Ricariche, siamo al Far West

Lo sostiene Telefono Blu, secondo cui le regole non sono granché rispettate e ogni operatore si muove da battitore libero

Roma - Un "campo di libertà", o una terra di nessuno, in cui non vigono regole e tutti possono fare ciò che meglio credono. Così Telefono Blu descrive il settore delle ricariche per cellulari in cui, dopo l'entrata in vigore del decreto Bersani, si sono registrate iniziative che l'associazione di consumatori ritiene costituiscano uno svantaggio per gli utenti.

"È il caso - spiega Telefono Blu - del gestore Vodafone che ha modificato i tagli di ricarica con il bancomat, togliendo la possibilità di ricarica di 10 euro ed imponendone unilateralmente 15, forse anche in occasione della notizia di un passivo della grande azienda telefonica britannica nel nostro Paese". Il sospetto dell'associazione è che si intenda recuperare il mancato guadagno derivante dall'abolizione dei costi di ricarica e della scadenza del credito prepagato. Secondo Telefono Blu queste novità avrebbero dovute essere concordate, non è chiaro se con i consumatori o l'Autorità TLC.

Telefono Blu peraltro comunica il varo dell'iniziativa di denuncia chiamata Pronto Telefonia e Dati "ove i cittadini potranno denunciare tutte le malefatte delle compagnie". L'iniziativa nasce in seguito ad un autentico boom dei reclami, ricevuti per problemi legati a servizi di telefonia e connettività (+30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). "Reclami - sottolinea l'associazione - che riguardano tutti i gestori sia della telefonia mobile che fissa". In testa alle lamentele, i servizi di portabilità del numero (32%). Seguono servizi non richiesti (21%), disservizi di connettività (17%), difficoltà di relazione con i call center (11%), bollette con consumi anomali (10%).
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