Le imprese IT contro l'open source imposto dall'alto

Lo dicono le molte aziende di Aitech-Assinform, secondo cui la scelta della via open source nella Pubblica Amministrazione non può avvenire a monte, a priori rispetto alle esigenze specifiche e in barba alla neutralità

Roma - Aumenta la pressione politica affinché le pubbliche amministrazioni, gli enti centrali e locali adottino sistemi open source e tra proposte di legge, convegni dedicati, dichiarazioni e direttive governative molte imprese italiane iniziano a sentirsi sotto pressione.

Lo spiega in una nota Aitech-Assinform, la più importante associazione di categoria che raccoglie moltissime imprese dell'IT italiano, secondo cui l'open source è solo una delle possibili opzioni per le amministrazioni, le cui scelte non devono essere dettate da ideologie ma da considerazioni di tipo tecnico, applicativo e strategico.

In una lettera trasmessa a centinaia di istituzioni italiane centrali e locali, l'Associazione chiede che "per quanto riguarda le scelte relative al software nelle Pubbliche Amministrazioni, venga affermato il principio del pluralismo e della libera concorrenza".
Aitech-Assinform è esplicita sulla necessità di un proprio intervento, e scrive: "L'esigenza da parte delle imprese informatiche di scendere in campo su questo tema nasce dalla preoccupazione di veder emergere, nell'ambito della Pubblica Amministrazione, sia a livello nazionale che locale, posizioni politiche a favore di una scelta normativa sull'open source. Posizioni che secondo AITech-Assinform sono dettate più da una visione ideologica sulla contrapposizione tra software proprietario e software libero, che dall'applicazione del principio di neutralità tecnologica".

Secondo l'Associazione, il modo migliore per garantire il mercato e allo stesso tempo la copertura delle esigenze degli enti pubblici è quello di consentire che l'individuazione delle soluzioni software adatte sia determinata dal libero confronto tra PA e imprese informatiche. Queste soluzioni, continua l'Associazione, vanno scelte in base "al solo requisito di soddisfacimento di necessità specifiche, nell'ambito di una corretta valutazione dei costi e dei relativi benefici".

In questa visione, evidentemente, qualora venga a mancare questo momento di confronto, determinato invece da normative e direttive, verrebbero a cadere importanti garanzie sia per il fornitore che per l'ente pubblico interessato. "È fondamentale - scrive l'Associazione nella lettera - che la PA contribuisca a promuovere il principio di interoperabilità a tutti i livelli, riconoscendo senza pregiudiziali la validità di tutti gli standard tecnici presenti sul mercato e l'importanza dei formati standard documentali aperti".

"Solo mantenendo la neutralità nella valutazione dei vari modelli o piattaforme software, è possibile, a seconda dei contesti di impiego - concludono le imprese dell'IT - privilegiare di volta in volta specifiche soluzioni, siano esse open source, proprietarie o miste".
157 Commenti alla Notizia Le imprese IT contro l'open source imposto dall'alto
Ordina
  • se le aziende italiane investissero maggiori capitali in Italia invece di regalare ingenti capitali a zio BILL ?
    L'open source offrirebbe questa possibilità... se solo ci fossero imprenditori più intelligenti e meno Pirata.

    Ah già, scusate dimenticavo di essere in Italia Rotola dal ridere.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > se le aziende italiane investissero maggiori
    > capitali in Italia invece di regalare ingenti
    > capitali a zio BILL ?
    >
    > L'open source offrirebbe questa possibilità... se
    > solo ci fossero imprenditori più intelligenti e
    > meno
    >Pirata.
    >
    > Ah già, scusate dimenticavo di essere in Italia
    > Rotola dal ridere.

    licenza windows= 200 euro
    costo riscrittura software 400 al giorno
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > licenza windows= 200 euro
    > costo riscrittura software 400 al giorno

    Ok affare fatto, scelgo il secondo.
    AVANTI IL PROSSIMO!
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > se le aziende italiane investissero maggiori
    > > capitali in Italia invece di regalare ingenti
    > > capitali a zio BILL ?
    > >
    > > L'open source offrirebbe questa possibilità...
    > se
    > > solo ci fossero imprenditori più intelligenti e
    > > meno
    > >Pirata.
    > >
    > > Ah già, scusate dimenticavo di essere in Italia
    > > Rotola dal ridere.
    >
    > licenza windows= 200 euro

    Ok, distro GNU/Linux = 0 euro


    > costo riscrittura software 400 al giorno

    Ok, costo riscrittura software (tanto anche quelli closed li riscrivono ogni tanto, no? O lavorano ancora con le versioni DOS, o Win3.1?) ma GPL = 400 al giorno, e NESSUN costo di licenza futura, possibilità di modificarlo, migliorarlo, di farselo assistere da gente capace e non solo da chi ha scritto il codice closed.

    FANTASTICO!

    Altro costo / stress che ti eviti... la GESTIONE delle licenze. Hai idea in un grosso ente come sia impossibile tener traccia di tutte le varie licenze/verioni/aggiornamenti? Se arriva la BSA ti fa un mazzo così anche se hai pagato fino all'ultimo euro.
    non+autenticato
  • e quanto viene riscrivere
    firefox, openoffice, magari un desktop tipo ubuntu?

    non+autenticato
  • Quanto hai pagato finora? Sono continuamente riscritti (non devi aspettare 5 anni per avere una nuova versione, e in ogni caso nessuno ti forza ad aggiornare anche se non vuoi...). Sai di cosa stiamo parlando, vero?
    non+autenticato

  • - Scritto da:

    > licenza windows= 200 euro
    > costo riscrittura software 400 al giorno

    Coretto...ma che confronto sarebbe?
    Windows nei 200 euro ha già compreso anche i software che ti servono?
    I software per windows li scrivono gratis?
    Li aggiornano gratis?
    Ne rilasciano nuove versioni gratis?
    In più, essendo proprietari, sei in qualche modo "legato" alle ditte produttrici, nonchè alle loro tariffe.





    non+autenticato
  • L'open source era quello che ci voleva per far entrare un pò di soldini nelle tasche degli amici.
    Molti software stabili dovranno essere riscritti da zero. Cosa importa se in java, in C, in .Net. Ci sarà necessità di cambiare un bel pò di cose, significa che ci saranno tantissimi contratti di lavoro per software che non serviva proprio dover rifare.
    E ricordate:
    1 software sviluppato costa 100000 e passa euro, pari a 5000 licenze windows.
    Volete il conto?
    Io che prendo 1600 euro costo oltre 3600 euro(tasse). Semplificando il conto a 4000 c'è il rendiconto della mia azienda, facciamo 5000 al mese (me + 1000), lavoro 6 mesi con altri 4 miei simili e fanno 120000 euro.
    Bene, pensate che dove lavoro attualmente ci sono almeno 5 progetti in corso, fanno 600000 euro, sommandoci il guadagno finale dell'azienda sviluppatrice possiamo approssimare il tutto ad 1 milione di euro, la bellezza di 50000 licenze windows. Pensate aziende come Accenture e simili quanto guadagneranno rinnovando il parco software dei clienti che magari usano ancora vecchi programmi che non potranno subire un semplice aggiornamento.
    Ecco a voi le tangenti mascherate dalla volontà di passare all'open source. Al di là di chi si intascherà questi soldi sarà una bella mazzata per le tasche dello Stato, cioè le nostre
    Viva la matematica
    non+autenticato
  • Levati dalla pelle. PRETORIAN!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Levati dalla pelle. PRETORIAN!
    che c'è, non sai rispondere ai numeri?
    o sei uno di quelli pronti a mangiarci sopra?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > Levati dalla pelle. PRETORIAN!
    > che c'è, non sai rispondere ai numeri?
    > o sei uno di quelli pronti a mangiarci sopra?

    io con i numeri vorrei mangiarci, tu no?
    Un prog open lo puoi pagare anche a peso d'oro, poi tutti, nel mondo, lo possono usare e migliorare.
    Il soft proprietario lo paghi in ogni regioneministeroprovinciaufficiocomputer, se ti pare di risparmiare forse dovresti cominciare a contare, magari con i tuoi soldi, invece che con quelli pubblici.
    non+autenticato
  • > io con i numeri vorrei mangiarci, tu no?
    > Un prog open lo puoi pagare anche a peso d'oro,
    > poi tutti, nel mondo, lo possono usare e
    > migliorare.
    > Il soft proprietario lo paghi in ogni
    > regioneministeroprovinciaufficiocomputer, se ti
    > pare di risparmiare forse dovresti cominciare a
    > contare, magari con i tuoi soldi, invece che con
    > quelli
    > pubblici.

    davvero?
    conosci Atac ed Atm, le aziende di trasporti romana e milanese?
    scrivigli il software per la contabilità per una e poi vediamo quanto ti costa portarlo all'altro.
    Tu non lavori per questi enti, mi sembri uno studente o un programmatore che non ha mai visto aziende con più di 10 persone.
    Io ragiono con i soldi dello stato.
    Per me poco cambia, la mia azienda semplicemente passerà a linux, noi programmeremo in java, un bel corsetto di 2 settimane e staremo di nuovo li. Queste migrazioni piacciono ai manager, significano che il cliente avrà bisogno disperato di software ed i prezzi saliranno.
    Semplicemente lavorerò in eclipse invece che in visual studio
    non+autenticato

  • - Scritto da:

    > Per me poco cambia, la mia azienda semplicemente
    > passerà a linux, noi programmeremo in java, un
    > bel corsetto di 2 settimane e staremo di nuovo
    > li.
    ...
    > Semplicemente lavorerò in eclipse invece che in
    > visual
    > studio

    E se è così semplice perché escludi che un gruppetto di programmatori open source non sarà in grado di scrivere nel tempo una serie di programmi in grado di sostituire quelli attuali presenti nella pubblica amministrazione?
    Se succedesse sai poi eclipse e il corsetto di 2 settimane dove te lo fanno fare?
    non+autenticato
  • > Tu non lavori per questi enti, mi sembri uno
    > studente o un programmatore che non ha mai visto
    > aziende con più di 10
    > persone.
    > Io ragiono con i soldi dello stato.

    secondo me presupponi troppe cose e presenti credenziali ridicole, da quello che dici, e non verificabili, se non per il fatto che sono palesemente false. Quindi puoi anche smetterla e dire qualcosa di sensato se ne sei capace.

    vivi ancora al tempo del tu non sai chi sono IO ... forse nel tuo caso rinuncerò alla curiosità.
    non+autenticato
  • La conosci la SAD di Bolzano (quella di Report)? Loro usano solo GNU/Linux (compresi gli applicativi amministrativi)
    non+autenticato
  • forse qualche cagatona l'hai detta,50000 licenze windows per 300 euro l'una mi sembra che faccia 15000000 mmmm mentre 50000/300 fa 3333,3 e 300 euro è il prezzo della licenza full di xp se poi ci metti vista business a quel prezzo ti prendi la oem QUindi gia di base hai detto una cagata!!!
    non+autenticato
  • L'open source in funzione dell'ideologia invece che del pragmatismo è un suicidio, puro e semplice
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > L'open source in funzione dell'ideologia invece
    > che del pragmatismo è un suicidio, puro e
    > semplice

    L'ideologia serve solo a chi vende fuffa, con l'open puoi giudicare da solo se è fuffa o no.

    Ma cosa vuoi vendere con queste frasi?
    con l'open vendi servizi, pensa tu che ideologia poco pragmatica!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > L'open source in funzione dell'ideologia invece
    > che del pragmatismo è un suicidio, puro e
    > semplice

    Finalmente uno ragionevole!
    non+autenticato
  • Quindi i fautori dell'opensource dovrebbero essere tutti morti.

    Ed anche le aziende tutte fallite.

    Ma soprattutto dovrebbero essere tutti morti i suoi utilizzatori che lo preferiscono a Winzozz.

    Forse non è solo ideologia!?!?

    Ma con queste frasi fatte e questo FUD che volete fare, convincere la gente ad abbandonare l'opensource?

    non+autenticato
  • L' Open Source nella PA significa RISPARMIO di MILIONI di Euro per i contribuenti e SVILUPPO per le aziende in casa nostra.
    Non è difficile capirlo, il mondo intero lo sta capendo sempre più e semtre più in fretta, solo in Italia ci sono TROMBONI (i soliti) che frappongono continuamente ostacoli.
    Dipendesse da me metterei nemmeno una settimana a sgombrare definitivamente il campo da questi TROMBONI.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > L' Open Source nella PA significa RISPARMIO di
    > MILIONI di Euro per i contribuenti e SVILUPPO per
    > le aziende in casa
    > nostra.
    > Non è difficile capirlo, il mondo intero lo sta
    > capendo sempre più e semtre più in fretta, solo
    > in Italia ci sono TROMBONI (i soliti) che
    > frappongono continuamente
    > ostacoli.
    > Dipendesse da me metterei nemmeno una settimana a
    > sgombrare definitivamente il campo da questi
    > TROMBONI.

    estero? ma quanti anni hai?
    2?
    Il 99.9% del software non è windows o linux.
    E' il software sviluppato per le aziende, il programma che gestisce i biglietti dei treni, le bollette della luce e gli scatti del telefono.
    Anche il software closed source è programmato da italiani, semplicemente si paga windows e non è detto che sia una spesa sconveniente. Windows costa quanto il giorno di lavoro di un programmatore che ci lavora 3-5 anni con quella licenza
    non+autenticato
  • > detto che sia una spesa sconveniente. Windows
    > costa quanto il giorno di lavoro di un
    > programmatore che ci lavora 3-5 anni con quella
    > licenza

    si, si, continua ad aver paura, rimani fermo, poi ti attaccherai al tram visto che questi biglietti ti ossessionano tanto, Freud potrebbe essere una buona lettura per te, se sapessi leggere.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > > detto che sia una spesa sconveniente. Windows
    > > costa quanto il giorno di lavoro di un
    > > programmatore che ci lavora 3-5 anni con quella
    > > licenza
    >
    > si, si, continua ad aver paura, rimani fermo, poi
    > ti attaccherai al tram visto che questi biglietti
    > ti ossessionano tanto, Freud potrebbe essere una
    > buona lettura per te, se sapessi
    > leggere.

    quasi tutti i pc comprati dalle PA avevano un OS installato: windows xp (almeno per quelli acquistati da 5 anni a questa parte).

    Ora secondo te cosa dovrebbero fare? Buttare via windows e perdere soldi per installare sullo stesso pc una distribuzione di linux??

    Sarebbe uno spreco enorme.
    non+autenticato

  • > quasi tutti i pc comprati dalle PA avevano un OS
    > installato: windows xp (almeno per quelli
    > acquistati da 5 anni a questa
    > parte).
    >
    > Ora secondo te cosa dovrebbero fare? Buttare via
    > windows e perdere soldi per installare sullo
    > stesso pc una distribuzione di
    > linux??
    >
    > Sarebbe uno spreco enorme.

    Ti dico una cosa, le amministrazioni pubbliche si appoggiano a ditte private, queste ditte fanno venire i computer da una ditta, diciamo DELL, parlo di 4-5 anni fa, con Mandrake Peinstallato, hai capito bene, LINUX Preinstallato.
    Cosa succede poi in ITALIA? Naturalmente si formatta il disco rigido e s'installa un'immagine di winzxp, mi pare logico.

    Secondo me bisognerebbe imporre, costringere, e non mi vengono termini peggiori, ad usare, in ambito pubblico, soft libero per almeno il 50%. In questo modo si potrebbe vedere se i prodotti commerciali rispettano gli standard, perche' i prodoti open lo fanno già nativamente, perche' sono open.
    non+autenticato

  • > non mi vengono termini peggiori, ad usare, in
    > ambito pubblico, soft libero per almeno il 50%.

    IMPORRE software LIBERO?
    forse dopo non sarebbè più tanto libero.
    non+autenticato

  • > > non mi vengono termini peggiori, ad usare, in
    > > ambito pubblico, soft libero per almeno il 50%.
    >
    > IMPORRE software LIBERO?
    > forse dopo non sarebbè più tanto libero.

    eh certo

    comprare da aziende che non inquinano e rispettano i diritti dei lavoratori
    non dare appalti ai mafiosi
    comprare il prodotto migliore a prezzo migliore

    per te sono scelte illiberali, vero ?

    guarda che l'"imposizione" riguarderebbela PA, quindi lo stato decreta che le sue attività siano svolte con strumenti PA, "impone" a se stesso e ai suoi dipendenti, sarà libero di usare quelo che gli pare, o vorresti che fosse esposto alla "libera scelta" parcellizzata per ogni ufficio e orientata da favori e bustarelle a vantaggio delle ditte dei soliti noti ?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > L' Open Source nella PA significa RISPARMIO di
    > MILIONI di Euro per i contribuenti e SVILUPPO per
    > le aziende in casa
    > nostra.
    > Non è difficile capirlo, il mondo intero lo sta
    > capendo sempre più e semtre più in fretta, solo
    > in Italia ci sono TROMBONI (i soliti) che
    > frappongono continuamente
    > ostacoli.
    > Dipendesse da me metterei nemmeno una settimana a
    > sgombrare definitivamente il campo da questi
    > TROMBONI.

    Si, certo, dipendesse da te non esisterebbero nemmeno più ne i servizi anagrafici ne quelli finanziari, ne tributari.

    Invece di dare a tutti dei tromboni proponi prodotti specifici, dato che sei così esperto (e per piacere non citarmi open office che non c'entra un tubo con l'argomento, dato che coprirà si e no il 5% dei software usati dalla PA).
    non+autenticato
  • > per piacere non citarmi open office che non
    > c'entra un tubo con l'argomento, dato che coprirà
    > si e no il 5% dei software usati dalla
    > PA).

    ma il piacere fammelo tu, dai, dove li prendi questi numeri, li dai tu?
    5%, hai forse presente un ministero, un comune, una scuola o qualunque altra cosa che nel computer non abbia office proprietario? all'anagrafe dici che non hanno una suite d'ufficio proprietaria?

    Se volevi dire una cosa diversa non l'ho capito, in questo caso sarebbe colpa mia, altrimenti, messa così sembra proprio una stupidata.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > > per piacere non citarmi open office che non
    > > c'entra un tubo con l'argomento, dato che
    > coprirà
    > > si e no il 5% dei software usati dalla
    > > PA).
    >
    > ma il piacere fammelo tu, dai, dove li prendi
    > questi numeri, li dai
    > tu?
    > 5%, hai forse presente un ministero, un comune,
    > una scuola o qualunque altra cosa che nel
    > computer non abbia office proprietario?
    > all'anagrafe dici che non hanno una suite
    > d'ufficio
    > proprietaria?
    >
    > Se volevi dire una cosa diversa non l'ho capito,
    > in questo caso sarebbe colpa mia, altrimenti,
    > messa così sembra proprio una
    > stupidata.

    Quando prendi un PC con 80 euro di sistema operativo e 200 di office (le PA hanno anche sconti particolari) sei a posto per anni.
    Quello che diceva l'utente è che i veri costi sono i software che le PA utilizzano e che pagano per sviluppo e assistenza un sacco di soldi. è ovvio che se calcoli 280 euro per 500.000 PC ti sembra una cifra altissima, ma è un calcolo un pò da ignoranti nel senso che non bisogna fermarsi là. Con lo stesso principio allora potremmo dire "la PA compra le penne a 20 centesimi e le matite a 30, poichè ne compra 5.000.0000 all'anno, comprando solo matite si risparmia, oppure comprando solo l'inchiostro e ricaricandole...."

    Poi c'è un'altra cosa da sfatare: ok, MS si fa pagare il suo benedetto XP e Office, ma le varie IBM e Oracle ecc ecc?
    Ma sapete quanto costa un Lotus Domino o una licenza client di Oracle? Magari spendere 50000 euro per collegarsi ad un database va bene, per avere office nel computer no...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Quando prendi un PC con 80 euro di sistema
    > operativo e 200 di office (le PA hanno anche
    > sconti particolari) sei a posto per
    > anni.
    > Quello che diceva l'utente è che i veri costi
    > sono i software che le PA utilizzano e che pagano
    > per sviluppo e assistenza un sacco di soldi. è
    > ovvio che se calcoli 280 euro per 500.000 PC ti
    > sembra una cifra altissima, ma è un calcolo un pò
    > da ignoranti nel senso che non bisogna fermarsi
    > là.

    Perche' scusa risparmiare 140.000.000 (risultato di 280 € x 500.000 ) non e' tanto?


    > Con lo stesso principio allora potremmo dire
    > "la PA compra le penne a 20 centesimi e le matite
    > a 30, poichè ne compra 5.000.0000 all'anno,
    > comprando solo matite si risparmia, oppure
    > comprando solo l'inchiostro e
    > ricaricandole...."

    Vorresti dire che un SO open source e' paragonabile ad uno proprietario come le matite con le penne?
    E che c'e' di male? Almeno lo scritto a matita si puo' cancellare e rifare da capo...la penna o lo tieni cosi o lo pasticci o lo butti e cambi foglio.
    Vogliamo smettere di dire che open source = rimpiazzo manco troppo buono dei SO proprietari?

    > Poi c'è un'altra cosa da sfatare: ok, MS si fa
    > pagare il suo benedetto XP e Office, ma le varie
    > IBM e Oracle ecc
    > ecc?
    Uhm...ibm non produce SO da una vita mi pare (ah quel bel OS/2 fatto con MS) e oracle non li ha mai fatti....se intendi database, ci sono soluzioni opensource che possono rimpiazzare oracle benissimo (google usa mysql per esempio).


    > Ma sapete quanto costa un Lotus Domino o una
    > licenza client di Oracle?

    Oracle non e' open source

    > Magari spendere 50000
    > euro per collegarsi ad un database va bene, per
    > avere office nel computer
    > no...
    Mi sembra anche normale...visto che un database deve avere in certi ambiti dei requisiti di sicurezza che un OS non deve avere.
    Un esempio di come si puo' avere la PA col software opensource e' la citta' di monaco
    http://www.muenchen.de/limux
    circa 14000 computer con software open source.

    Pier
    non+autenticato
  • Ho sempre sostenuto l' OPen e il free sw ma non mi sono mai scagliato pregiudizialmente contro il closed (questione del monopolio di un sistema/prodotto a parte, cosa che non fa mai bene ad una sana concorrenza, cardine di un mercato pluralista), quindi a mio modo di vedere la priorita' per la PA, come giustamente evidenziato anche nella lettera dell' Assinform, e' che i prodotti corrispondano ai requisiti di interoperabilita' e standard aperti e ben documentati specialmente per quanto riguarda formati di documento, protocolli ed API, dopodiche' closed od open, free o non free, il sw puo' andare bene tutto il linea di principio; del resto questi sono principi da sempre CARDINE nello sviluppo nell ambito del sw free/open, cosa non sempre vera, soprattutto nel recente passato, nell' ambito del Closed sw. Non credo e non mi risulta che ci sia un' imposizione da parte della PA, anzi dalle informazioni che circolano e dagli articoli che si leggono anche su P-I, parrebbe proprio il contrario, quindi sembra quasi un voler mettere le mani avanti da parte di Assinform, forse perche' raggruppa una serie di aziende che hanno poca dimestichezza con prodotti e licenze Free/Open e comprensibilmente temono di essere spiazzati da altri concorrenti e in qualche misura e in certi ambiti, persino soppiantati da un possibile aumento di "sviluppo interno" alla PA stessa (del resto basta scorrere la lista delle aziende aderenti all' associazione ). In ogni caso le esortazioni al pluralismo e alla libera concorrenza purtroppo provengono da pulpiti non tutti proprio limpidi...

  • - Scritto da: Alessandrox
    > Ho sempre sostenuto l' OPen e il free sw ma non
    > mi sono mai scagliato pregiudizialmente contro il
    > closed (questione del monopolio di un
    > sistema/prodotto a parte, cosa che non fa mai
    > bene ad una sana concorrenza, cardine di un
    > mercato pluralista), quindi a mio modo di vedere
    > la priorita' per la PA, come giustamente
    > evidenziato anche nella lettera dell' Assinform,
    > e' che i prodotti corrispondano ai requisiti di
    > interoperabilita' e standard aperti
    > e ben documentati specialmente per quanto
    > riguarda formati di documento, protocolli ed API,
    > dopodiche' closed od open, free o non free, il sw
    > puo' andare bene tutto il linea di principio; del
    > resto questi sono principi da sempre CARDINE
    > nello sviluppo nell ambito del sw free/open, cosa
    > non sempre vera, soprattutto nel recente passato,
    > nell' ambito del Closed sw. Non credo e non mi
    > risulta che ci sia un' imposizione da parte della
    > PA, anzi dalle informazioni che circolano e dagli
    > articoli che si leggono anche su P-I, parrebbe
    > proprio il contrario, quindi sembra quasi un
    > voler mettere le mani avanti da parte di
    > Assinform, forse perche' raggruppa una serie di
    > aziende che hanno poca dimestichezza con
    > prodotti e licenze Free/Open e comprensibilmente
    > temono di essere spiazzati da altri concorrenti e
    > in qualche misura e in certi ambiti, persino
    > soppiantati da un possibile aumento di "sviluppo
    > interno" alla PA stessa (del resto basta scorrere
    > la lista delle aziende aderenti all' associazione
    > ). In ogni caso le esortazioni al pluralismo e
    > alla libera concorrenza purtroppo provengono da
    > pulpiti non tutti proprio
    > limpidi...

    Ottimo commento alessandro ti quoto in pieno.Il mercato ha bisogno esattamente di questo.
    Anzi aggiungo la necessita' per il software open di rilicenziare tutto il software applicativo (che non sono degli standard) con qualche licenza a viralita' locale tipo LGPL o CDDL,al fine di dare la possibilita' a chiunque di costruire delle soluzioni commerciali partendo dal software open.Credo che piu' di cosi non si possa fare.
    non+autenticato
  • > a viralita' locale tipo LGPL o CDDL,al fine di
    > dare la possibilita' a chiunque di costruire
    > delle soluzioni commerciali partendo dal software
    > open.Credo che piu' di cosi non si possa
    > fare.

    ma insomma, tagliano di tutto, anche servizi essenziali come sanità etc, l'ultima volta il nano aveva messo in castigo il ministero della giustizia togliendogli anche i computer, e tu vieni a dire che non si può fare?
    forse non si vuole fare, togli pure il forse.
    Questa è un'emergenza, cominciamo a tagliare dove è indolore e magari anche costruttivo, invece di tagliare i diritti delle persone che votano.
    non+autenticato
  • > Anzi aggiungo la necessita' per il software
    > open di rilicenziare tutto il software
    > applicativo (che non sono degli standard) con
    > qualche licenza a viralita' locale tipo LGPL o
    > CDDL,al fine di dare la possibilita' a chiunque
    > di costruire delle soluzioni commerciali
    > partendo dal software open.

    E` perfettamente possibile realizzare soluzioni *commerciali* partendo da software libero sotto
    licenze copyleft come la GPL. Quello che non si
    può fare è realizzare soluzioni *proprietarie*.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > > Anzi aggiungo la necessita' per il software
    > > open di rilicenziare tutto il software
    > > applicativo (che non sono degli standard) con
    > > qualche licenza a viralita' locale tipo LGPL o
    > > CDDL,al fine di dare la possibilita' a chiunque
    > > di costruire delle soluzioni commerciali
    > > partendo dal software open.
    >
    > E` perfettamente possibile realizzare soluzioni
    > *commerciali* partendo da software libero
    > sotto
    > licenze copyleft come la GPL. Quello che non si
    > può fare è realizzare soluzioni *proprietarie*.

    Eh ma va'? Secondo te l'economia dell' investire senza possedere nulla funziona? Ma quando vedrete la realta' che tale sistema non *funziona*?
    non+autenticato
  • > ). In ogni caso le esortazioni al pluralismo e
    > alla libera concorrenza purtroppo provengono da
    > pulpiti non tutti proprio
    > limpidi...

    si chiamano lobby, o mafia, visto che siamo italiani.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Alessandrox
    > Ho sempre sostenuto l' OPen e il free sw ma non
    > mi sono mai scagliato pregiudizialmente contro il
    > closed (questione del monopolio di un
    > sistema/prodotto a parte, cosa che non fa mai
    > bene ad una sana concorrenza, cardine di un
    > mercato pluralista), quindi a mio modo di vedere
    > la priorita' per la PA, come giustamente
    > evidenziato anche nella lettera dell' Assinform,
    > e' che i prodotti corrispondano ai requisiti di
    > interoperabilita' e standard aperti
    > e ben documentati specialmente per quanto
    > riguarda formati di documento, protocolli ed API,
    > dopodiche' closed od open, free o non free, il sw
    > puo' andare bene tutto il linea di principio;

    questo per il software precotto, se invece lo si fa sviluppare su commissione (come accade spesso per cose come i gestionali), lo si deve rilasciare sotto licenza libera, in quanto pagato coi soldi dei contribuenti e quindi _DEVE_ essere fruibile senza limiti a tutti i contribuenti
    non+autenticato
  • - Scritto da:

    > - Scritto da: Alessandrox
    > > Ho sempre sostenuto l' OPen e il free sw ma non
    > > mi sono mai scagliato pregiudizialmente contro
    > il
    > > closed (questione del monopolio di un
    > > sistema/prodotto a parte, cosa che non fa mai
    > > bene ad una sana concorrenza, cardine di un
    > > mercato pluralista), quindi a mio modo di vedere
    > > la priorita' per la PA, come giustamente
    > > evidenziato anche nella lettera dell' Assinform,
    > > e' che i prodotti corrispondano ai requisiti di
    > > interoperabilita' e standard
    > aperti

    > > e ben documentati specialmente per quanto
    > > riguarda formati di documento, protocolli ed
    > API,
    > > dopodiche' closed od open, free o non free, il
    > sw
    > > puo' andare bene tutto il linea di principio;
    >
    > questo per il software precotto, se invece lo si
    > fa sviluppare su commissione (come accade spesso
    > per cose come i gestionali), lo si deve
    > rilasciare sotto licenza libera, in quanto pagato
    > coi soldi dei contribuenti e quindi _DEVE_ essere
    > fruibile senza limiti a tutti i
    > contribuenti

    Esatto, quello che citi e' uno dei casi in cui, nella PA, il sw deve essere almeno OPen (se non free)

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da: Alessandrox
    > > Ho sempre sostenuto l' OPen e il free sw ma non
    > > mi sono mai scagliato pregiudizialmente contro
    > il
    > > closed (questione del monopolio di un
    > > sistema/prodotto a parte, cosa che non fa mai
    > > bene ad una sana concorrenza, cardine di un
    > > mercato pluralista), quindi a mio modo di vedere
    > > la priorita' per la PA, come giustamente
    > > evidenziato anche nella lettera dell' Assinform,
    > > e' che i prodotti corrispondano ai requisiti di
    > > interoperabilita' e standard
    > aperti

    > > e ben documentati specialmente per quanto
    > > riguarda formati di documento, protocolli ed
    > API,
    > > dopodiche' closed od open, free o non free, il
    > sw
    > > puo' andare bene tutto il linea di principio;
    >
    > questo per il software precotto, se invece lo si
    > fa sviluppare su commissione (come accade spesso
    > per cose come i gestionali), lo si deve
    > rilasciare sotto licenza libera, in quanto pagato
    > coi soldi dei contribuenti e quindi _DEVE_ essere
    > fruibile senza limiti a tutti i
    > contribuenti

    francamente mi sfugge l'utilita' del software in sorgente per il contribuente.E' cosa ben diversa lo standard aperto e la disponibilita' del sorgente.Il secondo non e' un diritto,il primo si.Il concetto di "libero accesso" non deve essere confuso volontariamente.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > >
    > > - Scritto da: Alessandrox
    > > > Ho sempre sostenuto l' OPen e il free sw ma
    > non
    > > > mi sono mai scagliato pregiudizialmente contro
    > > il
    > > > closed (questione del monopolio di un
    > > > sistema/prodotto a parte, cosa che non fa mai
    > > > bene ad una sana concorrenza, cardine di un
    > > > mercato pluralista), quindi a mio modo di
    > vedere
    > > > la priorita' per la PA, come giustamente
    > > > evidenziato anche nella lettera dell'
    > Assinform,
    > > > e' che i prodotti corrispondano ai requisiti
    > di
    > > > interoperabilita' e standard
    > > aperti

    > > > e ben documentati specialmente per quanto
    > > > riguarda formati di documento, protocolli ed
    > > API,
    > > > dopodiche' closed od open, free o non free, il
    > > sw
    > > > puo' andare bene tutto il linea di principio;
    > >
    > > questo per il software precotto, se invece lo si
    > > fa sviluppare su commissione (come accade spesso
    > > per cose come i gestionali), lo si deve
    > > rilasciare sotto licenza libera, in quanto
    > pagato
    > > coi soldi dei contribuenti e quindi _DEVE_
    > essere
    > > fruibile senza limiti a tutti i
    > > contribuenti
    >
    > francamente mi sfugge l'utilita' del software in
    > sorgente per il contribuente.E' cosa ben diversa
    > lo standard aperto e la disponibilita' del
    > sorgente.Il secondo non e' un diritto,il primo
    > si.Il concetto di "libero accesso" non deve
    > essere confuso
    > volontariamente.

    si sta parlando di software sviluppato su commissione con i soldi del contribuente, quindi il contribuente ha diritto di accedere a quel software senza vincoli
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > >
    > > - Scritto da:
    > > >
    > > > - Scritto da: Alessandrox
    > > > > Ho sempre sostenuto l' OPen e il free sw ma
    > > non
    > > > > mi sono mai scagliato pregiudizialmente
    > contro
    > > > il
    > > > > closed (questione del monopolio di un
    > > > > sistema/prodotto a parte, cosa che non fa
    > mai
    > > > > bene ad una sana concorrenza, cardine di un
    > > > > mercato pluralista), quindi a mio modo di
    > > vedere
    > > > > la priorita' per la PA, come giustamente
    > > > > evidenziato anche nella lettera dell'
    > > Assinform,
    > > > > e' che i prodotti corrispondano ai requisiti
    > > di
    > > > > interoperabilita' e standard
    > > > aperti

    > > > > e ben documentati specialmente per quanto
    > > > > riguarda formati di documento, protocolli ed
    > > > API,
    > > > > dopodiche' closed od open, free o non free,
    > il
    > > > sw
    > > > > puo' andare bene tutto il linea di
    > principio;
    >
    > > >
    > > > questo per il software precotto, se invece lo
    > si
    > > > fa sviluppare su commissione (come accade
    > spesso
    > > > per cose come i gestionali), lo si deve
    > > > rilasciare sotto licenza libera, in quanto
    > > pagato
    > > > coi soldi dei contribuenti e quindi _DEVE_
    > > essere
    > > > fruibile senza limiti a tutti i
    > > > contribuenti
    > >
    > > francamente mi sfugge l'utilita' del software in
    > > sorgente per il contribuente.E' cosa ben diversa
    > > lo standard aperto e la disponibilita' del
    > > sorgente.Il secondo non e' un diritto,il primo
    > > si.Il concetto di "libero accesso" non deve
    > > essere confuso
    > > volontariamente.
    >
    > si sta parlando di software sviluppato su
    > commissione con i soldi del contribuente, quindi
    > il contribuente ha diritto di accedere a quel
    > software senza
    > vincoli

    E questo sia per tutelarsi, potendo anche solo in teoria o in sede di ricorso verificare che il software faccia cio' che deve fare. Inoltre in questo modo la spesa pubblica e' slegata al sigolo produttore di software, il che migliora la concorrenza e la qualita' e tutela dall'eventuale fallimento delle ditte fornitrici.

    E scusa se e' poco...
    non+autenticato
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