Parigi: lo spam ora è questione di Stato

Una partnership pubblico-privata sostiene Signal Spam, servizio che invita i netizen francesi a segnalare le email indesiderate, affinché lo spam venga analizzato e combattuto a livello nazionale

Parigi - La lotta allo spam, in Francia, è una questione di interesse nazionale. Signal-Spam, si legge su Slashdot, è l'arma impugnata: una piattaforma antispam capace di coinvolgere i cittadini, invitandoli a segnalare i mittenti e i contenuti delle email indesiderate, per rimpinguare e condividere una blacklist nazionale. Una blacklist a partire dalla quale, promettono la autorità, si muoverà la macchina investigativa, differenziando così la piattaforma "governativa" dalla folta schiera di offerte antispam dei privati.

Il progetto francese, portato avanti da un gruppo di lavoro istituito presso la Direction du Développement des Médias (DDM), frutto di una partnership pubblico-privata che opera dal 2006, rappresenta un'evoluzione del progetto della Commission Nationale de l'Informatique et des Libertés (CNIL) "boîte à spam", casella di spam, alla quale i netizen francesi erano stati invitati a recapitare i messaggi molesti, fin dal 2002. Ne era emersa un'analisi preliminare del fenomeno, che ha indotto il governo a perseverare nell'azione, ampliandone il raggio e facilitando la partecipazione dei cittadini.

È così che, nei giorni scorsi, la piattaforma Signal Spam è stata aperta alla collaborazione dei netizen. Per coloro che intendono registrarsi, due sono le opzioni fra cui scegliere: una registrazione "superficiale" e una registrazione completa, mediante la quale collaborare più attivamente per debellare lo spam, e contare sugli aggiornamenti e sull'appoggio delle autorità, anche nel caso in cui si avvii un procedimento legale.
Per quanto riguarda la dimensione più operativa del servizio, due le opzioni offerte ai netizen, previa registrazione: la segnalazione dell'indirizzo email dello spammer attraverso il proprio account di Signal Spam, o il download di un plug-in, che consente di operare nel quadro del proprio client email. Per ora sono disponibili estensioni per Microsoft Outlook e Mozilla Thunderbird, rispettivamente nelle release 2003 o 2007 e 1.5 o 2.0, ma presto verranno approntate soluzioni per inoltrare segnalazioni direttamente dai client email online.

La piattaforma, riporta 01net, sarà in grado di gestire e di analizzare oltre un milione di messaggi al giorno, rintracciandone l'origine, individuando "ami" per il phishing e frodi, con la collaborazione delle autorità competenti, dalla Direction Générale de la Concurrence, de la Consommation et de la Répression des Fraudes (DGCCRF) alla polizia. I mittenti verranno organizzati in una blacklist nazionale, condivisa con gli ISP, affinché possano allertare gli utenti e mettere in atto soluzioni opportune anche per scoraggiare gli spammer dall'utilizzare i computer zombie, ignari distributori di immondizia digitale.

Le aspettative legate alla Direction du Développement des Médias sono molte. Signal Spam, dicono i promotori, riuscirà ad analizzare e ridimensionare il fenomeno della posta indesiderata attraverso azioni legali intentate nei confronti degli spammer, operando gomito a gomito con gli ISP, responsabilizzando i cittadini. La campagna di sensibilizzazione verrà condotta attraverso il sito dell'iniziativa, che dispensa consigli riguardo ai comportamenti e ai tool da utilizzare, per ciascuna delle categorie lambite o travolte dal fenomeno.

Il budget, riporta ZDNet France, ammonta a 200mila euro per i primi due anni di attività (Le Monde, invece, sostiene si tratti di una somma stanziata per il solo primo anno), divisi equamente fra stato, attraverso DDM, e partner privati, quali Microsoft France e il gruppo La Poste.

La Francia, con un'altra iniziativa centralizzata e risoluta, sembra aver raccolto l'appello dell'UE, che nei mesi scorsi esortava i paesi membri a mettere in atto delle politiche capaci di ridimensionare lo spam. Una piaga, che rappresenta l'80 per cento del volume del traffico email scambiato in Europa, e, rivela un report recente, il 94 per cento del traffico email mondiale. Nel frattempo, mentre la Francia era intenta a mobilitarsi, l'Italia ha effettuato il sorpasso nella classifica mondiale dei "paesi spammer" stilata da Sophos.

Gaia Bottà
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