I cellulari usati possono aiutare il prossimo

Questa la filosofia di un intrigante progetto di un gruppo di cooperative sociali in Veneto, che sta recuperando e rimettendo in sesto i telefonini usati creando un circolo virtuoso di smaltimento, occupazione e sostegno ai senzatetto

Roma - C'è un'idea, tanta volontà e capacità organizzativa dietro a Telefono Casa, denominazione di una singolare iniziativa che coniuga rispetto per l'ambiente, riciclaggio intelligente dei cellulari, lotta all'emergenza abitativa e contributo all'occupazione.

A parlarne sono le cooperative sociali che hanno attivato un laboratorio di riciclaggio, Ambiente ricicla nell'ambito di un progetto Equal in Veneto, e che hanno lanciato una campagna di raccolta di cellulari usati e donati: la raccolta avviene attraverso un numero crescente di "cassette" per la donazione predisposte sul territorio, punti di raccolta per ora focalizzati principalmente proprio in Veneto. Un'occasione per rendere "utile" il telefonino che non si utilizza più, anziché dimenticarlo in un cassetto o, ancora peggio, gettarlo come un rifiuto qualsiasi.

Il logo del progettoLa raccolta di cellulari vecchi (funzionanti o danneggiati non importa), secondo i promotori dell'iniziativa, "promuove l'occupazione, favorisce l'accoglienza e difende l'ambiente". La durata di un telefono cellulare può essere prolungata, sottolineano, il ciclo di vita prosegue infatti anche se si guasta o se si decide di cambiarlo.
"La raccolta dei cellulari consente di realizzare tre obiettivi:
- raccogliere fondi attraverso il riutilizzo dei cellulari ancora buoni e il riciclo di quelli che non si possono recuperare
- preservare l'ambiente dall'inquinamento attraverso lo smaltimento controllato dei materiali
- promuovere e far conoscere le cooperative sociali del territorio"

Il ricavato della raccolta andrà al Fondo per l'emergenza abitativa, che sostiene le persone in
stato di emarginazione sociale temporaneamente prive di abitazione. I beneficiari, cittadini italiani o stranieri in regola con il permesso di soggiorno, "sono persone - specificano i promotori - che vengono raccolte per il periodo necessario in adeguate strutture di accoglienza. Il Fondo per l'emergenza abitativa consente di intervenire nelle situazioni più delicate e di emergenza, garantendo un letto a chi è in condizioni di grave disagio per diversi motivi".

Il labPer aderire all'iniziativa, oltre a donare i propri telefonini usati, è anche possibile proporsi come punto di raccolta.

A promuovere l'iniziativa sono sette cooperative sociali locali: Città So.La.Re., Progetto 81, B.Ferracina, Lavoro Associato, Il Grillo, Beta e Alternativa Ambiente che possono contare su partnership strette con Provincia di Treviso, la Federazione veneta delle Banche del credito cooperativo e numerosi altri soggetti.
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