Roma - Con una mossa a sorpresa, venerdì scorso Microsoft ha
annunciato di essere in procinto di acquisire
aQuantive, azienda americana con sede a Seattle, proprietaria di alcuni importanti marchi per l'advertisement online come Avenue A - Razorfish e Atlas e con un portfolio di
clienti importanti come McDonald's e Nike.
BigM sborserà 66.5 dollari per azione, quasi
il doppio del valore di mercato nella borsa statunitense, in un affare il cui valore complessivo supera i
sei miliardi di dollari: il doppio di quanto
sborsato da Google per DoubleClick lo scorso mese. Si tratta del più
grande investimento mai sostenuto da Microsoft nella sua storia.
Microsoft pagherà le azioni aQuantive in contanti: nessun problema per l'azienda di Redmond, le cui casse dispongono di
oltre 30 miliardi di dollari di liquidità. In passato Microsoft si è sempre mostrata poco incline a grossi investimenti: gli esperti sottolineano quindi l'importanza che questo notevole esborso deve rappresentare nelle strategie dell'azienda fondata da Bill Gates.
Soddisfazione è stata espressa da Microsoft attraverso le parole di uno dei suoi dirigenti, Kevin Johnson: "Questo accordo porta il nostro advertising business ad un nuovo livello", ha detto il manager: "Ci consente di prendere una fetta più grande di
una torta da 40 miliardi di dollari che sta ancora crescendo". L'azienda ha inoltre smentito qualsiasi rischio di incorrere in azioni antitrust, possibilità invece ribadita per il
caso Google-DoubleClick.
La mossa di Microsoft suona agli addetti ai lavori proprio come la risposta a quell'operazione di Google:
il mercato pubblicitario online appare oggi come uno dei più vivi e movimentati del panorama economico (e gli
studi sembrano confermare l'importanza di banner e compagnia bella). Lo dimostrerebbero anche le recenti mosse di
Yahoo e
WPP.
Eppure questa mossa di BigM
non convince tutti. Sulle
pagine di
Forbes.com, Rachel Rosmarin e Brian Caulfield illustrano la loro analisi sull'affare appena annunciato: non solo
aQuantive non garantirà a Microsoft i guadagni stellari che Google ha già annunciato per il primo trimestre dell'anno, ma non garantirebbe alcun vantaggio strategico neppure nel settore che oggi più di tutti appare come remunerativo e promettente, quello del
search marketing.
Microsoft a loro dire non avrebbe compiuto una scelta lungimirante: AdWords di Google ha fatto la fortuna dell'azienda di Mountain View, e scegliere di non competere in questo campo potrebbe costituire un
serio limite alle prospettive di crescita di BigM nel settore.
Altre acquisizioni potrebbero giovare: tuttavia un eventuale accordo con Yahoo, che rilancerebbe le prospettive nella competizione sui motori di ricerca, appare oggi più
distante che mai, mentre il valore delle altre aziende specializzate nella pubblicità online
continua a crescere come nel caso di
ValueClick.
Opinione condivisa da Jonathan Dingman su
Google Inside, che sottolinea come l'acquisizione di DoubleClick da parte di BigG sia stata una mossa strategica per mantenere il proprio vantaggio sulla concorrenza in tutto il settore, mentre la scelta di BigM invece appaia come
un tentativo di rimediare ad una situazione stagnante per
Microsoft adCenter.
Luca Annunziata