Alfonso Maruccia

USA, i brevetti tecnologici produrranno innovazione

Lo spera qualcuno dopo l'apertura al processo pubblico di verifica dei brevetti. Peer-to-patent parte con la benedizione dell'Ufficio brevetti. I suoi promotori: č una rivoluzione in stile Wikipedia

Washington - Sulla strada del Community Patent Review Project, che mira ad aprire al pubblico l'intero processo di verifica dei brevetti, l'Ufficio Brevetti americano (USPTO) ha dato il suo benestare ad un altro progetto pilota, denominato Peer-to-Patent Project. Scopo del suddetto, che partirà il 15 giugno e durerà un intero anno, sarà quello di evitare, con il contributo di tutti, la registrazione di brevetti inutili o, peggio ancora, dalla originalità piuttosto dubbia.

Esperti in materia di tecnologie informatiche, che già sono registrati al CPRP, avranno l'onere e l'onore di valutare e fornire informazioni su più di 250 applicazioni specifiche del settore in attesa di brevetto, favorendo la scoperta della cosiddetta "prior art", ovvero informazioni liberamente disponibili su realizzazioni precedenti la richiesta di brevetto che invalidano o rendono superflua la richiesta stessa.

Motore dell'iniziativa è ancora una volta Beth Simone Noveck, professore della New York Law School dalla cui collaborazione con IBM è nato il progetto CPRP. Noveck ha recentemente descritto quali siano a suo avviso gli obiettivi del progetto, e come esso possa portare benefici all'intero network globale della conoscenza interconnessa. A suo dire, infatti, il progetto sarà un nuovo esempio di impresa collaborativa, sulla scia di Wikipedia e altri casi in cui le intelligenze via Internet trovano insieme un obiettivo comune "per ragioni puramente altruistiche", spiega il professore.
La rivoluzione copernicana del sistema di brevetti revisionato dal pubblico, sostiene il professore, favorirà la creazione di "società in grado di offrire incentivi economici per un lavoro duraturo da parte di individui disparati, che potranno possedere in maniera collettiva i lavori realizzati insieme ad altri (siano essi un pezzo di una proprietà intellettuale di valore o un nuovo servizio), che potranno godere degli effetti della responsabilità limitata e potranno aprire un account bancario, distribuire i ricavi economici della rete a coloro che vi hanno contribuito ed entrare più facilmente in contatto con terze parti".

Noveck spiega così quello che, ad un primo sguardo, sembrerebbe un semplice seppur importante percorso di apertura al pubblico delle procedure di valutazione dei brevetti, ma che nelle intenzioni originarie dovrebbe divenire una sorta di Wikipedia della proprietà intellettuale, una struttura di supporto che garantisca a tutti il libero accesso alle informazioni, cittadini e società commerciali incluse.

In tal modo, queste le speranze del professore, nascerà lo stimolo ad utilizzare i brevetti per realizzare prodotti piuttosto che limitarsi a difendere la loro proprietà, come al contrario le corporazioni grandi e piccole hanno preso a fare ormai da molti anni.

Alfonso Maruccia
6 Commenti alla Notizia USA, i brevetti tecnologici produrranno innovazione
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  • Ciao Alfonso,
    mi farebbe piacere sapere in che cosa sono "sopra le righe" in quello che ho detto.

    Se non hai capito il senso del mio post, posso provare a spiegartelo: chiedimi pure quello che vuoi!

    La ridondanza di un qualunque messaggio esiste per stimolare la maggiore comprensione; per esempio in autostrada i cartelli che indicano una uscita si ripetono più volte proprio per "evitare" che l'automobilista non recepisca il messaggio.

    Il "punto" del mio post è già nel titolo stesso: si apre un nuovo fronte di disinformazione.

    Per quanto riguarda la tua "rivoluzione copernicana" e la professoressa, mi spiace per la mia ignoranza ma non vi conosco e non credo che questa sia una colpa MIA; ognuno di voi due esprime il proprio punto di vista, così come io esprimo il mio.

    C'erano fior di "Esperti" e "Scienziati" che affermavano e DOCUMENTAVANO che il fuomo delle sigarette non facesse male ma poi sappiamo com'è andata a finire la questione.

    A presto.

    Nilok
    Nilok
    1925
  • Ave.

    Niente di meglio per disinformare il Pianeta, sui Brevetti, che creare sufficiente confusione al riguardo....idem dicasi per Wikipedia.

    Se non mi sbaglio fù Giulio Cesare a dire "dividi et impera".

    In questo caso, lo "sbriciolamento" delle informazioni produce confusione sufficiente affinchè diventi MOLTO difficile localizzare i dati reali ed utili per comprendere qualcosa.

    Con che scopo?

    Così non potranno più nascere "scandali" per la copiatura o violazione di un brevetto....semplicemente le Multinazionali avranno più "mano libera" per sguazzare nei brevetti altrui che hanno, già oggi, poche potenzialità di difesa.

    CHI sono questi "Esperti in materia di tecnologie informatiche, che già sono registrati al CPRP..." e CHI li ha nominati quali "esperti"?

    Possiamo prepararci all'apertura di un nuovo FRONTE nel campo della Disinformazione Globale: i brevetti.

    Questo sarà propedeutico, per una blindatura Globale del Copyright, al fine di una "castrazione" legalizzata del P2P.

    Ma io faccio "fantapolitca" vero? "fantaeconomia" giusto?

    Le "intenzioni puramente altruistiche" di questo sconosciuto professore sono tutte da dimostrare e non bastano 4 parole messe lì a caso per vendermi idee confuse, speranze, parole ed acronimi criptici.

    La necessità che avremmo "tutti", secondo "loro" è quella di evitare registrazioni di brevetti inutili o dalla dubbia originalità?!?!?!?!?!?!?!?!

    Certo non dormivo la notte per questo...meno male che ci sono "loro" che mi risolvono il NONNO di tutti i miei problemi di vita quotidiana.

    Adesso posso dormire, tanto la possibilità di diventare ricco e/o famoso per aver brevettato qualcosa di molto funzionale o rivoluzionario, non l'avevo prima e non l'avrò dopo quella che loro chiamano "rivoluzione copernicana".

    Fino a quando non esisterà un Ente (ovviamente diverso dall'ONU) che davvero ha potere Globale Planetario, non ci sarà nessuna "linea di condotta" concordata da tutte le Nazioni del Pianeta, e le Multinazionali potranno continuare a fare i loro "porci comodi": accumulare danaro.

    A presto.

    Nilok
    http://informati.blog.tiscali.it/
    "Essere liberi dallo sfruttamento e NON essere liberi di essere sfruttati"
    Nilok
    1925
  • >> Ma io faccio "fantapolitca" vero? "fantaeconomia" giusto?

    Oh no, dici solo delle cose un pò sopra le righe, per quanto mi riguarda Sorride

    Francamente non ho mai capito il senso di post del genere, ridondanti, incomprensibili e senza punto alcuno.

    Ah, per inciso, di "rivoluzione copernicana" parlo io, né il professore (che poi sarebbe una professoressa, che poi non è proprio una sconosciuta, pare, http://www.nyls.edu/pages/591.asp) né la fonte della notizia su BetaNews....
  • Ma noooooooooo,

    vanno eliminati i brevetti su idee e software, sono inutili insulsi e stanno causando problemi pazzeschi.

    E questi che fanno? Chiedono aiuto per mettere ordine al casino che hanno combinato accettando pseudo-brevetti per stupidaggini?

    I brevetti aiutano il progresso? Ma quando mai!
    Il concetto stesso di brevetto dovrebbe sparire dalla mente umana e condividere ogni conoscenza. Chi ha abilità a mettere in pratica un'idea si ritaglia la sua fetta di clientela localmente.

    E per i progetti più complessi ci si coordina via Internet insieme. E per quelli più costosi si costituiscono fondazioni e gli Stati si fanno garanti di parte degli oneri come già avviene per molta ricerca e finanziamento come quelli che da la nostra CEE.
    non+autenticato
  • Alt i Brevetti aiutano a salvaguardare le idea dagli arrafoni, quelli Software servono solo a spillare soldi hai concorrenti per la loro stessa natura con cui sono applicati.

    Questo sistema dovrebbe impedire queste cose... cosi eviteremo brevetti sui link e altre banalità (Microsoft in primis)
    Sgabbio
    26178
  • Sperando che non facciano altri buchi nell'acqua.
    non+autenticato