Luca Annunziata

I notebook? Buoni solo per gossip e pornografia

C'è del marcio in quel laptop: una ricerca inglese svela l'abitudine di usare i portatili aziendali per spettegolare sui colleghi e scaricare musica e contenuti hard. Con rischi per la sicurezza personale e dell'impresa

Roma - Sono gli americani i più grandi consumatori di pornografia sui portatili dell'ufficio, mentre agli inglesi spetta il primato per l'invio di materiale confidenziale e per il gossip via email. Gli abitanti di Singapore sono invece i più disinvolti nel download della musica da Internet e nell'utilizzo dei videogiochi.

Questi alcuni dei dati che emergono da una ricerca condotta da Monica Whitty della Queen's University di Belfast, assieme alla nota company per la sicurezza online SurfControl: l'indagine ha coinvolto più di 1.000 individui residenti in Australia, Olanda, Singapore, Regno Unito e Stati Uniti.

Gli statunitensi occupano le posizioni di testa anche quando si parla di giocare con il pc aziendale e di spettegolare. Fanno loro compagnia, in cima alle classifiche meno meritorie, britannici e abitanti di Singapore, mentre a sorpresa gli olandesi risultano quasi sempre i più virtuosi tra gli intervistati.
Il quadro non è dei più confortanti per i datori di lavoro: quasi tutti i loro dipendenti ignorano o fingono di ignorare i rischi legati ad attività come l'utilizzo di archivi portatili su USB o il download del porno sulle macchine dell'ufficio. Molto spesso poi circolano informazioni importanti via email, una procedura poco sicura che con pochi clic potrebbe esporre l'azienda a gravi perdite di dati.

Se una volta molto tempo veniva speso a spettegolare davanti alla macchina del caffè, oggi è la posta elettronica il mezzo preferito per sparlare dei colleghi (o del capo): gli impiegati si scambiano indiscrezioni (e lo fanno in egual misura uomini e donne), notizie o addirittura filmati. Sebbene possano apparire attività innocenti, potrebbero comunque risultare utili ad un malintenzionato.

La superficialità con la quale vengono condivise queste informazioni è dimostrata dalla scarsa consapevolezza dei rischi: i dipendenti ritengono che eventuali furti di informazioni o di identità sarebbero una responsabilità del capo o dell'azienda, incapaci (secondo gli intervistati) di salvaguardare i dati conservati nei laptop.

Uno degli aspetti più interessanti della ricerca è proprio la fiducia che i lavoratori ripongono nei loro portatili: la maggioranza del porno scaricato finisce proprio nei notebook, ritenuti generalmente più al sicuro da sguardi indiscreti, perché seguono ogni sera l'utilizzatore a casa.

Luca Annunziata
7 Commenti alla Notizia I notebook? Buoni solo per gossip e pornografia
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  • Quì il laptop è solo un mezzo.
    Si dovrebbe informare bene i dipendenti sui rischi che certi comportamenti disinvolti nell'utilizzo di risorse aziendali comportano.
    E poi nel caso di danni provvocati, sanzionarli adeguatamente.

    Mi rendo conto che non è facile però...
    E' come se parcheggiando distrattamente l'auto aziendale, un dipendente la graffi... Viene sanzionato?
    Mah....
  • Salve a tutti/e,
    Ehhh si sanziniamoli... mi pare proprio una bella idea... e se e' il datore di lavoro a consumare pornografia attraverso la rete aziendale?
    Se e' il datore di lavoro a scarricare musica e altro (tutto legalmente naturalmente Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere )?
    Faccio anche il sistemista e i posso assicurare che in diverse piccole ditte "italiane" succede anche questo...
  • In una azienda in cui lavoravo i laptop erano i maggiori responsabili di problemi sistemistici, per non parlare dei furti. Solo per dirne una Blaster l'ha portato in azienda un laptop.
    Sicuramente manca una cultura informatica della sicurezza e questo è particolarmente importante per chi ha in dotazione un laptop visto che sono i pc aziendali più esposti alle insidie.
    Occorrerebbe spiegare bene che la sicurezza dei dati non te la dà un software o un firewall ma è un insieme fra questi e un uso responsabile e virtuoso degli strumenti che ti vengono affidati.
    non+autenticato
  • Rispondendo a "nanobastardo":
    hai ragione, spessissimo -anche nell'azienda dove lavoro- ci sono dei quadri intermedi, se non adirittura dirigenti che ne sanno meno di sicurezza informatica dell'ultimo dei magazzinieri...
    Ripeto, tutti coloro che lavorano con questi strumenti dovrebbero essere prima informati sui possibili rischi e di conseguenza responsabilizzati.
  • Io lavoro per una grossa banca internazionale, i portatili sono virtualmente "blindati", il file-system è criptato e le porte USB disabilitate. Solo a noi dell'IT ci è permesso di essere amministratori sui nostri portatili, a nostro rischio. Ovvero, se lo scombiniamo il costo per rimetterlo a norma ci viene addebitato direttamente. In tre anni non ho mai visto problemi con i portatili e ce l'abbiamo praticamente tutti... per fare un esempio, non si può nemmeno accedere ad internet se non in VPN e quindi con il proxy aziendale a filtrare il tutto... certo che deve essere un costo non indifferente....
  • Un costo che evidentemente non tutti si possono permettere..
    Certo ti riferisci ad una banca che sicuramente più di tante altre attività necessita di una sicurezza maggiore.
  • - Scritto da: Pejone
    > Quì il laptop è solo un mezzo.
    > Si dovrebbe informare bene i dipendenti sui
    > rischi che certi comportamenti disinvolti
    > nell'utilizzo di risorse aziendali
    > comportano.
    > E poi nel caso di danni provvocati, sanzionarli
    > adeguatamente.
    >
    > Mi rendo conto che non è facile però...
    > E' come se parcheggiando distrattamente l'auto
    > aziendale, un dipendente la graffi... Viene
    > sanzionato?
    > Mah....


    Mi ricordo che un collega in una azienda che veniva tartassato di richieste di supporto laptop causa (virus o dialer di non ben "chiara provenienza") voleva mettere all'avvio una finestra di avvertimento prima del login: Attenzione l'uso di tale portatile per scopi prettamente non inerenti al proprio lavoro, in caso di malfunzionamenti cagionati sul sistema operativo in base a malware o software chiaramente scaricato da siti non sicuri procurera' un ammenda pecuniaria al proprietario di tale portatile pari al costo ore di lavoro richiesto da parte della struttura IT per poter riportare in operativita' il portatile suddetto.
    Era una bella idea, non l'hanno voluta applicare (guarda caso) Certo e' che se io becco sul tuo portatile maialona.exe non e' che mi puoi dire che l'hai scaricato per caso per cui: "quanto mi costa un ora di un tecnico it? un tot bene a carico tuo: te lo detraggo dallo stipendio.
    Allora vedi come queste cose non accadrebbero!