I network USA contro il fast forward

ABC e ESPN stringono un patto con un operatore via cavo per il video on demand. L'unico requisito del servizio è non consentire ai telespettatori di saltare la pubblicità con un clic di telecomando

New York - ABC e ESPN, i due famosi network televisivi di Walt Disney, hanno siglato un accordo distributivo con l'operatore via cavo Cox Communications. La novità più eclatante è che il contratto per il broadcasting prevede, per gli show e le partite di football, la disabilitazione delle funzioni di avanzamento-veloce dalla consolle della piattaforma di video-on-demand. Niente di tecnologicamente rivoluzionario, come ad esempio la soluzione Philips o quella Fox, ma certamente un'idea innovativa sotto il profilo commerciale.

Secondo gli esperti potrebbe delinearsi come un importante precedente, dato che di fatto i possessori dei diritti di copyright e i broadcaster cercano da tempo di individuare un modo per recuperare i profitti perduti a causa di chi salta la pubblicità. La sicurezza della fruizione pubblicitaria, infatti, permette di alzare i costi degli spot e mantenere bassi i costi dei servizi. Ma scontenta il grande pubblico. I broadcaster prediligono senza dubbio questa strategia rispetto al rincaro dei prezzi dei contenuti on-demand: le statistiche confermano con prezzi bassi la possibilità di registrare maggiori introiti a breve e medio termine. Allo stesso tempo i network televisivi sono contrari alla diffusione dei loro prodotti senza pubblicità per il timore che il pubblico si abitui a comportamenti anti-commerciali. "La pubblicità è un elemento critico per le finanze del nostro business, e questo accordo sottolinea per la prima volta che uno dei nostri partner di distribuzione lo comprende", ha dichiarato Anne Sweeney, presidente di Disney-ABC Television Group.

Cox è il terzo operatore via cavo più grande degli Stati Uniti, e sebbene inizialmente non condividesse questa strategia, alla fine ha accettato di disattivare l'azione di "skipping" - pur consentendo la normale registrazione attraverso il video-recorder.
La questione di fondo è che il video-on-demand è un business colossale in continua crescita, dove la qualità dei contenuti gioca un ruolo fondamentale. Fino ad ora i telespettatori hanno potuto godere di show e film di ogni genere, ma con il patto Cox-Disney la posta è destinata a salire. Si parla infatti di un palinsesto da prima serata con titoli come: Grey's Anatomy, Desperate Housewives e Lost. Che per di più saranno disponibili 12 ore dopo la normale programmazione in broadcasting su ABC.

Convergence Consulting ha previsto che entro la fine dell'anno il fatturato del VoD toccherà negli Stati Uniti gli 1,6 miliardi di dollari - entro il 2010 saranno superati i 3,9 miliardi di dollari. Se si considera anche la pubblicità incorporata nell'offerta le stime saltano totalmente... al rialzo. "Siamo ancora in negoziazione, comunque. I telespettatori on-demand ovviamente non guarderanno necessariamente la stessa quantità di spot rispetto alla distribuzione tradizionale", ha dichiarato George Bodenheimer, presidente di ESPN e ABC Sports.

Cox vorrebbe inserire uno spot da 15 secondi per episodio, che comunque sarà venduto da Disney-ABC Television Group e dalle affiliate locali di ABC. Non a caso un altro aspetto importante del contratto è rappresentato dall'utilizzo di una nuova tecnologia che assocerà lo spot al codice postale del telespettatore. Cox e Disney testeranno anche una soluzione che permetterà di aggiornare le pubblicità dinamicamente, in modo che anche un episodio di archivio sia aggiornato con le nuove campagne marketing.

I primi test del nuovo servizio on-demand via cavo saranno avviati in California e coinvolgeranno non meno di 250mila abbonati. In futuro l'offerta sarà poi estesa ai restanti 6 milioni di clienti sparsi sull'intero territorio statunitense.

A questo punto il grande interrogativo che preoccupa la dirigenza Cox è l'accoglienza dell'iniziativa da parte dal pubblico che potrà saltare gli spot solo nel caso abbia registrato le trasmissioni di interesse. Secondo il presidente di Cox, Pat Esser, le indagini di mercato avrebbero confermato che gli abbonati preferiscono una buona programmazione on-demand più che la possibilità di saltare la pubblicità. "Le persone vogliono contenuti, e li vogliono gratuiti, ma penso anche che si rendano conto che esiste un modello di business che gli permette di mantenere ciò che hanno", ha spiegato Esser.

I network hanno resistito a lungo alle richieste degli operatori via cavo per timore che il loro business venisse cannibalizzato. Fornire i contenuti dei servizi on-demand avrebbe voluto dire perdere quote pubblicitarie e introiti sicuri. Ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato nei salotti di milioni di americani: personalizzare il proprio palinsesto è diventato un must.

Dario d'Elia
26 Commenti alla Notizia I network USA contro il fast forward
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    non+autenticato
  • Non vedo come tutte queste cretinate possano indurmi a ricominciare a guardare la TV...

    gia' viviamo in un mondo abbastanza orwelliano, chissa' quando avremo
    - i "televisori" in ogni stanza che trasmettono propaganda e non si possono spegnere (in certe case e' gia' cosi')
    - i "televisori" che, oltre a trasmettere, permettono al Partito di controllarti in video e audio, e in caso di trasgressione un funzionario puo' reprimerti in diretta
    - i "televisori" ad ognoi angolo della strada per controllarti anche quando sei fuori
    Funz
    12995
  • Non e' poi cosi' grave, qualche spot ci puo' stare, avevo la cable quando vivevo in California, tv ed internet a larga banda e la comodita' e' davvero grande, dalla scelta dei contenuti, alla possibilita' dell'audio multilingua (in quel caso inglese e spagnolo), ai sottotitoli opzionali. Chiaro che i network, che spesso sono anche producer di contenuti, hanno bisogno degli introiti pubblicitari.

    Trovo ridicolo scandalizzarsi, specialmente scrivendo su un sito che e' pieno zeppo di pubblicita' tra banner e filmati flash!! Eppure vedo che si scandalizza entra lo stesso nel sito e ne legge le notizie, perche'... perche' il contenuto certo vale qualche banner (anche se a volte un po' fastidioso).

    Ok, lo so che ci sono sistemi per eliminare banner e contenuti flash ma cosi' si perdono anche contenuti legittimi e pochi effettivamente ne fanno uso.

    Cio' che disturba di piu' della pubblicita' televisiva e la ripetitivita' e la monotonia, ma un servizio on demand puo' localizzare e personalizzare la pubblicita', questa e' la frontiera, non solo perche' e' il sogno di chi fa marketing ma perche' effettivamente rende piu' sopportabile l'interruzione.

    Fruire di un contenuto on demand, in qualita' digitale, con possibilita' di organizzarsi il propio palinsesto e anche registrare (in digitale), con spot di 15 secondi (brevi, fattore fondamentale anche questo!) e localizzati, e' un ottimo trade-off e sinceramente non si puo' chiedere di piu'.

    Che altro modello di business alrimenti? Un network statale che faccia pagare un abbonamento/tassa/accisa obbligatoria a chiunque abbia un tv/computer/cellulare e in aggiunta inserisca spot commerciali?? Magari per mettere in palio milioni di euro in un quiz preserata e spenderne assai di piu' per pagare anchorman e giornalisti? No grazia... c'e' l'abbiamo gia' questa chicca! Con la lingua fuori

    Un ultima cosa... sono un beta-tester di JOOST, la IP-TV P2P on demand, se volete assaggiare qualcsa di simile al cable on-demand provate Joost! Si possono selezionare i programmi, e vengono inseriti un paio di sot di una manciata di secondi, localizzati (in base al vostro IP), immaginate al stessa cosa con contenuti prime-time e ad alta risoluzione, magari su un plasma con mediacenter o set-top-box che sia... questo e' il futuro provare per credere!






    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Non e' poi cosi' grave, qualche spot ci puo'
    > stare, avevo la cable quando vivevo in
    > California, tv ed internet a larga banda e la
    > comodita' e' davvero grande, dalla scelta dei
    > contenuti, alla possibilita' dell'audio
    > multilingua (in quel caso inglese e spagnolo), ai
    > sottotitoli opzionali. Chiaro che i network, che
    > spesso sono anche producer di contenuti, hanno
    > bisogno degli introiti pubblicitari.

    Contento te.
    Anche sul P2P comunque ci sono i film in doppio audio
    >
    > Trovo ridicolo scandalizzarsi, specialmente
    > scrivendo su un sito che e' pieno zeppo di
    > pubblicita' tra banner e filmati flash!!

    Eh? Quale pubblicita'? Con la lingua fuori

    Eppure
    > vedo che si scandalizza entra lo stesso nel sito
    > e ne legge le notizie, perche'... perche' il
    > contenuto certo vale qualche banner (anche se a
    > volte un po'
    > fastidioso).

    PErsonalmente nessun sito vale il fastidio.
    Se PI decidesse di diventare a pagamento, sicuramente pagherei (a meno che non mi taglino l'internet dal lavoroCon la lingua fuori ), ma la pubblicita' non la voglio piu' vedere, ne' ora ne' mai.


    > Ok, lo so che ci sono sistemi per eliminare
    > banner e contenuti flash ma cosi' si perdono
    > anche contenuti legittimi e pochi effettivamente
    > ne fanno
    > uso.

    Mica pochi, direi buona parte di quelli che usano FF possono installarsi adblock+ e l'updater con tre clic.

    > Cio' che disturba di piu' della pubblicita'
    > televisiva e la ripetitivita' e la monotonia, ma
    > un servizio on demand puo' localizzare e
    > personalizzare la pubblicita', questa e' la
    > frontiera, non solo perche' e' il sogno di chi fa
    > marketing ma perche' effettivamente rende piu'
    > sopportabile
    > l'interruzione.

    Ormai sono 4 anni che non guardo piu' la TV, e almeno 10 che non guardo piu' nulla che non sia registrato. Guardare un programma interrotto dalla pubblicita' ormai mi procura solo fastidio, e le poche volte che capita non riesco mai ad arrivare alla fine (che per i programmi di prima serata avviene ben dopo l'ora in cui di solito vado a dormire)

    > Fruire di un contenuto on demand, in qualita'
    > digitale, con possibilita' di organizzarsi il
    > propio palinsesto e anche registrare (in
    > digitale), con spot di 15 secondi (brevi, fattore
    > fondamentale anche questo!) e localizzati, e' un
    > ottimo trade-off e sinceramente non si puo'
    > chiedere di
    > piu'.

    trade-off? marchettaro?
    sul p2p hai molto di piu', senza scocciature.

    > Che altro modello di business alrimenti? Un
    > network statale che faccia pagare un
    > abbonamento/tassa/accisa obbligatoria a chiunque
    > abbia un tv/computer/cellulare e in aggiunta
    > inserisca spot commerciali?? Magari per mettere
    > in palio milioni di euro in un quiz preserata e
    > spenderne assai di piu' per pagare anchorman e
    > giornalisti? No grazia... c'e' l'abbiamo gia'
    > questa chicca!
    > Con la lingua fuori

    CE l'abbiamo.
    Personalmente il canone lo pago per far vedere le cassette al bimbo.

    > Un ultima cosa... sono un beta-tester di JOOST,
    > la IP-TV P2P on demand, se volete assaggiare
    > qualcsa di simile al cable on-demand provate
    > Joost! Si possono selezionare i programmi, e
    > vengono inseriti un paio di sot di una manciata
    > di secondi, localizzati (in base al vostro IP),
    > immaginate al stessa cosa con contenuti
    > prime-time e ad alta risoluzione, magari su un
    > plasma con mediacenter o set-top-box che sia...
    > questo e' il futuro provare per credere!
    >
    Nsomma... dal lavoro ho un IP francese, ed e' gia' una scocciatura quando un sito (tipo google) mi redirige dove gli pare. Figuriamoci gli spot franzesiCon la lingua fuori
    >
    >
    >
    >
    >
    Funz
    12995
  • > Se PI decidesse di diventare a pagamento,
    > sicuramente pagherei

    http://www.punto-informatico.it/noadv/ndv.aspx
    paga allora, costa pochissimo
    non+autenticato
  • Poi forse capiranno che trattare la gente come polli in batteria potrebbe avere qualche effetto collaterale spiacevole Arrabbiato
    non+autenticato
  • Uno scanner retinico che verificherà la presenza fisica ovviamente sveglia dell'ostag..scusate dello spettatore ?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Uno scanner retinico che verificherà la presenza
    > fisica ovviamente sveglia dell'ostag..scusate
    > dello spettatore
    > ?

    Se lo spettatore lo permette... e' lui che si fa ostaggio. Nessuno ti impone infatti di guardare Lost o Desperate Housewives.
    non+autenticato
  • Infatti mi chiedono quanti si mettono a guardare la pubblicità in tv... Al massimo cambio canale e poi ritorno.

  • - Scritto da: AranBanjo
    > Infatti mi chiedono quanti si mettono a guardare
    > la pubblicità in tv... Al massimo cambio canale e
    > poi
    > ritorno.

    Se il telecomando ti permetterà di farlo:
    http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1476381&r=PI
    e
    http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/gio...
    Deluso
    non+autenticato
  • Già... me ne ero dimenticato.
    In compenso c'è una bella alternativa alla TV: leggere un bel libroSorride
  • Io durante la pubblicità vado in bagno. Il problema è che l'ultima volta che ho guardato un film che era in contemporanea su Canale 5 e TSI1 (si, vivo vicino al confine) su TSI1 è finito UN'ORA PRIMA! DelusoDeluso

    Cacchio! Un'ora del mio stipendio è pagata poco più di 4,5 euro netti...!!!
    Mediaset Premium per un singolo film in prima visione fa pagare 4 Euro, per uno in seconda 2 Euro: se mi dite che li non fanno la pubblicità, compro la schedina (il decoder ce l'ho già, mi serve per vedere la Svizzera).


    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Io durante la pubblicità vado in bagno. Il
    > problema è che l'ultima volta che ho guardato un
    > film che era in contemporanea su Canale 5 e TSI1
    > (si, vivo vicino al confine) su TSI1 è finito
    > UN'ORA PRIMA! Deluso
    >Deluso
    >
    > Cacchio! Un'ora del mio stipendio è pagata poco
    > più di 4,5 euro
    > netti...!!!
    > Mediaset Premium per un singolo film in prima
    > visione fa pagare 4 Euro, per uno in seconda 2
    > Euro: se mi dite che li non fanno la pubblicità,
    > compro la schedina (il decoder ce l'ho già, mi
    > serve per vedere la
    > Svizzera).

    Stai sempre al cesso allora Geek
    non+autenticato

  • - Scritto da: AranBanjo
    > Già... me ne ero dimenticato.
    > In compenso c'è una bella alternativa alla TV:
    > leggere un bel libro
    >Sorride

    Ehhh.. la grande kultura delle persone di sinistra....
    non+autenticato
  • Beh, esiste anche la Wii: una bella partita a bowling con gli amici o una di golf da solo sono altrettanto interessanti.

    Esistono anche i giochi di ruolo (D&D), i party game (Mai provato "Sì, Oscuro Signore"?), quelli di società in scatola (Da me vanno molto Scarebeo, Cluedo, Visual Game, Taboo) o meno (es. Nomi/Città/Cose/Animali, noto commercialmente come Saltimente), quelli di carte (infinite partite al 2, anche detta Briscola Chiamata, o a Scala 40), giochi di gruppo (mai giocato al gioco dei mimi? Magari con i titoli dei film...).

    E questo restando in casa.

    Perché se poi si vince la pigrizia, tra Compagnie Teatrali Dilettantische, Saggi di amici, Amici che suonano in qualche pub, Bowling, Partitelle di Pallavolo miste, Bocce (al parco o in una bocciofila), Ping-Pong o Biliardo (possibilmente in Oratorio che sono gratis), Riunioni di consiglio comunale (un po' di senso civico non guasta...), riunioni di condominio (un po' di sana lotta non guasta mai...), Tornei di qualche sport dilettantistico (non avete amici che vi invitano a vedere le loro partite?) le occasioni non mancano.

    Senza scordare una bella chattata o una telefonata via Skype con qualche amico che non sentite da tempo.

    C'era anche il Cinema, che nel mio caso è sotto casa, ma da qualche tempo han cominciato a mettere 15 minuti di pubblicità prima del film, tra cui uno che dice a me, che sono li e che ho pagato il biglietto, che "copiare un film è come rubare un'auto" (ma se copio un film, i dirigenti della Major devono tornare a casa a piedi?). Perciò è stato cassato. Vado solo in quello dell'Oratorio perché quello non fa pubblicità (e il macchinista, un mio amico, taglia anche il famigerato spot...).

    Dico io, ma a nessuno viene in mente che i cali dei guadagni di Video e Musica siano fondamentalmente dovuti al fatto che oggi "Intrattenimento" significa talmente tante diverse possibilità che il denaro totale si suddivide in mille rivoli? Strano che a RAIUNO siano contenti se oggi, in prima serata, fanno il 45% di share. Molti anni fa facevano il 100% tutte le sere...
    non+autenticato
  • Invitare qualche amica e fare Strip Poker o gioco della bottiglia ?
    non+autenticato
  • E che c'entra la politica con il mio discorso?
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