'età, l'accento si sposta sull'informazione, sia generale, sia locale. "Il lancio di questi giorni è un passaggio delicato per lo sviluppo dei servizi di MMS - ha spiegato Pagani - perché il principale driver allo sviluppo dei nuovi servizi multimediali è rappresentato dall'utilità percepita dall'utente. Ma le criticità potrebbero essere altre: i costi dei cellulari multimediali e del servizio e l'insufficiente larghezza di banda del GPRS con i conseguenti tempi e costi di download".

"Una conferma dell'interesse per il servizio arriva dalla larga disponibilità a pagarlo, evidenziata dal 76,9% degli intervistati - ha sottolineato Enrico Valdani, direttore dell'I-Lab - la quota è, però, data dalla somma di un 66,1% che si dice disposto a sostenere lo stesso costo necessario a inviare un SMS e il 10,8% che potrebbe pagarlo anche di più".

I tre maggiori gestori italiani hanno lanciato il servizio tra il 24 giugno e il 5 luglio e, per ora, lo offrono gratuitamente in forma promozionale. Per poterlo utilizzare il cliente deve però possedere un cellulare GPRS multimediale, dal costo di 600-700 euro.
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