L'e-vote? Con l'open source si può

Ne parla l'inventore di un nuovo sistema di voto elettronico che, a suo dire, supera i problemi evidenziati fino ad oggi dai sistemi attualmente in uso e propone un approccio più aperto, controllabile e trasparente

Roma - Nonostante l'informatica sia ormai la colonna portante delle Pubbliche Amministrazioni di tutti i paesi occidentali, sono ancora poche le nazioni nelle quali si vota elettronicamente alle elezioni politiche. Questo accade perché, mentre l'opinione pubblica e il ceto politico non vedono l'ora di utilizzare i computer per votare, una buona fetta di società civile è contraria ad abbandonare le classiche schede elettorali di carta.

Per capire se la diffidenza verso il voto elettronico è giustificata dobbiamo analizzare le motivazioni dei due fronti.

I favorevoli al voto elettronico fanno notare due cose. La prima è che sono ormai oltre venti anni che usiamo l'elettronica per le transazioni finanziarie, noi in prima persona mediante il bancomat e la carta di credito, oppure la nostra banca mediante la rete interbancaria. La seconda cosa è che, in fondo, votare è come eseguire una normale transazione finanziaria con la quale incrementiamo di un'unità il bilancio "elettorale" del nostro candidato.
I contrari al voto elettronico temono, non solo e non tanto i guasti tecnici e le interruzioni del servizio, ma soprattutto temono che i dati possano essere manipolati al fine di falsare i risultati elettorali.

La prima argomentazione favorevole al voto elettronico è vera e incontestabile, ma la seconda non è così scontata poiché i voti e le transazioni finanziarie differiscono profondamente per almeno un aspetto e cioè per il grado di segretezza che devono avere.

Le transazioni finanziarie sono nominative e possono essere mantenute segrete a chi non è parte in causa, ma sono certamente note agli intermediari (il sistema bancario), ai beneficiari e, se necessario, alla magistratura. È proprio grazie al fatto di essere nominative che le transazioni finanziarie possono essere verificate da chi le conosce.

Invece le "transazioni elettorali" devono essere anonime poiché questo è l'unico modo per garantirne l'assoluta segretezza del voto verso chiunque, specialmente verso gli intermediari (l' organizzazione elettorale) e i beneficiari (i candidati).

Purtroppo il fatto che il voto sia anonimo e segreto implica che nessuno può verificare che esso sia proprio quello espresso da chi lo ha votato e non sia invece stato alterato per errore o malafede. Questo è molto grave perché se non possiamo verificare che i voti siano "veri" come facciamo a fidarci dei risultati elettorali, che sono basati proprio sulla somma di tali voti?

L'unico modo possibile è che le procedure elettorali assicurino che nessuno possa alterare i voti espressi dagli elettori senza che di questo ci sia evidenza. È ciò che da sempre succede nelle democrazie: schede anonime di carta e procedure elettorali poste sotto il controllo della pubblica opinione.

I classici strumenti elettronici che eseguono transazioni finanziarie elaborano invece dati nominativi ed invisibili (bit memorizzati in computer) mediante procedure elettroniche che di loro natura sono fuori da ogni possibile controllo della pubblica opinione. Ecco perché, contrariamente a quanto si pensa, non possiamo utilizzare per le elezioni i sistemi informatici normalmente usati per la gestione dei conti correnti e delle transazioni finanziarie.

Comunque in diversi Paesi del mondo sono prodotte ed utilizzate macchine elettroniche per votare ed è quindi lecito domandarsi su quali principi funzionino. La realtà è cha tutte pretendono che gli elettori abbiano cieca fiducia nei risultati che esse emettono. Inoltre si basano generalmente su meccanismi di crittografia che non garantiscono l'assoluta segretezza del voto poiché qualsiasi chiave elettronica può essere violata, magari a posteriori, avendo sufficiente tempo a disposizione.

Ma allora è possibile o no svolgere le elezioni utilizzando in qualche modo i computer e preservando al contempo la democrazia elettorale?

La risposta è positiva purché si utilizzino procedure elettorali che, pur essendo elettroniche e quindi di loro natura "invisibili", siano effettivamente controllabili e verificabili dalla pubblica opinione.
È proprio questa la filosofia alla base di un recente brevetto italiano che, unendo i vantaggi del voto cartaceo a quelli dell'elettronica, realizza un Computer Aided Paper Voting.

Il voto avviene mediante l'uso di un chiosco elettorale che altro non è che un normale PC con touch screen. L'elettore vota toccando con un dito la parte di schermo nella quale è rappresentato il candidato (o il partito, o la risposta referendaria) che vuole votare. Il nome prescelto viene stampato su una scheda cartacea che viene prima verificata dall'elettore e poi automaticamente conservate in un' urna. Queste schede (conosciute in bibliografia come VVBP ossia "voter verified ballot paper") sono il vero ed unico voto che abbia valore giuridico e quindi in caso di problemi danno la possibilità di avere la certezza dei risultati semplicemente contandole a mano.

Ovviamente ciascun chiosco elettorale tiene il conto dei voti ricevuti e lo fa utilizzando un software 100% Open Source che è prodotto con una metodologia brevettata che ne garantisce l'assoluta trasparenza e verificabilità, assicurando l'assenza di qualsiasi trucco informatico finalizzato a commettere brogli elettorali. Infatti, la trasparenza fa sì che eventuali trucchi sarebbero facilmente identificabili da chiunque con un minimo di competenza informatica e questo è il miglior deterrente per qualsiasi tentativo di frode informatica. A maggior garanzia: la produzione, la distribuzione del software e la sua installazione nei chioschi elettorali sono sottoposte al controllo pubblico.

Più chioschi elettorali costituiscono un seggio, proprio come oggi lo costituiscono più cabine elettorali. Per evitare qualsiasi possibilità di frodi elettroniche o violazioni del segreto del voto, i seggi non sono collegati ad alcuna rete informatica.

Le schede stampate sono utilissime per verificare il corretto funzionamento di ciascun chiosco: è sufficiente aprirne l'urna e contare le schede presenti, e controllare se il risultato cartaceo combacia con quello elettronico. In caso di difformità ha prevalenza quello cartaceo.

Alla chiusura delle elezioni i risultati di ciascun seggio sono immediatamente resi pubblici ai presenti e su Internet. La trasmissione dati verso internet non presenta problemi di privacy essendo trasmessi solo risultati cumulati di interi seggi.

Poiché l'elettore non scrive di proprio pugno la scheda, i voti espressi sono sempre validi e non esistono schede nulle, voti nulli e voti contestati. Non ci sono più neppure le classiche schede bianche, attualmente facilmente trasformabili in voti validi, perché a fronte di un legittimo non voto la scheda non sarebbe bianca ma vi sarebbe stampato un testo del tipo "scheda bianca".

Se questo sistema fosse stato usato nelle presidenziali USA 2000, USA 2004 (e nelle ultime politiche italiane, ahimè!) non ci sarebbero stati né problemi né polemiche.

Emanuele Lombardi

Nota
Il sistema, il cui marchio commerciale è ClearVoting, è stato brevettato da Emanuele Lombardi, da anni acceso attivista che si oppone al voto elettronico così come è stato inteso fino ad oggi. L'inventore ha sottoposto l'idea alle principali ditte di sistemi elettorali elettronici, ma nessuno fino ad ora ha investito sull'idea poiché, a loro dire, il sistema ha due gravi difetti: è troppo economico e permette un eccessivo controllo della pubblica opinione su come si formano i risultati elettorali! Chiunque fosse interessato può andare sul sito web http://www.clearvoting.com

sul voto elettronico vedi anche:
Il voto via Internet è una realtà in Europa
E-vote poco sicuro? Per forza
Amato annuncia lo stop al voto elettronico
Scrutinio elettronico, cronache romane
Scrutinio elettronico, è tempesta
44 Commenti alla Notizia L'e-vote? Con l'open source si può
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  • solo per precisare che eleonline e' un free-software e non un open source.
    non+autenticato
  • Se qui nel forum di punto informatico la criticano così tanto, significa che è una buona idea...
    non+autenticato
  • anche a me pare ottima, un risultato immediato con la possibilita' di una verifica comunque enormemente rapida. poi si' costera' qualcosa ma in cambio avremo la possibilita' di farne un uso piu' frequente a tutto vantaggio della democrazia.

    in quanto all'opensource brevettato non ci vedo nulla di male, anzi sarebbe il caso che si cominciasse a combattere l'oppressione dei brevetti con la stessa arma. ma vi immaginate un milione di giovani ricchi di fantasia e con la mente sveglia capaci di sfornare una quantita' immane di brevetti? sarebbe la volta che qualcuno si sveglia e decide di darci un taglio.
    non+autenticato

  • ...e basta poco per leggere lo schermo a distanza.

    http://en.wikipedia.org/wiki/TEMPEST

    Quindi abbiamo un apparato di migliaia di dispositivi di voto che non sono dei normali PC, che vanno comprati, mantenuti, supportati durante tutto il voto, immagazzinati in modo sicuro per 5 anni, che danno risultati solo qualche ora in anticipo ma non sono risultati autorevoli.

    In parole povere... "a me mi sembra una gran cagata".

    Non commento poi sull'"open source brevettato"... ma non ci si vergogna neanche un po'?

    non+autenticato
  • - Scritto da:
    >
    > ...e basta poco per leggere lo schermo a distanza.
    >
    > http://en.wikipedia.org/wiki/TEMPEST
    >
    > Quindi abbiamo un apparato di migliaia di
    > dispositivi di voto che non sono dei normali PC,
    > che vanno comprati, mantenuti, supportati durante
    > tutto il voto, immagazzinati in modo sicuro per 5
    > anni, che danno risultati solo qualche ora in
    > anticipo ma non sono risultati
    > autorevoli.
    >
    > In parole povere... "a me mi sembra una gran
    > cagata".
    >
    > Non commento poi sull'"open source brevettato"...
    > ma non ci si vergogna neanche un
    > po'?

    Quoto! Ma la cosa piu' divertente e' che non si eliminerebbe il cartaceo, perche' ad ogni voto verrebbe comunque stampata una scheda...allora tanto vale continuare col voto tradizionale su carta!
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    Modificato dall' autore il 22 maggio 2007 11.30
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    d
    160
  • Buongiorno, dicevi:
    - Scritto da:

    > Quindi abbiamo un apparato di migliaia di
    > dispositivi di voto che non sono dei normali PC,
    > che vanno comprati, mantenuti, supportati durante
    > tutto il voto, immagazzinati in modo sicuro per 5
    > anni, che danno risultati solo qualche ora in
    > anticipo ma non sono risultati
    > autorevoli.
    >
    > In parole povere... "a me mi sembra una gran
    > cagata".

    Anche i risultati che abbiamo ora con le schede cartacee non sono 'autorevoli' ma vengono trasmessi dal seggio in varie forme ai comuni che li trasmettono alla prefettura.
    Nei giorni successivi si leggono i verbali dei seggi e si fanno le correzioni.




    > Non commento poi sull'"open source brevettato"...
    > ma non ci si vergogna neanche un
    > po'?

    L'open source non e' il free software. L'open source puo' essere anche venduto sotto licenza, se definiamo open source un software solo con sorgenti aperti.
    Questo e' un grande problema di 'linguaggio' di cui l'economia se ne e' appropriata. Anche Microsoft fa open source su alcuni prodotti e non mi sembra che non brevetti.
    Se poi parliamo di Lombardi, l'autore del pezzo, credo di capire che abbia brevettato un'idea.
    Esistono licenze come la GNU-GPL che tutelano i diritti d'autore, e solo su quest alinea delle licenze si puo' essere sicuri che il software sia veramente libero, modificabile e distribuibile.





    non+autenticato

  • - Scritto da:

    > Anche i risultati che abbiamo ora con le schede
    > cartacee non sono 'autorevoli' ma vengono
    > trasmessi dal seggio in varie forme ai comuni che
    > li trasmettono alla
    > prefettura.
    > Nei giorni successivi si leggono i verbali dei
    > seggi e si fanno le
    > correzioni.

    E allora perche' spendere un sacco di denaro pubblico per avere nulla di piu' di cio' che abbiamo ora?

    > Se poi parliamo di Lombardi, l'autore del pezzo,
    > credo di capire che abbia brevettato
    > un'idea.

    Che e' proprio cio' che vogliono brevettare i brevetti sul software...

    > Esistono licenze come la GNU-GPL che tutelano i
    > diritti d'autore, e solo su quest alinea delle
    > licenze si puo' essere sicuri che il software sia
    > veramente libero, modificabile e
    > distribuibile.

    La licenza GPL stabilisce anche che chi distribuisce software non deve restringere la liberta' e i diritti di chi riceve tale software...se il software e' brevettato, dubito che questo possa accadere. La GPL3 sta nascendo anche per questo.
    d
    160

  • - Scritto da:
    >
    > ...e basta poco per leggere lo schermo a distanza.
    >
    > http://en.wikipedia.org/wiki/TEMPEST
    >
    > Quindi abbiamo un apparato di migliaia di
    > dispositivi di voto che non sono dei normali PC,
    > che vanno comprati, mantenuti, supportati durante
    > tutto il voto, immagazzinati in modo sicuro per 5
    > anni, che danno risultati solo qualche ora in
    > anticipo ma non sono risultati
    > autorevoli.
    >
    > In parole povere... "a me mi sembra una gran
    > cagata".
    >
    > Non commento poi sull'"open source brevettato"...
    > ma non ci si vergogna neanche un
    > po'?
    >

    Sottoscrivo in pieno. Il voto elettronico serve solo, nel migliore dei casi, a spendere più denaro pubblico.
    In questo campo niente è più avanzato di un pezzo di carta e di una matita.
    non+autenticato
  • Ma bravi amici sostenitori dell'open-source, allora iniziate anche a voi a brevettare le vostre soluzioni?

    La prossima volta che ve la prendete coi brevetti provate a ragionare e pensare prima di scrivere. contro.
    non+autenticato
  • > Ma bravi amici sostenitori dell'open-source,
    > allora iniziate anche a voi a brevettare le
    > vostre
    > soluzioni?

    Lombardi è la comunità open source?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > > Ma bravi amici sostenitori dell'open-source,
    > > allora iniziate anche a voi a brevettare le
    > > vostre
    > > soluzioni?
    >
    > Lombardi è la comunità open source?

    Fanno appello ai gonzi open source, però
    non+autenticato
  • mmm...francamente non è solo un software ad essere stato brevettato, ma tutto il chiosco, di cui il software (open source) è una parte.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Ma bravi amici sostenitori dell'open-source,
    > allora iniziate anche a voi a brevettare le
    > vostre
    > soluzioni?

    Chi ha fatto il brevetto sono tutti gli "amici sostenitori dell'open-source"? No... E' riferito solo a parte di un device.

    > La prossima volta che ve la prendete coi brevetti
    > provate a ragionare e pensare prima di scrivere.
    > contro.

    Dovresti farlo anche tu.

    In ogni caso brevettare qualcosa di open source potrebbe evitare che chi produce closed-source "rubi" codice dall'open
    non+autenticato

  • - Scritto da:

    > In ogni caso brevettare qualcosa di open source
    > potrebbe evitare che chi produce closed-source
    > "rubi" codice
    > dall'open

    Hai capito tutto dello scopo dei brevetti
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    >
    > > In ogni caso brevettare qualcosa di open source
    > > potrebbe evitare che chi produce closed-source
    > > "rubi" codice
    > > dall'open
    >
    > Hai capito tutto dello scopo dei brevetti

    Open source vuol dire a codice aperto. PUNTO.
    ovvero che il codice è per lo meno visibile.
    Non vuol dire che sia a disposizione della comunità nè modificabile nè ridistribuibile.
    POi, se il Sig. Lomb@rd| se la gira come gli pare (post seguente) cavoli suoi.
    Io i suoi cazzo di brevetti non li vorrei vedere mai vedere.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > >
    > > - Scritto da:
    > >
    > > > In ogni caso brevettare qualcosa di open
    > source
    > > > potrebbe evitare che chi produce closed-source
    > > > "rubi" codice
    > > > dall'open
    > >
    > > Hai capito tutto dello scopo dei brevetti
    >
    > Open source vuol dire a codice aperto. PUNTO.
    > ovvero che il codice è per lo meno visibile.
    > Non vuol dire che sia a disposizione della
    > comunità nè modificabile nè
    > ridistribuibile.
    > POi, se il Sig. Lomb@rd| se la gira come gli pare
    > (post seguente) cavoli
    > suoi.
    > Io i suoi cazzo di brevetti non li vorrei vedere
    > mai
    > vedere.

    E quindi? l'essere open source riguarda il diritto d'autore, i brevetti non proteggono il codice sorgente, quello viene protetto dal diritto d'autore. Poche idee e ben confuse.
    non+autenticato
  • Il brevetto è sulla metodologia di creazione del software, non sul software stesso che è e rimane Open Source.

    Emanuele Lombardi
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Il brevetto è sulla metodologia di creazione del
    > software, non sul software stesso che è e rimane
    > Open
    > Source.

    Ma cosa si intende per "metodologia di creazione del software"? Il linguaggio di programmazione utilizzato? Il compilatore? Gli strumenti (editor?)usati per scriverlo materialmente? L'algoritmo usato dal programma? E' un po' vaga come definizione...
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    Modificato dall' autore il 22 maggio 2007 13.25
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    d
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  • - Scritto da:
    > Il brevetto è sulla metodologia di creazione del
    > software

    Speravo fosse sul dispositivo nella sua interezza. Detta così è fuffa.
    non+autenticato
  • Cioè, invece di fare una crocetta con un lapis da 2 centesimi su un foglio di carta da 4 centesimi in un'urna con pareti di compensato da 4 euro, devo installare un costosissimo (costi decuplicati grazie alle consulenze e agli amici degli amici) chiosco elettronico touch screen con una stampante allegata che alla fine produce lo stesso un foglio con una crocetta sopra?
    Dove sarebbe il vantaggio? Nello spedire i risultati in 30 secondi? Ma se poi devo verificare i voti col cartaceo, i risultati definitivi sicuri li ho lo stesso dopo un pò.
    Secondo me la velocità dei risultati non è la priorità in una elezione...
    E non posso nemmeno votare scheda nulla.
    Mah... Perplesso
    Ben venga invece la possibilità di usare strumenti open source (come programmi per il conteggio e la verifica)
    non+autenticato
  • Quoto in pieno.
    Oltretutto l'articolo è necessariamente fazioso (dal momento che è un commento scritto dall'ideatore stesso del sistema).
    non+autenticato
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