IlRasoio/ Dischi ibridi, il futuro è già qui?

di Alessio Di Domizio - A pochi giorni dal debutto sul mercato degli hard disk ibridi c'è già chi parla di rivoluzione copernicana. È presto per gridare al miracolo?

Roma - Com'è noto, il lancio di Vista ha messo l'acquolina in bocca ai produttori di hardware, che già da anni preparano le tasche a ricevere gli introiti derivanti da quello che nella storia degli OS Microsoft rappresenta il peso massimo in quanto a requisiti reali di sistema. Frutto tangibile di questi stepping tecnologici forzati dal lancio di Vista sono i dischi rigidi ibridi destinati per ora ai computer portatili, che promettono di abbassare il consumo energetico e porre rimedio a uno dei problemi che storicamente affliggono l'hardware dei moderni PC: la lentezza del sottosistema disco.

Negli anni infatti l'incremento di velocità di accesso e trasferimento dati nel comparto hard disk ha seguito un ritmo molto inferiore ai progressi fatti nella velocità con cui la memoria volatile e la CPU comunicano fra loro.
Questo problema condiziona da tempo lo sviluppo degli OS per PC, rendendo il caching sempre più pressante al fine di ridurre al minimo l'accesso alla memoria di massa. Se, per esempio, dopo un quarto d'ora di uso "rilassato" di un PC Vista trovaste solo 4 Mb di memoria fisica residua su un totale di 1Gb, con molta probabilità la cosa dipenderebbe proprio dall'aggressività delle politiche di caching con cui il nuovo OS di Redmond tenta di prevedere le vostre mosse.

Non è dunque un caso che proprio Microsoft abbia molto e a lungo caldeggiato l'hard disk ibrido, un disco tradizionale affiancato da una cache flash NAND (sui modelli Samsung appena lanciati il quantitativo è pari a 256Mb).
Sul fronte prestazionale, Samsung, primo produttore a mettere sul mercato modelli ibridi, dichiara che questi possano contrarre i tempi di boot e ripristino dall'ibernazione fino al 50% e promette un abbassamento dei requisiti energetici che va dal 70% al 90%. Tutto ciò dovrebbe produrre, sempre stando alle dichiarazioni del gigante coreano, circa 30 minuti in più di durata della batteria su notebook di ultima generazione. Maggiore resistenza agli urti, riduzione della temperatura e del rumore di esercizio completano il quadro dei vantaggi promessi dai nuovi dischi. Insomma, il futuro è ibrido? In attesa dei primi benchmark proporrei alcune considerazioni.

Innanzitutto questa tecnologia parte con un costo decisamente elevato anche per una novità: i prezzi dichiarati sono all'incirca doppi rispetto a quelli di hard disk tradizionali di pari capacità. Suscitano perplessità alcuni aspetti tecnici: un quantitativo di cache di 256Mb pare piuttosto esiguo se raffrontato alla dimensione di un OS come Vista e alla mole di dati di cui potrebbe avere bisogno in fase di boot. D'altronde dai tempi di Windows 2000 il tempo di boot del sistema operativo si è di molto contratto e anche Vista ha portato miglioramenti su questo versante, il che rende la riduzione del boot time un dato molto meno critico oggi che in passato. Quando poi l'installazione dell'OS andasse ad appesantirsi come accade puntualmente dopo qualche mese di utilizzo, 256Mb diverrebbero decisamente pochi per mantenere le promesse di Samsung.

Altro punto interrogativo: la memoria flash NAND ha un ciclo di vita finito (circa un milione di cicli di lettura/scrittura), cha appare di vari ordini di grandezza inferiore al MTBF (Mean Time Between Failures) dei moderni hard disk: come sia stato affrontato questo problema in fase progettuale non è dato per ora sapere, ma di certo potrebbe compromettere l'affidabilità del dispositivo e quindi la longevità dell'investimento. Va poi rimarcata una significativa differenza fra le prestazioni di lettura - potenzialmente accelerate dalla cache - e quelle di scrittura, che richiedono lo spin-up e l'accesso ai piatti.

Inoltre negli hard disk finora conosciuti, il momento di massimo assorbimento - oltre che di massima usura - è l'avvio, dopodiché il consumo si stabilizza su valori molto bassi e l'usura tendenzialmente si azzera. Frequenti accessi ai piatti, che su un disco ibrido sono fermi finché è la memoria flash a rispondere alle richieste di sistema, potrebbero vanificare in parte i vantaggi in termini di prestazioni e consumo oltre ad accorciare il ciclo di vita della meccanica.

Dal punto di vista dell'architettura hardware complessiva, la tecnologia del disco ibrido va a inserirsi in un terreno già affollato da altri dispositivi che lavorano per il caching: Readyboost di Vista, Turbo Memory di Intel oltre alla cache su RAM. Tutto ciò rende più probabile il cosiddetto caching della cache, che priva di senso la costosa aggiunta di blocchi di memoria flash nel sistema.

Questa osservazione acquisisce molto peso nel mondo PC in cui, a differenza di quanto accade in piattaforme chiuse, il sistema operativo deve tener conto di ogni possibile configurazione: hard disk ibridi o non, schede madri con o senza Turbo Memory, cache su dispositivi flash USB. Malgrado gli sforzi di Microsoft per divenire parte attiva nello sviluppo delle architetture hardware, valutare l'efficacia di Vista nel districarsi in questa giungla è tutt'altro che facile.

In conclusione, il reale impatto prestazionale di questa tecnologia è ancora tutto da dimostrare ed è in gran parte legato all'efficienza con cui sarà supportato dal sistema operativo. Ad oggi sembra nient'altro che una conseguenza di Vista, la cui avidità di risorse rappresenta per i produttori hardware una ghiotta occasione per accelerare il ritmo di upgrade tecnologico. Non è detto peraltro che si rivelerà un flop sul mercato, dato che nella stragrande maggioranza dei casi lo si troverà integrato su notebook preconfigurati.

D'altro canto, alla luce del prossimo venturo flash drive, il disco ibrido appare come una mezza innovazione: flash drive ha prestazioni elevatissime ed uniformi indipendentemente dal supporto o dall'ottimizzazione dell'OS. Se di qui a qualche mese flash drive debuttasse sul mercato, sospetto che non sarei l'unico a chiedermi che senso possa aver avuto questo passo intermedio.

Alessio Di Domizio

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21 Commenti alla Notizia IlRasoio/ Dischi ibridi, il futuro è già qui?
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  • Se non si ottimizza il codice e si costruiscono sempre nuove funzioni sopra a quelle vecchie senza mai ottimizzare, riscrivere, trovare nuove suoluzioni, idee, mettersi in discussione, autoanalizzarsi ecc... è logico che il software diventa sempre più pesante, sempre più esoso di risorse, queste funzionalità di Vista servono solo a tamponare questa grave carenza...

    Questo modo di programmare, per un'azienda quotata in borsa costretta ad essere sempre in attivo per non scontentare i suoi azionisti, è più che normale!!! Devono risparmiare su qualcosa per essere in attivo. Se non ricordo male queste aziende l'importante che il software sembri funzionante che come funziona (del genere meglio la quantità che la qualità)...

    Faccio un piccolo esempio di ottimizzazione (uno semplice solo per far capire la differenza) se si dovesse fare una somma da 1 a 100:

    sol. a) 1+2+3+4+5+6+7 ... +99+100=risultato
    sol. b) (100x101)/2=risultato

    nella soluzione b) si fanno solo 2 operazioni invece nella soluzione a) si fanno 101 operazioni...

    Ciao...
    non+autenticato
  • caro alessio, forse è ora di affilare un po' il rasoio...

    concludi questo articolo con un salomonico: "se di qui a qualche mese flash drive debuttasse sul mercato, sospetto che non sarei l'unico a chiedermi che senso possa aver avuto questo passo intermedio"

    ma sei tu stesso a dare la risposta a questa domanda (forse senza accorgertene) poco più sopra: "la memoria flash NAND ha un ciclo di vita finito (circa un milione di cicli di lettura/scrittura), cha appare di vari ordini di grandezza inferiore al MTBF (Mean Time Between Failures) dei moderni hard disk"

    mi pare ovvio che un utilizzo della memoria flash limitata a utilizzi particolari e ben specifici non provocherebbe l'usura data (per esempio) dal suo utilizzo per lo swap, come accadrebbe in un disco completamente flash

    (tra parentesi, mi risulta, proprio da articoli di PI, che portatili con dischi completamente flash già ce ne siano)
    non+autenticato
  • il lancio di dischi completamente flash effettivamente è già avvenuto, sono già in giro unità funzionanti. il problema è che hanno un costo ancora abominevole e che probabilmente la tecnologia flash va ulteriormente rodata (anche in termine di recupero dati) prima del salto generazionale. ciò non toglie che nel 2008 potremmo iniziare a vederne in giro e in questo caso non dirmi che con gli hard disk tradizionali non si poteva tirare avanti un altro annetto!
    hard disk ibrido sembrerebbe sensato come passaggio intermedio, peccato però che a differenza del disco completamente flash si inserisca come è scritto sull'articolo, in modo più problematico nel sistema: se il disco è tutto flash tutto va più veloce; se flash è solo una parte tutto dipende delle politiche di caching, e di sovrapposizioni in vista se ne rischiano tante.
    non+autenticato
  • bah, è come avere un controller con 256MB di cache; va bene per file piccoli e accesso sempre agli stessi dati, il video editing ne beneficia? non credo

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > caro alessio, forse è ora di affilare un po' il
    > rasoio...
    >
    > concludi questo articolo con un salomonico: "se
    > di qui a qualche mese flash drive debuttasse sul
    > mercato, sospetto che non sarei l'unico a
    > chiedermi che senso possa aver avuto questo passo
    > intermedio"
    >
    > ma sei tu stesso a dare la risposta a questa
    > domanda (forse senza accorgertene) poco più
    > sopra: "la memoria flash NAND ha un ciclo di vita
    > finito (circa un milione di cicli di
    > lettura/scrittura), cha appare di vari ordini di
    > grandezza inferiore al MTBF (Mean Time Between
    > Failures) dei moderni hard
    > disk"
    >
    > mi pare ovvio che un utilizzo della memoria flash
    > limitata a utilizzi particolari e ben specifici
    > non provocherebbe l'usura data (per esempio) dal
    > suo utilizzo per lo swap, come accadrebbe in un
    > disco completamente
    > flash
    >
    > (tra parentesi, mi risulta, proprio da articoli
    > di PI, che portatili con dischi completamente
    > flash già ce ne
    > siano)


    è veroSorride come stiamo ora:
    * si rompe la cache flash e quindi se ne compra una nuova
    * si rompe un hard disk classico e se ne compra uno nuvo

    invece:
    si rompe la cache o l'hard disk del nuovo "coso" iibrido e quindi si ricompra tutto.
    non+autenticato
  • avevo letto che è pure rognoso in quanto richiede un tempo di accesso alla memoria usb basso mentre invece non conta il transfer rate, ovvero potrei comprare una chiavetta usb 400x e poi non poterla utilizzare perché il tempo di accesso è alto...
    non ricordo dove ho letto questa info...bohAngioletto
    non+autenticato
  • E' tutto marketing. Le memorie flash sono lentissime rispetto agli HDU moderni, per non parlare dei sistemi in configurazione RAID.
    Una qualsiasi cache per accellerare i trasferimenti deve essere più rapida della memoria al livello inferiore nel classico schema piramidale usato dai libri per render chiaro il concetto...
    Ora, le memorie flash sono tutte troppo lente, per non parlare di quando poi sono collegate su USB2.0 , per poter garantire una velocità di trasferimento dati tale da accellerare le prestazioni.
    In più se pensiamo al fatto che Seagate ha promesso entro il 2010 degli HDU da 300,000GigaByte... le flash non sostituiranno mai gli HDU, almeno non nei prossimi 10 anni, sia per problemi di costo che di prestazioni.
    non+autenticato
  • bè ci sono schede (vedi sandisk) da 18mb/s continui, i dischi da 5400 faticano a reggere quel ritmo (continuo e magari su un disco frammentato)
    non+autenticato
  • mi correggo le più veloci sono da 20
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > bè ci sono schede (vedi sandisk) da 18mb/s
    > continui, i dischi da 5400 faticano a reggere
    > quel ritmo (continuo e magari su un disco
    > frammentato)

    Parliamo di portatili. Su sistemi desktop e server non serve a niente una cache su memorie flash lentissime, non aumentano le prestazioni di certo.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > bè ci sono schede (vedi sandisk) da 18mb/s
    > > continui, i dischi da 5400 faticano a reggere
    > > quel ritmo (continuo e magari su un disco
    > > frammentato)
    >
    > Parliamo di portatili. Su sistemi desktop e
    > server non serve a niente una cache su memorie
    > flash lentissime, non aumentano le prestazioni di
    > certo.
    esatto, meglio un controller RAID con 256Mb di cache
    non+autenticato
  • non mi va di perdere tempo a scrivere perchè: chi ne capisce un pò lo vede da solo.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > non mi va di perdere tempo a scrivere perchè: chi
    > ne capisce un pò lo vede da
    > solo.

    Sì, hai ragione ma si dice "dilettantesco" ...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > non mi va di perdere tempo a scrivere perchè:
    > chi
    > > ne capisce un pò lo vede da
    > > solo.
    >
    > Sì, hai ragione ma si dice "dilettantesco" ...

    ma anche dilettantistico (Grande Dizionario Hoepli)
    non+autenticato
  • ...azz! Ma 'sto forum è pieno di fenomeni!
    non+autenticato
  • > non mi va di perdere tempo a scrivere perchè: chi
    > ne capisce un pò lo vede da
    > solo.

    Tiri il sasso e nascondi la mano? Sei un politico?Occhiolino



    non+autenticato
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