Rete Telecom, Agcom apre la consultazione

Si lavora sulla separazione della rete di accesso di Telecom Italia. La regolamentazione è orientata ad una separazione funzionale, ma non si trascurano i vantaggi dell'ipotesi di una separazione societaria

Roma - L'argomento "separazione della rete Telecom" non perde il suo connotato di attualità e rimane sulla cresta dell'onda. Rimangono immutati anche i termini di orientamento dell'Authority delle Comunicazioni, che nella seduta del Consiglio di ieri ha deliberato una consultazione pubblica "sugli aspetti regolamentari relativi all'assetto della rete di accesso fissa ed alle prospettive delle reti di nuova generazione a larga banda". In parole povere, sulla separazione funzionale della rete di Telecom Italia, ma con la novità di alcuni cenni sui vantaggi di un'eventuale separazione societaria, che deve però scaturire da una scelta aziendale.

"Nei prossimi sessanta giorni - spiega una nota diffusa ieri dall'Authority - la consultazione consentirà di acquisire le osservazioni e i commenti degli operatori, dei consumatori e di tutti i soggetti interessati, con particolare riferimento alle caratteristiche strutturali del mercato, all'evoluzione tecnologica delle reti e dei servizi, nonché allo sviluppo prospettico delle relative dinamiche concorrenziali e regolamentari".

"Con questo documento - ha commentato il presidente di Agcom, Corrado Calabrò, al termine del Consiglio - l'Italia si conferma uno dei paesi più avanzati in Europa nella definizione di regole che favoriscano al tempo stesso la concorrenza e gli investimenti. Questo avanzato percorso regolatorio, perseguito con l'applicazione di criteri comunitari, mira a tenere il passo con l'evoluzione tecnologica del settore, verificando nel contempo la vantaggiosità per l'Italia di un sistema di netta separazione funzionale della rete fissa che garantisca a tutti gli operatori telefonici parità d'accesso in condizioni di assoluta trasparenza. Ci auguriamo un'ampia e qualificata partecipazione alla consultazione che possa permettere di valutare appieno le implicazioni delle scelte che l'Autorità dovrà compiere".
"La consultazione - si legge ancora nella nota - prevede 13 misure a garanzia dell'indipendenza gestionale delle attività di rete, attraverso appropriate regole di governance e di autonoma incentivazione del management. In particolare, appare appropriato che la ipotizzabile divisione appositamente dedicata alla funzione separata sia dotata di ampi poteri autonomi rispetto alle altre funzioni aziendali. Nella consultazione vengono anche tratteggiati i vantaggi e i motivi di riflessione circa una separazione più incisiva (societaria), con la precisazione, peraltro, che tale forma di separazione esorbita dal piano regolamentare ricadendo nella sfera delle autonome determinazioni dell'azienda".

L'Authority vede dunque con favore la costituzione di una specifica business unit che gestisca la rete con una discreta autonomia. Una soluzione che, com'è noto, ricalca il percorso seguito in Gran Bretagna da BT, la cui divisione Openreach - operativa dallo scorso anno - si occupa di curare aspetti tecnici (manutenzione, installazione e upgrade di nuovi network) e di mercato (stabilendo le condizioni di accesso alle reti stesse).

Assume tuttavia un certo rilievo l'attenzione che l'Agcom mostra di avere per l'eventualità di una separazione societaria, i cui vantaggi vengono evidenziati in merito alla gestione degli investimenti. Nel documento della consultazione si legge infatti: "La separazione societaria rende senz'altro più agevole la realizzazione delle
condizioni di separazione funzionale sopra evocate (...). Un altro indubbio vantaggio della separazione societaria è l'effettiva autonomia e capacità della società separata nell'attrarre capitali ed investimenti nella rete di accesso. La gestione autonoma di tali investimenti è anche un elemento di garanzia per gli operatori alternativi. D'altro canto, va attentamente valutata la maggiore rigidità del modello di separazione societaria rispetto ad un modello di separazione interna quale quello divisionale, nonché vanno analizzati gli effetti sul piano della concorrenza fra infrastrutture derivante dalla forza di mercato che la società separata può acquisire dal meccanismo dell'investment pool".

Si tratta, ovviamente, di un discorso che la consultazione intende approfondire. Ma il raggiungimento del traguardo di una separazione societaria - che non deve passare necessariamente per un trasferimento effettivo di proprietà - potrebbe realmente gettare le basi per una configurazione del mercato orientata al modello One Network, visto come una soluzione ideale da un numero crescente di consumatori, operatori e addetti ai lavori.

Dario Bonacina
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