USA contro la discriminazione genetica

Con un voto praticamente unanime, la Camera dei Rappresentanti promuove la legge che bandisce qualsivoglia possibile selezione delle persone basata su caratteristiche genetiche. Il si del Senato è dato ora per scontato

Washington (USA) - Eugenetica strisciante addio: la House of Representatives ha spinto in avanti l'iter parlamentare del Genetic Information Nondiscrimination Act, il disegno di legge del parlamento statunitense che mira a prevenire la nascita di una discriminazione di nuova generazione, basata non più sul colore della pelle o la nazionalità ma sul corredo genetico delle persone. L'atto è passato con un sostanzioso voto di 420 a 3.

Louise Slaughter, parlamentare Democratica di New York che ha introdotto la proposta, spiega che "GINA farà molto di più che bloccare sul nascere una nuova forma di discriminazione. Permetterà ad ognuno di prendere consapevolezza del tremendo potenziale insito nella ricerca genetica senza mettere nel contempo a rischio aspetti basilari della privacy".

Un'immagine del filmCon le continue scoperte sulla connessione tra impostazioni genetiche di base e la predisposizione a malattie o disturbi alla salute, il timore di venire magari scartati durante un iter di assunzione in azienda o la stipula di un contratto di assicurazione sulla persona ha già raggiunto il grande pubblico, denunciano gli esperti, causando una drastica riduzione di volontari disposti a sottoporsi alle ricerche e alle sperimentazioni di medicina a base genica. Ciò che l'opinione pubblica teme, dunque, è un futuro alla Gattaca, celeberrimo film che disegna una società imperniata proprio sulla discriminazione genetica (vedi foto).
L'approvazione finale di GINA al Senato, il cui 'sì' appare scontato e che ottiene un appoggio bipartisan da Repubblicani e Democratici e dal presidente George W. Bush, dovrebbe altresì mitigare largamente il serpeggiare di simili paure tra la popolazione, almeno per quanto riguarda gli USA: legislazioni che tendano a bloccare atti discriminatori su principi genetici sono in realtà già presenti nell'ordinamento nordamericano, ma il nuovo disegno di legge esplicita per la prima volta, in maniera chiara e inconfutabile, la necessità di provvedimenti ad hoc.

Non mancano certo gli oppositori, prima fra tutte la Camera di Commercio federale: in una lettera di fine marzo inviata alla House parlamentare, l'istituzione sostiene che GINA va in conflitto con l'attuale legge sulla privacy in campo medico, e che spinge i cittadini ad avventurarsi in "abusi e processi futili".

La validità di GINA viene comunque corroborata dal parere degli esperti di settore, che sostengono l'importanza di mettere nero su bianco il divieto delle discriminazioni: "Per un buon numero di persone che hanno considerato l'idea di fare test genetici e non lo hanno poi più fatto", dice Kathy Wicklund, presidente del National Society of Genetic Counselors, questa legge "presenterà molte possibilità di ripensarci".

Alfonso Maruccia
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