DRM, managed copy dietro l'angolo?

Stando ad alcune indiscrezioni, alcune major del cinema sarebbero pronte a concedere ai consumatori la possibilitÓ di effettuare copie di backup protette dei film Blu-ray e HD DVD

Roma - Alcuni dei maggiori studios cinematografici statunitensi sembrano finalmente vicini a raggiungere un accordo sulla mandatory managed copy (MMC), un sistema che dovrebbe garantire ai consumatori la possibilità di effettuare un limitato numero di copie di backup dei propri film HD DVD e Blu-ray.

A riportare l'indiscrezione è InfoWorld, che in questo articolo spiega come l'MMC dovrebbe presto entrare ufficialmente nella specifica AACS 1.0. Come noto, AACS è la tecnologia di DRM adottata da entrambi gli standard a laser blu oggi sul mercato.

A premere per l'introduzione di MMC all'interno dello standard AACS sono soprattutto i produttori di hardware e software, come Microsoft e HP, che da questo "allargamento" del DRM hanno tutto da guadagnare: la possibilità, per gli utenti, di effettuare copie dei film per uso privato favorisce la vendita di masterizzatori, software di authoring e sistemi media center, e abbatte alcune delle barriere che oggi impediscono la condivisione di certi contenuti protetti tra i dispositivi di una rete domestica.
Tra i principali detrattori di MMC si contano alcune delle major di Hollywood, quelle da sempre restie nel concedere "troppe libertà" agli utenti. Tra queste c'è 20th Century Fox, che in seno alla Blu-ray Disc Association (BDDA) ha promosso un ulteriore layer di protezione noto come BD+. Sebbene Fox non faccia parte del consorzio di aziende che ha sviluppato AACS, la decisione della BDDA di integrare BD+ nella specifica standard ha finito per dividere anche i membri della stessa AACS-LA: Microsoft, ad esempio, teme che BD+ possa impedire agli utenti di PC media center di inviare contenuti in streaming verso un televisore o un media player portatile.

Attualmente l'unica possibilità di fare una copia di un film protetto con AACS è rivolgersi a metodi illegali: scaricarne una copia da Internet o ripparlo dal disco originale utilizzando una delle famose chiavi di decodifica messe a disposizione dalla comunità hacker.
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