Alfonso Maruccia

Vogliono brevettare il batterio sintetico

Un chiacchierato ricercatore vuole assicurarsi tutti i diritti di sfruttamento su una forma di vita sintetica, brevettando sia i geni che la metodologia di creazione del neo-organismo

Roma - Ennesima controversa iniziativa del dottor J. Craig Venter, biologo e uomo d'affari americano che già anni fa aveva tentato il colpaccio con i dati del progetto Genoma Umano: piuttosto che guadagnare sul materiale genetico, Venter intende questa volta registrare all'ufficio brevetti americano - e non solo - un metodo per la creazione del primo organismo artificiale sviluppato dall'uomo partendo dai suoi geni costituenti.

La richiesta di brevetto da parte del J. Craig Venter Institute - il laboratorio creato dal biologo dopo essere stato sbattuto fuori dalla società Celera Genomics da lui stesso fondata - pretenderebbe di avere la proprietà esclusiva di un certo sparuto set di geni, oltre che di un cosiddetto "organismo non parassitario capace di crescere e replicarsi" creato partendo dai suddetti geni essenziali, come riporta BBC.

Identiche pretese secondo Venter si dovranno estendere all'intera WIPO, l'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, e in questo caso gli effetti dell'eventuale brevetto interesserebbero 100 diversi paesi in tutto il mondo.
Venter lavora da anni al "salto di qualità" verso gli organismi completamente sintetici e avrebbe trovato il bozzolo di questa "nuova vita" nel corredo genetico del batterio Mycoplasma genitalium: rimuovendo uno alla volta i geni del microrganismo, Venter e il suo staff sono riusciti a identificare il numero minimo essenziale delle particelle cromosomiche necessarie affinché esso sia in grado di riprodursi e vivere in un ambiente controllato: sui 482 geni totali costituenti il corredo originario del Mycoplasma genitalium, 381 sono risultati essenziali per non intaccarne le funzionalità basilari.

Insomma Venter punta a brevettare la vita, piuttosto rimaneggiata ma sempre composta da geni recuperati in natura: una prospettiva che ha fatto alzare le barricate al gruppo ambientalista canadese ETC Group, che parla di "Virus di Pandora" e ribattezza il nuovo microrganismo "Synthia". Secondo l'associazione è necessario agire ora e subito, prima che il brevetto venga approvato dagli istituti interessati.

"Questo monopolio rappresenta il segnale d'inizio di una gara commerciale azzardata che mira a sintetizzare e privatizzare le forme di vita artificiali" ha dichiarato un esponente di ETC Group, che si lamenta del fatto che Venter e sodali pressino le istituzioni di brevetto senza aver dato modo all'opinione pubblica di dibattere adeguatamente sulle problematiche della vita artificiale e le sue "profonde implicazioni sociali, etiche ed ambientali".

Venter, dal canto suo, sostiene che il lavoro che sta facendo sarà in grado di portare vantaggi sostanziali all'umanità intera, e prospetta la creazione di batteri in grado di "mangiare" i gas serra e quindi ridurre a zero l'inquinamento ambientale o di generare biocombustibili come l'etanolo e l'idrogeno che non inquinino l'aria.

Alfonso Maruccia
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