In UK ora le cam proteggeranno il decoro

Saranno indossate dai parcheggiatori e promettono di non lasciare scampo ai cittadini che si macchiano di reati quali l'abbandono di rifiuti e il volantinaggio. Privacy barattata con la lotta al terrorismo? No, con strade più pulite

Salford - Picconare la privacy in nome della lotta al terrorismo? Un sacrificio al quale si sottopongono tanti cittadini, che giustificano con l'esigenza di vivere sicuri il loro adeguarsi alla pressione di una società della sorveglianza. Nel Regno Unito pare che presto si abdicherà alla propria riservatezza, alla propria libertà anche solo per avere strade più pulite e ridurre gli atti di vandalismo.

I primi ad accorgersene saranno gli abitanti di Salford, una cittadina nei pressi di Manchester: si sottoporranno al controllo sociale operato dai parcheggiatori della società NPC Services. Nell'ambito del Clean Neighbourhoods and Environment Act, che garantisce maggiori poteri alle autorità locali per tutelare il decoro urbano, alcuni ausiliari della sosta verranno equipaggiati con una cam indossabile anti-vandalismo.

Come fossero poliziotti, il compito di questi privati cittadini impiegati come parcheggiatori sarà vigilare sui comportamenti dei cittadini che transitano nelle aree di sosta. 700 sterline di costo, poco più di mille euro, sette ore di autonomia, le cam raccoglieranno il flusso di immagini, che verrà poi scaricato al termine del turno: non è dato sapere per quanto tempo il filmato verrà conservato nel database della società.
Le nuove camI crimini che le cam mirano a combattere? Comportamenti antisociali e inciviltà quali l'abbandono di cartacce e rifiuti vari, deiezioni canine comprese, pratiche di volantinaggio e affissioni non autorizzate. Ottanta sterline la multa: se contestata, il parcheggiatore potrà far valere le sue ragioni, sfoderando il filmato raccolto dall'occhio vigile e imparziale che svetta accanto al suo copricapo. Una cam che servirà a raccogliere prove da impugnare in tribunale e a scoraggiare crimini e violenze: i parcheggiatori, incalza Reuters, sono uno degli obiettivi contro i quali si scaglia l'aggressività degli automobilisti frustrati.

"Non possiamo che essere più che felici di lavorare a fianco dei poliziotti, e di inoltrare loro ogni prova che raccogliamo. Poter contare su persone che in ogni momento pattugliano le strade con una cam non può che aiutarli", ha dichiarato al Manchester Evening News James Pritchard, responsabile di NPC. Meno entusiasti i cittadini, che, commentando la notizia, richiamano l'attenzione su problemi più seri come lo spaccio di droga e l'abuso delle armi, giudicando eccessivi la spesa e l'impegno profuso per approntare l'ennesimo sistema di videosorveglianza.

Non mancano coloro che tentano di allarmare i concittadini riguardo a come il Regno Unito stia precipitando in un vortice di sorveglianza totale. Una sorveglianza ormai endemica, avvertiva Privacy International, messa in atto, fra l'altro, dalle oltre quattro milioni di cam, tra fisse, indossabili, parlanti, intelligenti, che catturano l'immagine di ogni cittadino in media trecento volte al giorno. È quella del controllo una spirale nella quale i cittadini stanno scivolando inconsapevolmente, lasciando che la sorveglianza e la consapevolezza di essere accerchiati pervadano le loro abitudini, perdendo la misura del bilanciamento fra gli intenti del controllo e il diritto alla privacy e alla spontaneità.

Gaia Bottà
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