La superconduzione salverà NY dai blackout

Al via il progetto Hydra, che permetterà alla rete elettrica della Grande Mela di far fronte ad ogni emergenza. Intanto c'è chi parla di DDoS contro centrali nucleari

New York - Covare una Hydra potrebbe essere preoccupante ma non per New York, che ora vede in questo nome, che oggi definisce anche un particolarissimo progetto di "superlinea", una soluzione possibile all'annoso problema della gestione e messa in sicurezza della rete elettrica.

Come il mostro mitologico dalle nove teste, la nuova super linea-elettrica elaborata da Consolidated Edison e American Superconductor Corporation dovrebbe riuscire a scardinare ogni calamità. Attacchi fisici ed elettronici, disastri ambientali ed altri eventi potrebbero mutilare la rete newyorchese, ma grazie alla nuova "superconducting power line" organica, si dice ora, Big Apple non rischierebbe più di ritrovarsi completamente al buio.

Questo sistema di cablatura, che metterà in contatto due importanti sub-stazioni di Manhattan, potrà costituire una base di partenza per ulteriori aggiornamenti che tenteranno anche di risolvere il fastidioso problema degli sbalzi di corrente.
Sotto il profilo tecnico Hydra si caratterizzerà per l'utilizzo di cavetteria in ceramica che permette di trasportare più energia rispetto alle soluzioni tradizionali - circa 10 volte di più secondo gli esperti.
Reuters sottolinea, inoltre, che i cavi potranno raggiungere queste prestazioni grazie ad un sistema di raffreddamento basato su azoto liquido che produrrà una temperatura di -230 gradi Celsius.

Department of Homeland Security ha confermato che finanzierà il progetto Hydra con circa 25 milioni di dollari - una parte consistente dei 40 milioni di dollari di budget previsti per la piena operatività. Il resto dello sforzo economico cadrà sulle spalle delle due aziende energetiche locali, che vorrebbero evitare a tutti i costi spiacevoli blackout come quello consumatosi nel Queens, la scorsa estate, e nell'intero Nordest e Midwest nel 2003.

"Abbiamo chiesto a AMSC e Consolidated Edison di mostrarci soluzioni di superconduzione per New York che potessero permettere ai nostri centri economici di essere attivi in ogni tipo di condizione - compresi eventi estremi a carattere atmosferico, terroristico o accidentale", ha spiegato Jay Cohen, sotto-segretario per la tecnologia del Department.

Tempi di realizzazione? Secondo American Superconductor si procederà in due fasi, ma il sotterramento del cavo avverrà entro il 2010.

Prima di allora dovrebbe essere fatta luce anche su un altro problema energetico americano, lo scandalo del reattore Browns Ferry situato nel nord dell'Alabama. Secondo i presidenti di due importanti commissioni, il Committee on Homeland Security e il Subcommittee su Emerging Threats, Cybersecurity, and Science and Technology, lo spegnimento del reattore verificatosi lo scorso 19 agosto potrebbe essere dovuto ad un attacco informatico dall'esterno.

In particolare, dicono i due, non ci sono prove che dimostrino come il reattore non abbia ceduto a causa della mole eccessiva di dati circolante nel network informatico dell'impianto.

La "falla", quindi, potrebbe celarsi nella "cybersecurity" del sistema. "I confronti tra lo staff del Homeland Security Committee e del NRC hanno suggerito che è possibile che questo incidente possa essere stato provocato dall'esterno", hanno scritto Bennie G. Thompson e James R. Langevin alla Nuclear Regulatory Commission. "A meno che la causa del sovraccarico non venga spiegata, non vi è modo di sapere se si sia trattato di un attacco esterno denial-of-service. Senza una disamina completa e indipendente dei log e dei dati associati, l'assunzione del fatto che questo incidente non sia il frutto di un attacco esterno non può essere giustificata".

Dario d'Elia
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