Frequenze Tv, il database è (quasi) pronto

Lo annunciano in coro Gentiloni e Calabrò: a loro parere rappresenta una svolta per l'intero sistema televisivo ed è destinato a risolvere molti dei problemi oggi sul campo. DTT compreso. Le emittenti italiane? Sono 629

Roma - Lo aveva promesso l'anno scorso e ieri il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha annunciato che è pronto: si tratta del database delle frequenze televisive che dovrebbe risolvere contenziosi, chiarire misteri e persino aprire a nuove dimensioni la televisione made in Italy, "dopo 20 anni di incertezza", come ha dichiarato Gentiloni.

Dopo le ispezioni e le verifiche che sono in corso e che si protrarranno fino alla fine dell'anno, il database unico delle frequenze aprirà le porte ad una assegnazione delle frequenze basata su criteri definiti come rigidi, prestabiliti e trasparenti. "La mappa delle frequenze - ha sottolineato ieri Gentiloni - servirà per una distribuzione più giusta, per una maggiore apertura alla concorrenza e anche per migliorare il segnale televisivo". Non si tratta, come qualcuno aveva dichiarato in questi mesi, di espropriare diritti acquisiti, quanto invece di riorganizzare, ha detto Gentiloni, evidenziando come non si espropri niente, comunque "tenendo presente che parliamo di un bene pubblico (la frequenza, ndr.) dato in concessione".

Tra i dati che emergono dal Registro delle frequenze del ministero e dell'Autorità quelli di maggiore interesse indicano che in Italia sono operative 629 emittenti, sono operativi 10 multiplex digitali e vengono utilizzati quasi 25mila impianti per la gestione delle frequenze.
Gentiloni e Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità TLC, hanno tenuto a spiegare che il grosso dei controlli iniziali previsto per quest'anno ("ma non è che nel 2008 non se ne faranno") serve a definire con un certo grado di esattezza il reale status di impianti e stazioni e, dunque, ad avere un quadro certo su cui impostare la riorganizzazione.

L'obiettivo è il sospirato piano delle frequenze. A detta di Calabrò "il riordino del settore non potrà che avvenire con il nuovo piano. Se vi saranno frequenze disponibili, il Ministero indirà una gara per gli aventi-titolo. Diversa è la situazione delle frequenze liberate nel passaggio dall'analogico al digitale: quelle restano in disponibilità". Secondo Calabrò "le frequenze sono un patrimonio della collettività, un
bene scarso e assegnabile dallo stato ai privati e non occupato, come è accaduto finora".

Sul sito del Ministero è stata pubblicata la Scheda tecnica sul database delle frequenze televisive.
18 Commenti alla Notizia Frequenze Tv, il database è (quasi) pronto
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  • Con le frequenze assegnate in Italia si è andato a colpire di proposito la trasmissione in digitale della TSI che io, da frontaliere, seguivo con molto interesse.
    Se fossero un po' più lungimiranti non ci avrebbero messo in questa situazione...
    non+autenticato
  • è da quando ci sono le tv private che continuano a raccontarci la palla delle frequenze limitate!!!

    Se siete così stupidi da crederci peggio per voi.
    Se siete anche un minimo curiosi provate a sintonizzare con il vostro TV le frequenze e scoprirete che oltre alle frequenze occupate ci sono altrettanti canali liberi dove potrebbero esserci altre 600 emittenti locali e 10 network nazionali.

    Le frequenze libere sono la banda VHF che in italia non viene utilizzata per la TV anche se tutti i televisori del mondo sono in grado di sintonizzare canali nella banda vhf (per l'esattezza i canali dal 1 al 19 e dal 75 al 99)

    Per qualche limite misterioso noi per la TV usiamo solo la banda UHF. Ci potevano essere da anni altri network nazionali, altre emittenti, altri poli ma lo hanno sempre impedito con la scusa delle frequenze limitate!!!

    Fate le prove sul vostro TV, contate i canali disponibili, segnate quelli occupati e quelli liberi

    NON FATEVI SEMPRE PRENDERE PER IMBECILLI
    non+autenticato
  • Veramente non è così semplice come dici tu, ci sono ragioni tecniche per cui non puoi usare tutte le frequenze disponibili, in quanto facendo così ci sarebbe chi vivendo in zone coperte da ripetitori limitrofi si troverebbe i canali sempre disturbati, poi in VHF ci sono problematiche diverse riguardo l'uso della modulazione VSB usata ed l'occupazione del canale.

    Considera anche che quando c'è "propagazione" non si risente solo del disturbo dei tralicci adiacenti ma anche quelli più lontani e che questi diturbi sono maggiori per le VHF rispetto alle UHF, dal momento che più si sale in frequenza più l'emissione radio si ossogetta alle leggi della propgazione ottica.

    Questo non vuol dire in assoluto che non ci sia spreco, ma semplicemente che non si possono usare tutte le frequenze sontinizzabili a meno di non vivere in una zona completamente isolata ed avere n solo traliccio di trasmissione.. ed anche in quel caso non sarebbe così semplice perchè comunque esistano le interferenze fra canali adiacenti e i rimbalzi etc etc .....

    .. penso di averti incasinato abbastanza le idee Sorride


    Per quanto riguarda i canali dal 75 in su sono quelli per il cavo e sono sovraposti ad altri servizi in etere e quindi non utilizzabili.
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    Modificato dall' autore il 15 novembre 2007 12.16
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  • e' appunto per la concentrazione delle 620 emittenti locali che serve un piano certo, se no chi me lo fa fare di mettermi ad investire?
    non+autenticato
  • E' ora di dare questa benedetta frequenza a Europa7,CHE NE HA IL DIRITTO!!!!!
    non+autenticato
  • Concordo, tale rete nonostante abbia il permesso di usare teli frequenze, le tiene ancora rete 4 in barba ad ogni legge...
    Sgabbio
    26177
  • sono anni che il fatto viene denunciato via satellite e finalmente se ne sono resi conto...
    non+autenticato
  • Europa7 ha perso la concessione da tempo.
    E pure con la concessione, se vuole trasmettere DEVE tirar fuori la grana e comprare delle licenze in tutta Italia.
    Cosa che NON ha mai fatto (sperava che lo Stato gliele regalasse togliendole ad altri...).
    Europa7 se ora vuole questo 40% di frequenze dovrà PAGARE. Esattamente come chiunque altro. Non le spetta proprio nulla di più.
    non+autenticato
  • Perché nessuno si ricorda che col DTT é possibile la trasmissione in isofrequenza?
    Oggi quando si trasmette in analogico, una stessa emittente che voglia coprire zone limitrofe deve farlo obbligatoriamente utilizzando due frequenze trasmissive diverse; se utilizzasse la medesima frequenza, nella zona di confine dove arriva il segnale dei due trasmettitori, si avrebbero fenomeni di interferenza con conseguenti doppie immagini.
    Con il digitale il problema non c' é, anzi le riflessioni o le doppie ricezioni aumentano la probabilità di avere tutti i pacchetti necessari a ricostruire il segnale.
    Conseguenza é che con un oculato piano delle frequenze 10 mux = 10 frequenze in tutta Italia........ e il resto libero per le emittenti locali.
    Peccato che non sarà mai fatto........ anche dopo lo switch-off totale.
    Max
    non+autenticato
  • Da quando la stessa frequenza può essere usata in celle adiacenti? Newbie, inesperto

    Non è così né per il WiFi (IEEE 802.11) né per i telefoni... Si tratta di una questione di onde radio (== fisica), c'entra poco il digitale o l'analogico.

    Per non parlare di riflessioni, scattering e altri fenomeni vari che degradano e basta un segnale digitale...
    bt
    101
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