Giappone, il diritto d'autore in una flat

Presto i distributori di contenuti televisivi su web potranno trasmettere anime e show esclusivi senza doversi preoccupare di possibili conseguenze legali. A patto che paghino una... flat

Tokyo - Dal paese del Sol Levante, nazione-esperimento dove si mette sotto torchio GoogleTube ma si approntano matrici informatiche intelligenti fuse al tessuto connettivo urbano delle megalopoli, giunge notizia di un tentativo di affrontare e risolvere la spinosa questione della proprietà intellettuale al tempo del netowork telematico globale. Nella fattispecie si sta pensando di fornire a chi trasmette contenuti TV sul web un modo semplice e indolore per mettersi al riparo da possibili contraccolpi legali dovuti all'infrazione del diritto d'autore: pagare una volta per tutte quanto dovuto, ottenendo in cambio il diritto alla trasmissione.

Le linee guida del nuovo disegno sono contenute in un rapporto del Gruppo di Lavoro sulla Policy dei Diritti di Proprietà Intellettuale. Il gruppo è supportato dal governo, e rilascerà i risultati dei propri studi entro fine maggio: le conclusioni del lavoro si prevede possano dar vita entro un paio d'anni ad una nuova e per certi versi rivoluzionaria normativa.

Il nuovo sistema stabilirebbe un tariffario fisso per i web broadcaster, pagato il quale nessuno potrebbe avere più da ridire sulla proliferazioni di video proprietari online. A titolo di esempio, il già citato YouTube non avrebbe più alcuna necessità di cancellare su richiesta degli "aventi diritto" gli anime (es. Naruto Shippuuden) trasmessi dalle TV giapponesi.
L'idea di un pagamento forfetario per compensare l'industria dello spettacolo nell'epoca della Rete e del file sharing non è nuova di per sé: già da tempo Electronic Frontier Foundation propone la Licenza Volontaria Collettiva come strada alternativa di guadagno per gli artisti e le etichette discografiche. La novità è ora che una tale prospettiva viene evocata in maniera ufficiale da un gruppo di lavoro supportato dal governo di un paese che è da sempre all'avanguardia sul fronte delle nuove tecnologie.

La sorte della proposta è tuttavia incerta: come ricorda ars technica, liberalizzare in maniera così spinta la diffusione di contenuti online provocherebbe certamente una reazione di violento arrocco da parte dello showbiz, da sempre interessato ad avere un controllo totale sui contenuti e la loro distribuzione e a negoziare con ogni editore condizioni specifiche di servizio. In un mercato in cui chiunque può trasmettere online quello che preferisce, gli accordi esclusivi e i trattamenti diversificati dei vari canali di distribuzione perderebbero di valore.

Ci si aspetta dunque, qualora l'iter dell'iniziativa continuasse la propria strada verso la ratifica nel sistema legale giapponese, un'azione ancora più serrata delle lobby economiche sul potere politico per insabbiare il tutto.

Alfonso Maruccia
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