Paolo De Andreis
martedì 12 giugno 2007

Il 22 a Milano si tenta la svolta

Non ci sono rivoluzionari ma intelligenze di primo piano, addentro alle cose della rete, in quella che si profila come una possibilità di superare l'inabilità della politica italiana di star dietro all'era digitale

PI: Fino a questo momento quali sono i nodi cardine individuati da chi sta partecipando al dibattito sul sito, che accompagna l'avvicinamento all'appuntamento del 22?
FC: Quello digitale è un ecosistema, quindi occorre innanzitutto riconoscerlo come tale per mettere a punto politiche pubbliche adeguate alla sostenibilità dei suoi fattori abilitanti. Neutralità della rete, quindi "public company", "contratti di servizio" o proprietà pubblica invece di situazioni monopolistiche discriminatorie. Disponibilità degli alfabeti e delle grammatiche digitali senza brevetti sul software. Tutela del diritto d'autore adeguata alla natura di condivisione della rete quale condizione per la produzione cognitiva, quindi "fair use" e P2P non commerciale legali, ricerche e archivi pubblici o prodotti con soldi pubblici sotto pubblico dominio.

Politiche fiscali e finanziarie per l'incontro tra Creatività e credito in un Paese che praticamente non conosce il "venture capital". Perché in un Paese, il nostro, dove i supporti digitali vengono già tassati in modo indifferenziato non avrebbe senso introdurre una tassazione FLAT da ridistribuire proporzionalmente al download e in modo trasparente agli autori che mettono in rete i propri prodotti? All'ecosistema digitale occorre un mercato informatico plurale effettivo dove il pubblico faccia regole e indirizzi e non impresa. Un welfare, una previdenza, adeguati alle nuove figure professionali e rimotivanti per il sistema istruzione-università-ricerca. Una tutela della privacy capace di imporre trasparenza sulla tracciabilità e sulla gestione di dati sensibili.

PI: Corre parallela ai lavori per il convegno, anzi ne è una parte dell'anima e del senso: è la Raccolta differenziata per un'iconografia della conoscenza condivisa. Quali sono le finalità per questa "opera d'arte condivisa"?
FC: Ha collaborato con me nella preparazione del sito e dell'iniziativa Massimo Silvano Galli,un artista e operatore culturale, che con la sua rivista DIXIT mette in pratica la rete come incontro tra linguaggi espressivi. Tra l'altro il sito si avvale delle musiche del concerto promosso a New York da WIRED per le Creative Commons, con Gilberto Gil, David Byrne, Beatie Boys e tante/i altri, musiche scaricabili e condivisibili liberamente, non a fini commerciali. Massimo Silvano Galli ha anche montato le immagini messeci a disposizione da Contrasto e le musiche che introdurranno e chiuderanno le sessioni del 22. Per questo mi sembra giusto che sia lui a rispondere a questa domanda.Massimo Silvano Galli: Le finalità che ci hanno spinto ad ideare questo tipo di intervento sono molteplici. Anzitutto, sottolineare l'ingiustificata marginalità dell'arte nel dibattito attorno alla cosiddetta "Società della conoscenza"; dibattito che pare spendersi quasi esclusivamente tra i gangli del libero accesso alle tecnologie, quasi dimenticandosi che è sempre un atto immaginativo che anticipa e dà forma a qualsiasi fatto tecnologico, e che è proprio dell'oggetto d'arte la necessità genetica di condividersi, poiché la sua natura si completa solo nell'incontro con l'Altro.
L'arte, quindi, rappresenta la metafora stessa, non solo di un'auspicata "Società della conoscenza", ma anche del processo educativo che ne sottende la costituzione. Ci pare, infatti, esageratamente ottimista pensare di poter assolvere agli auspici della Agenda di Lisbona, esclusivamente esigendo una -per quanto fondamentale- più adeguata legislazione. Il lavoro di regolamentazione non può non essere associato ad un parallelo investimento pedagogico che trova nell'arte tutti i dispositivi in grado di accompagnarci all'assunzione di nuove consapevolezze e nuovi comportamenti.
In questo senso, invitare i partecipanti al convegno e la rete tutta a condividersi attraverso un oggetto intimo che rappresenti la loro soggettiva concezione di conoscenza condivisa, rappresenta -di fatto- un primo passo in questa direzione. Approfitto, anzi, per invitare tutti i lettori a partecipare, collegandosi al sito del convegno o al mio personale.

PI: Questo percorso inizia qui ma non finirà il 22. Cosa accadrà dopo e in che modo si potranno massimizzare i contributi arrivati da dentro e da fuori della Rete?
FC: Mi auguro che questo modello partecipato venga istituzionalizzato sia in chiave bicamerale che interministeriale, in modo che il legislatore abbia in tempo reale il polso su domande, aspettative e problematicità. Lo stesso vale sul piano regionale/locale.
Intanto il prodotto di tutti i contributi, sia del 22 che in rete, sarà consegnato ai Presidenti delle due Camere, ai Parlamentari ed al Governo. Nonché alle rappresentanze nazionali di regioni ed autonomie locali. Mi sembra altresì necessario mettere a punto una modalità di relazione e rappresentanza capace di rispettare e rispecchiare la gelosa autonomia dei nodi della rete ma, ad un tempo, capace di azione tempestiva sull'agenda politica e non solo reattiva, come nel caso delle proposte di Direttiva Europea sulla brevettabilità del software o, qui da noi sulla "Legge Urbani". Anche qui occorre fantasia per non riprodurre i modelli del secolo scorso legati ad ideologie e rigidità nella composizione della società.

Tutte le info e le modalità di partecipazione sul sito ufficiale del convegno

a cura di Paolo De Andreis
26 Commenti alla Notizia Il 22 a Milano si tenta la svolta
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  • Egregio cortiana, mi potrebbe dire cosa intendeva con il seguente passaggio? mi rendo conto della ristrettezza dello spazio, ma io proprio non ho capito il punto; cosa c'è di ipertrofico? esattamente quali categorie bisogna riconoscere?

    "Fiorello Cortiana: In Italia nel settore ICT ci sono 85.000 imprese ed un milione di occupati, abbiamo 800.000 insegnanti, una dimensione accademica e della ricerca che sta tra ipertrofia e l'inadeguatezza, una presenza tanto indefinita quanto pervasiva di produttori di contenuti, di informazione, di comunicazione. Questo all'interno di un quadro europeo che vede una economia basata per il 70% sui servizi, gli USA sono al 75%.
    Tutto il quadro normativo, tutti i profili professionali e gli aspetti previdenziali e di welfare ad essi collegati, le rappresentanze, le procedure, i luoghi di negoziazione e gli statuti, si riferiscono ad una società industriale/manifatturiera che è radicalmente cambiata. Le nuove modalità di produzione di valore vedono nella dimensione cognitiva interconnessa in rete la necessità di un riconoscimento come comun denominatore sociale, all'inizio di questo millennio, non riducibile ad una questione settoriale e meramente tecnologica."
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    Modificato dall' autore il 12 giugno 2007 17.47
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  • Parlando di ipertrofia non mi riferivo certamente alla ricerca bensì alle logiche da ipermercato dell'accademia, con il moltiplicarsi di corsi e di personale docente senza un profilo dignitoso come lavoratori della conoscenza, così possiamo dire del mondo dei free lance nella produzione di contenuti o dei lavoratori del settore informatico che nel sindacato sono compresi tra i metalmeccanici. Si pone il proble ma di riconoscere il "quinto stato" sempre che questo voglia e sappia farsi riconoscere.
  • preciso ancora: i tempi erano contingentati e io avrei avuto solo 10 minuti per illustrare gli emendamenti (700) e fare la mia dichiarazione di voto, ero all'opposizione e ho trattato il loro ritiro in cambio del rituro della pena detentiva presente nel testo Urbani, cosa ottenuta. Il successivo impegno ad una stesura di un testo comune, scritto e depositato, non ha avuto buon esito per il boicottaggio esplicito dell'allora maggioranza, ma su questo non potevo nulla. Mi spiace se qualcuno sperava in un esito più proficuo del lavoro emendativo, in quel contesto mi sembra di avere ottenuto il massimo. Se la rete e i suoi naviganti agissero (non solo reagissero) con consapevolezza e forza si potrebbe ottenere di più, per questo vi chiedo di partecipare il 22 direttamente o in rete.
  • scusa, "in rete" dove di preciso?
  • iulm.fiorellocortiana.it
  • Questo non mi sembra (e ripeto non mi sembra perchè non mi ricordo bene...) quello che veniva detto allora.
    Peccato che il sito dove se ne parlò di più e dove furono "raccolti" il maggior numero di utenti (P2P Forum Italia) non tenga in memoria per così lungo tempo ciò che veniva detto allora; facile "controbattere" quindi....
    Nilok
    1925
  • Non si tratta di "controbattere", non ti chiedo di fidarti di me è sufficiente che tu guardi gli atti parlamentari sul sito del Senato e su quello della camera, per veder cosa è stato detto e cosa è stato fatto.
  • Ave.

    L'On. Cortiana è un Politico; è colui che aveva la possibilità di NON FAR PASSARE le legge Urbani (per intendersi quella che oggi criminalizza chi scarica - P2P - per uso personale) ed ha creduto ad una promessa fatta da un altro Politico ed ha ritirato le centinaia di emendamenti (raccolte con l'aiuto degli Utenti, tramite Internet) che avrebbero DI FATTO impedito l'approvazione della Legge Urbani.
    Non basteranno il suo sfoggio di terminologia criptica nè le continue "incursioni promozionali" nei vari siti in giro per il net; dovrà fare molto di più.
    L'On. Cortiana, per riscattarsi, dovrà far approvare la modifica che LIBERALIZZA la possbilità di scaricare senza fine di lucro!
    Fino ad allora ogni sua uscita promozionale e molto poco comprensibile non mi farà molto piacere.
    Certo posso sembrare un "sognatore", ma non sono l'unico (J. Lennon)!

    A presto.

    Nilok
    http://informati.blog.tiscali.it/
    Nilok
    1925
  • preciso ancora: i tempi erano contingentati e io avrei avuto solo 10 minuti per illustrare gli emendamenti (700) e fare la mia dichiarazione di voto, ero all'opposizione e ho trattato il loro ritiro in cambio del rituro della pena detentiva presente nel testo Urbani, cosa ottenuta. Il successivo impegno ad una stesura di un testo comune, scritto e depositato, non ha avuto buon esito per il boicottaggio esplicito dell'allora maggioranza, ma su questo non potevo nulla. Mi spiace se qualcuno sperava in un esito più proficuo del lavoro emendativo, in quel contesto mi sembra di avere ottenuto il massimo. Se la rete e i suoi naviganti agissero (non solo reagissero) con consapevolezza e forza si potrebbe ottenere di più, per questo vi chiedo di partecipare il 22 direttamente o in rete.
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    Modificato dall' autore il 12 giugno 2007 16.45
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  • <quote>La sinistra ora che fa invece ? Non solo ha bloccato la TAV</quote>
    cercare un dialogo con gli abitanti dei luoghi interessati dalla tav non mi sembra un aspetto negativo, forse doveva essere fatto prima di decidere il percorso..

    <quote> Aver tolto la tassa sulle ricariche dei cellulari serviva per lanciare il servizio Coop-Voce </quote>
    A parte il fatto che io ripristineri la tassa (??? era un surplus pagato alle imprese non allo stato, era un costo!) a quelli che dicono queste affermazioni, ma, imho sarebbe stato più conveniente per la coop se fossero ancora presenti i costi di ricarica dato che questi sono *RICAVI* per l'operatore telefonico. Lasciamo perdere poi il fatto che *qualunque* imprenditore può entrare nel mercato, non devi avere la tessera del partito nè essere una cooperativa.

    <quote> li imprenditori di sinistra come Rupert Murdoch, Della Valle, Montezemolo, </quote>
    Non riesco proprio a capire il concetto di "imprenditori di sinistra", ok, non riesco nemmeno a capire mastella di sinistra e altre cose di questa maggioranza (????) al governo. Sono veramente un cretino.
    non+autenticato
  • ..per Cortiana e compagnia bella... chiacchieroni di professione, abbindolatori di pecore, gli elettori che ancora votano partiti di sinistra e di centro.
    E così ci ritroviamo le massime di Cortiana, quelle di Montezemolo sponsorizzato da Casini... ehhh.. bella Italia.. che paese di fessi che votano giullari.
    non+autenticato
  • L'ennesimo tentativo di policitizzare l'informatica tramite
    l'intellighenzia sinistroide.
    non+autenticato
  • Marco Pigozzi: Gli elettori fanatici di sinistra come te sanno solo insultare e distorcere la realtà. Per quanto possiate odiare Berlusconi è nella storia, è nei fatti che lui ha realizzato più cose di quanto potrà mai realizzare qualsiasi governo di sinistra. Basti vedere la TAV, con Berlusconi per la prima volta dopo decenni di soldi buttati in progetti si è realizzato un 80% e passa di ferrovie nuove sul territorio nazionale, malgradi i sabotaggi dei sindacati che hanno rallentato i lavori nelle cooperative a cui era stato dato l'appalto nei vari tratti. La sinistra ora che fa invece ? Non solo ha bloccato la TAV, non solo è palese che verranno per forza di cose definitivamente persi i fondi europei per completarla ma sta buttando altri soldi pubblici in fantomatici inutili progetti per spostare il tratto con le cavolate ambientaliste da quattro soldi dei '68ini.
    Chi pensa ai fatti propri è la tua amata sinistra che garantisce le vacche grasse a Montezemolo/Fiat, ad Unipol, alle Coop. Aver tolto la tassa sulle ricariche dei cellulari serviva per lanciare il servizio Coop-Voce ... ma nessuno ha gridato allo scandalo nè al conflitto di interessi. Quando si tratta di sinistra tutti zitti, tutte pecore asservite al potere, nessun giornalista di sinistra ha mai osato dire qualsiasi cosa di sconveniente contro la sinistra nè contro gli imprenditori di sinistra come Rupert Murdoch, Della Valle, Montezemolo, a parte al massimo qualche piccola scaramuccia su ordine di questa o quella fazione, simile agli screzi fra Bertinotti e D'Alema... Tutto questo sì denota conflitto di interessi, tutto questo mostra chi veramente usa il potere per propri interessi.
    non+autenticato
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