Roma - Da pochi giorni è online la nuova release di
Rai.tv, l'
atteso portale multimediale della RAI, che dovrebbe permettere
prima o poi di godere anche dell'immenso
archivio storico dell'emittente, che comprende trasmissioni che hanno talvolta plasmato il costume e la cultura italiani. Il sito
offre anche alcuni
contenuti 2.0 per promuovere il contributo degli utenti.
Un
grafica essenziale ma curata e un razionale approccio che divide in canali tematici il materiale a disposizione costituiscono una gradita sorpresa, mettendo il navigatore a suo agio e offrendo una interfaccia decisamente più efficace di quella di
RaiClick (che
probabilmente verrà progressivamente inglobato nel nuovo portale). Di sicuro interesse l'idea di integrare i
Podcast, che tuttavia al momento non sempre sono attivi o aggiornati.
Se la nuova veste grafica sembra studiata per soddisfare anche i palati più esigenti, lo stesso non si può dire della
infrastruttura tecnica a cui è affidata la trasmissione dei contenuti. Come
segnalato da più fonti, la tecnologia adottata è basata sui Microsoft ActiveX. Se da un lato
qualcuno la ritiene persino
obsoleta, dall'altro il
limite principale di questa scelta è la
compatibilità quasi esclusiva con Windows e Internet Explorer.
Chi tenti di visualizzare uno dei filmati messi a disposizione con un browser a grande diffusione come Firefox, ottiene infatti
un eloquente avviso: "Per la visione del video è necessario: Plug-in ActiveX per Firefox". Cliccando si viene dirottati su
un sito dove è possibile scaricare una estensione per il browser di Mozilla.org, che tuttavia è disponibile solo per
versioni di Firefox dalla 1.5 in giù, ossia versioni non aggiornate e sconsigliate persino da Mozilla Foundation.
Se ciò accade è perché gli sviluppatori del plugin ne hanno
cessato lo sviluppo, ritenendo questo tipo di sistema ormai superato da soluzioni più avanzate per la webTV come quella sviluppata, tra gli altri, da
YouTube. In alcuni casi è possibile installare ugualmente l'estensione anche su Firefox 2, ma l'operazione non va sempre a
buon fine.

Situazione analoga si verifica anche sui
sistemi Mac: Firefox tenta di visualizzare il contenuto appoggiandosi a QuickTime (spesso senza particolare successo o con evidenti problemi grafici), mentre Camino restituisce un laconico "Tipo di file non supportato" (vedi foto) e non va meglio neppure tentando di usare Safari. Analoga situazione, se non peggiore, per gli utilizzatori di
sistemi GNU/Linux, per i quali non esiste alcuna alternativa utile.
Stupisce la scelta di impiegare questa tecnologia: soluzioni diffuse come
MPEG4 avrebbero garantito quella interoperabilità con tutte le piattaforme annunciata nel Contratto di Servizio
firmato lo scorso aprile. Persino una soluzione non freeware basata su Flash avrebbe permesso
maggiore fruibilità dell'archivio, che invece nella situazione attuale nega il principio di neutralità della rete da molti
auspicato.
Una situazione che ha
irritato non poco gli utenti, e non
soltanto in
Italia. Sono dunque partite due iniziative, molto simili nei contenuti, che si propongono di
inondare le caselle di posta elettronica RAI con missive di protesta.
"La scelta di utilizzare ActiveX danneggia il servizio www.rai.tv stesso" si legge nella lettera, "perché
preclude l'accesso non solo agli utenti GNU/Linux, che sono in aumento, ma anche agli utenti Windows che utilizzano il browser Firefox".
In conclusione "la scelta di utilizzare ActiveX limita l'
accessibilità ad un servizio pubblico, un servizio che tutti contribuiscono a pagare - anche chi utilizza il sistema operativo GNU/Linux - e di cui tutti devono poter usufruire".
Le due iniziative parallele, con il testo completo della lettera da inviare, sono disponibili
qui e
qui. Mentre scriviamo
dalla RAI non è ancora giunta alcuna risposta ufficiale.
Luca Annunziata