Alfonso Maruccia
giovedì 7 giugno 2007

Come usare il P2P evitando le major

Gira una piccola lista di accorgimenti più o meno noti che possono ostacolare il controverso monitoraggio dell'industria dei contenuti sui circuiti di scambio

Roma - La condivisione di file a mezzo reti di scambio è diventato un affare scottante, come ben sa chi segue Punto Informatico. Ecco perché può rivelarsi particolarmente utile essere a conoscenza di alcuni semplici, veloci accorgimenti in grado di ostacolare la registrazione del proprio numero IP da parte dei sistemi di scansionamento delle reti di file sharing da parte delle varie RIAA, MPAA, Peppermint e omologhe.

A pubblicare una lista in tema è Zeropaid: sebbene le organizzazioni di categoria abbiano da tempo adottato il motto "Puoi cliccare ma non puoi nasconderti", seguendo i consigli elencati è possibile ridurre grandemente, se non far sparire del tutto, la possibilità di divenire l'ennesimo destinatario di diffide e denunce, spesso ingiustificate e talvolta persino illegali.

La lista di consigli "semplici, diretti e facili da mettere in pratica" di Zp comprende:1. Usare siti di tracker BitTorrent privati
Non avranno forse la quantità esagerata di materiale a disposizione di nomi noti come The Pirate Bay, ma i portali BitTorrent aperti ai soli membri registrati offrono il vantaggio di rendere più difficile per l'industria ficcare il naso nei affari dei torrentisti. È sin banale infatti collegarsi ad un tracker pubblico e registrare grandi quantità di indirizzi IP degli utenti che condividono una certa risorsa.

2. Non agire come "supernodo" su FastTrack
Il network di KaZaA sarà ormai superato, ma ha fornito negli anni passati una gran quantità di materiale per RIAA nella sua lotta allo scambio file non autorizzato. Per chi ancora usasse questa vecchia rete sarebbe opportuno seguire le istruzioni adeguate per disabilitare l'utilizzo del PC come un supernodo, ed evitare così inutili sovraesposizioni.

3. Usare gli hub DirectConnect interni dei campus
Questo è un consiglio particolarmente utile nell'ambito delle università americane: usando i server DC localizzati all'interno dello spazio studenti degli atenei si riduce largamente la possibilità di finire nel mirino delle associazioni dell'industria.

4.Utilizzare i programmi di instant messaging per scambiare file
Non permetterà di raggiungere le velocità superluminari tipiche del protocollo BitTorrent, ma lo scambio di contenuti per mezzo di applicazioni di messaggistica istantanea offre notevoli garanzie di sicurezza per la condivisione stessa. Applicativi come WASTE hanno fatto dei network fidati il loro punto di forza.

5. Usare PeerGuardian
Il piccolo, discreto tool di IP filtering di Phoenix Labs (ex-Methlabs) serve a bloccare specifici range di indirizzi IP notoriamente utilizzati da cybercop, associazioni e istituti universitari per ficcare il naso negli affari degli utenti del P2P.

6.Usare SafePeer
È un plug-in del noto client BT Azureus che ha la stessa identica funzione di PeerGuardian, cioè importare da Blocklist.org gli indirizzi di noti ficcanaso per bloccarne gli eventuali tentativi di accesso alla propria macchina in rete.

Oltre a questi consigli spicci, Zp suggerisce di dare un'occhiata anche alle raccomandazione di EFF in merito ad un P2P sicuro. In questo caso si parla di operazioni "drastiche" come il non mettere in condivisione file e contenuti che si stanno scaricando, poiché è proprio la condivisione ad essere presa maggiormente di mira da parte di RIAA. Operazione che, con i moderni network eDonkey2000 e BitTorrent non è praticamente possibile: il semplice atto del download su queste reti prevede la condivisione automatica dei file, rendendo di fatto l'IP della macchina pubblico per l'accesso da parte di chiunque, malintenzionati o meno.

Alfonso Maruccia
45 Commenti alla Notizia Come usare il P2P evitando le major
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  • Da quel che ne so io, scaricare senza condividere niente si può eccome.
    Ci sono davvero tanti server irc che tengono nei vari canali degli F-Server che mettono a disposizione film, musica e software sia legale che piratato, ovvio che chi rischia di + è chi mette l' F-Server però chi scarica comunque non deve necessariamente condividere.
    In pratica fai una ricerca,vedi quello che c'è e se prendi qualcosa finisci in coda e quando tocca a te scarichi e basta senza dare nulla.
    E non sono un tecnico, non so niente di + di quello che ho detto dunque se sbaglio correggetemi.
    non+autenticato
  • E' sempre utile ricevere buoni consigli, nella speeranza che questi non siano "strumentalizzati".
    Nilok
    1925
  • Il servizio Relakks, costa €6 al mese o 50€ un anno, non offre agli utenti solo anonimato durante la navigazione. Tutto il traffico internet, inclusi P2P, Instant Messaging e VoIP, viene reso anonimo dal servizio, che viene descritto come la prima "darknet" commerciale al mondo.

    Il servizio consiste in un tunnel VPN criptato tra il vostro computer e RELAKKS. Il numero IP che ricevete dal vostro ISP esistente viene utilizzato solo per connettere il vostro computer a RELAKKS, da questo momento RELAKKS sostituisce il vostro numero IP esistente con un nuovo numero IP fornito da RELAKKS. Questo offre una serie di vantaggi: Il vostro ISP esistente non è in grado di intercettare e tracciare le vostre applicazioni o comunicazioni, Il vostro ISP esistente non può limitare il vostro uso della rete o le informazioni a cui avete accesso, Altre organizzazioni o singoli non possono intercettare o tracciare le vostre applicazioni o comunicazioni". Falkvinge aggiunge: "Quando vi siete connessi a Internet tramite il vostro provider, aprite un tunnel criptato con il centro servizi Relakks e questo diventa il vostro nuovo 'punto di origine' su Internet. Chiunque voglia spiare le vostre attività, leggere la vostra posta, ecc., non è in grado di farlo attraverso il tunnel criptato, e se vogliono sapere a chi appartiene l'indirizzo x.y.z, otterranno il centro Relakks che non fornirà loro il vostro indirizzo (non conserva questo dato).

    https://www.relakks.com/

    Fateci un pensierinoOcchiolino
  • che danno fanno questi "ragazzini del p2p" come li chiami te?

    ti riferisci forse ai "presunti" mancati guadagni lamentati dalle majors, basati sul fatto che chi scarica non compra?

    non so come si faccia a credere a queste sciocchezze...

    le majors denunciano a raffica, ma senza alcuna prova. Tutto si basa su PRESUNTI mancati introiti causati indirettamente dal fenomeno p2p.

    sinceramente, io di chi lamenta danni presunti e non supportati da prove, non mi fido. questi vogliono solo far soldi nel modo più comodo e veloce possibile, ovvero facendo leva sulla paura della gente.

    e comunque il governo mi pare si sia già accanito fin troppo contro il p2p. Altro che troppo poco, ha fatto fin troppo! se pensi che c'è pure il penale per un semplice mp3!! roba da pazzi....
  • Io parlo perchè purtroppo conosco cari amici che si sono trovati costretti a chiudere i loro negozi di musica o le loro videoteche per questo fenomeno.
    Mi sono permesso di dire "ragazzini" perchè le reputo azioni incoscienti che purtroppo stanno avendo degli effetti devastanti.
  • sicuro che è colpa del p2p ?
    Sgabbio
    22631
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