PI: Come giudica i meccanismi di camuffamento dei protocolli di file sharing, sempre più usati per evitare eventuali filtri o tentativi di individuazione da parte di tool come WhoShare?F.S.: Qualunque informazione digitale venga immessa in rete per essere poi decodificata dal destinatario può essere individuata, l'offuscamento non è una misura sufficiente perchè un sistema offuscato presenta sempre un output finale intelligibile. WhoShare è pronto anche per questa eventualità: si può prevedere che a un 100% di offuscamento teorico, il 50% dei pacchetti di dati può venire identificato.
PI: In questo quadro come si collocano certe darknet, penso ad esempio al modello offerto dalla svedese Relakks?F.S.: Sulle darknet ancora non mi pronuncio perché non ho avuto modo di approfondire la questione.
PI: Quali conseguenze crede che l'adozione estesa di un tool come WhoShare possa avere sul "sistema" del P2P e sull'intera industria?F.S.: Quello che auspico è che il rientro dei mancati guadagni dovuti alla file sharing si traduca in una riduzione dei prezzi sugli originali. In tal senso, devo rendere merito al file sharing per aver fornito terreno fertile allo sviluppo degli store online. È il consumo critico e la possibilità di scelta offerta da portali come iTunes, non il download dal P2P, che potrà far crescere il mercato.
a cura di Alfonso Maruccia