Microsoft: niente cause contro Linux, per ora

Dopo le rivelazioni della scorsa settimana, Microsoft fa sapere che per il momento non ha intenzioni bellicose contro gli utenti di Linux. Ma ci tiene a dire che i brevetti violati dall'open source sono tutti rilevanti

Roma - Negli scorsi giorni alcuni portavoce di Microsoft hanno voluto smorzare le polemiche scaturite dalla recente intervista di CNNMoney.com a due consulenti legali di Microsoft, intervista in cui sono emersi nuovi dettagli sul numero dei presunti brevetti violati da Linux.

Secondo quanto rivelato da BigM la scorsa settimana, Linux, OpenOffice e diversi altri software open source infrangono oltre 230 brevetti di sua proprietà. L'accusa, seppure non del tutto nuova, ha sollevato un polverone con pochi precedenti, provocando la reazione dei più noti esponenti del mondo open source: a loro dire, gli addebiti di Microsoft al software libero sono colpi a salve sparati per spaventare gli utenti.

"La nostra strategia aziendale è sempre stata quella di concedere in licenza le nostre proprietà intellettuali piuttosto che intentare cause", ha affermato Bill Hilf, general manager della Platform Strategy e director dei progetti open source di Microsoft, in una intervista apparsa su InfoWorld.com.
"Se avessimo voluto passare alle vie di fatto lo avremmo fatto tre anni fa", ha dichiarato un portavoce di BigM a ZDNet UK. "Invece che litigare, Microsoft ha speso gli ultimi tre anni a costruire un ponte per le proprietà intellettuali che avvantaggiasse tutte le parti, incluso l'open source, e la risposta dei clienti è stata incredibilmente positiva. Il nostro obiettivo è continuare a stendere ponti".

Hilf ha detto che rivelando il numero di brevetti violati da Linux, OpenOffice e altri software open source, Microsoft non ha fatto che rispondere alle richieste di chiarimento di industria e utenti. Ma utilizzatori e vendor di Linux sostengono che finché Microsoft non identificherà i singoli brevetti, fornendo prova della loro violazione, le sue argomentazioni non potranno che essere interpretate come FUD.

"Affinché questo problema possa essere appianato una volta per tutte, invito con forza le imprese commerciali ad acquisire in licenza le nostre proprietà intellettuali", ha affermato Hilf. "Badate che non si tratta di invenzioni triviali, ma di un paio di centinaia di brevetti importanti".

"Personalmente credo che sia necessario parecchio lavoro per riformare l'attuale sistema dei brevetti software", ha infine commentato Hilf. "Ma le attuali normative vanno pur sempre applicate".
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