Alta tensione da smantellare. Riciclando

Questi i propositi della societÓ che possiede il 98 per cento dell'alta tensione italiana, che si appoggia ad artisti come HA Schult per dimostrare come si possano smantellare con intelligenza mille chilometri di cavi e tralicci

Roma - 7,811 tonnellate di rifiuti industriali nei prossimi 10 anni si formeranno a causa dello smantellamento di una parte dell'attuale rete dell'alta tensione italiana (1000 Km di linee obsolete e vecchi tralicci), che verrà sostituita con nuove tipologie di impianti: una quantità enorme di e-waste che però potrebbe avere un impatto ambientale complessivo molto contenuto.

Lo sostiene Terna, la società che possiede il 98 per cento della rete ad alta tensione, che da quella montagna di rifiuti intende recuperare il 90 per cento dei materiali (vedi il rapporto dedicato).

Per comunicarlo al Mondo, in particolare alle istituzioni e alle associazioni ambientaliste con cui sta aprendo un dialogo sulla vicenda, Terna si sta affidando, come già sanno molti cittadini romani, ad HA Schult, artista tedesco che ha realizzato tra le altre cose il suo Trash People, un'opera già esposta a Roma a Piazza del Popolo che è realizzata appunto con scarti industriali (vedi foto). Un'opera che contiene guaine isolanti di cavi elettrici e morsetti, spezzoni di conduttori in corda di alluminio e un centinaio di fusibili, con frammenti di isolatori in porcellana, dadi e bulloneria.
"Tra gli ultimi interventi di rimozione e smaltimento rifiuti industriali - fa sapere Terna - 130 tralicci in Valtellina, 28 Km di linee elettriche e 12 tralicci rimossi dallo stagno dei fenicotteri rosa a Molentargius, in Sardegna, 170 Km di linee demolite in Val d'Ossola".
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