Dario Bonacina

2012, il cellulare come bussola urbana

Gli studiosi non hanno dubbi: entro pochi anni sarà tutto un pullulare di cellulari con navigatore incorporato. E sarà un nuovo mondo per utenti ed operatori. Al centro di tutto la vita delle città

Roma - "Dove siamo? Dove andiamo?" Non sono quesiti esistenziali, ma domande di geolocalizzazione: nell'utenza forse serpeggia un diffuso timore di perdersi, visto che il mercato dei navigatori satellitari prospera. Ma la possibilità di integrare i telefoni cellulari con strumenti di navigazione potrebbe cambiare il panorama, tanto che si stima che, entro cinque anni, oltre 40 milioni di utenti nel mondo avranno un telefonino dotato di applicazioni per la navigazione urbana.

A lanciarsi in questa previsione è In-Stat, che basa le sue previsioni di diffusione su una ricerca che mette al centro proprio il fiorire di strumenti di localizzazione adattati e utilizzati per l'ambiente urbano, con le sue caratteristiche di orientamento ma anche e soprattutto di servizi ed esercizi commerciali che sui navigatori potranno essere presentati, consigliati, promossi.

"A differenza di player MP3 e fotocamere digitali - dichiara David Chamberlain, analista In-Stat - le applicazioni di navigazione per telefoni cellulari costituiranno la sola alternativa a basso costo in un mercato dalla crescente popolarità". La società americana è convinta che gli operatori di telefonia mobile abbiano già fiutato il business e si daranno presto da fare con offerte mirate, che potrebbero cambiare radicalmente lo scenario del mercato e il modo stesso di fruire della città.
Al momento, per dispositivi mobili dotati di Windows Mobile, e non proprio low-cost, esiste la soluzione di Google Maps che si pone come alternativa ai vari software da installare sugli smartphone. Ma non è detto che in un prossimo futuro non venga lanciata una versione non-windows - magari per smartphone con supporto Java, o per Symbian, o per distribuzioni mobili di Linux.

In definitiva, entro cinque anni - o poco più - benzinai, edicolanti e persone sedute sulle panchine delle fermate d'autobus potrebbero non dover più dare indicazioni stradali ai camionisti di passaggio.

Dario Bonacina
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