Alfonso Maruccia
martedì 19 giugno 2007

Cresce il tool italiano antiP2P. Intervista all'autore

A Punto Informatico l'autore italiano di un nuovo scova-condivisori sulle reti P2P parla della propria creatura, dei test condotti con Logistep e del perché certe tecniche anti-major a suo parere non funzionino più

Cresce il tool italiano antiP2P. Intervista all'autorePI: Come giudica i meccanismi di camuffamento dei protocolli di file sharing, sempre più usati per evitare eventuali filtri o tentativi di individuazione da parte di tool come WhoShare?
F.S.: Qualunque informazione digitale venga immessa in rete per essere poi decodificata dal destinatario può essere individuata, l'offuscamento non è una misura sufficiente perchè un sistema offuscato presenta sempre un output finale intelligibile. WhoShare è pronto anche per questa eventualità: si può prevedere che a un 100% di offuscamento teorico, il 50% dei pacchetti di dati può venire identificato.

PI: In questo quadro come si collocano certe darknet, penso ad esempio al modello offerto dalla svedese Relakks?
F.S.: Sulle darknet ancora non mi pronuncio perché non ho avuto modo di approfondire la questione.

PI: Quali conseguenze crede che l'adozione estesa di un tool come WhoShare possa avere sul "sistema" del P2P e sull'intera industria?
F.S.: Quello che auspico è che il rientro dei mancati guadagni dovuti alla file sharing si traduca in una riduzione dei prezzi sugli originali. In tal senso, devo rendere merito al file sharing per aver fornito terreno fertile allo sviluppo degli store online. È il consumo critico e la possibilità di scelta offerta da portali come iTunes, non il download dal P2P, che potrà far crescere il mercato.
a cura di Alfonso Maruccia
214 Commenti alla Notizia Cresce il tool italiano antiP2P. Intervista all'autore
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  • Lo sai caro "programmatore" che ti stai mettendo contro milioni di persone? E per chi? Per delle case discografiche avide al massimo? Tanto agli autori di una canzone o quello che sia lo stipendio è sempre quello... E poi, come ha già detto qualcuno, contro il P2P hanno già alzato le tasse sui supporti vergini...
    Ma ti credi di essere il nuovo eroe/mafioso del nuovo secolo?
    Che schifo... mettersi a fare certi programmi di idea propria solo per fare dei soldi, sulle spalle della povera gente che non può permettersi un disco originale semplicemente perchè non ne ha la possibilità... Bleah!

    Tu stai solo provocando la futura Guerra Mondiale dell'Informatica...

    E comunque io dico che questo tool LAMER (Perchè è illegale al 100%, diciamocelo) farà una brutta fine... ASD.
    non+autenticato
  • :)

    Piccola Parentesi:
    ---------------------------------
    L'utilizzo di questo applicativo richiede speciali autorizzazioni e la sua stessa liceità è ancora da chiarire.

    Per dire che il programma funziona dovrà pur essere stato provatoOcchiolino prima l'ha senz'altro provato il caro Savano, e poi l'ha proposto alla Logistep. E chissà quanti altri in mezzo. Ho come la sensazione che non ci sia stata alcuna autorizzazione nel fare questi test.

    Se volete combattere l'illegalità iniziate a guardare voi stessiOcchiolino avete compiuto dei reati per combattere l'illegalità ..un po di coerenza, suOcchiolino
    ---------------------------------

    Detto questo, mi pare una maniera davvero "buffa" di combattere i prezzi del materiale protetto da copyright.
    Va a finire che Savano è il benefattore dell'umanità.
    Devo essere davvero maligno per pensare che ci sta vendendo tutti solo per vile denaro.
    non+autenticato
  • La validità del programma whoshare è ZERO, in quanto fornisce indizi insufficienti per accusare qualsiasi persona.
    Infatti, chiunque ne capisca qualcosa, sa che è necessario registrare con un programma lo scaricare e il condividere files affinché ciò possa essere considerato un indizio sufficiente per richiedere l'IP ai Provider.
    Infatti se la Logistep è arrivata fino a dove è arrivata, è perché aveva messo i files incriminati in condivisione ed aveva scaricato e fatto scaricare dagli utenti incriminati, consevando le parti di file interessate. Ciò ha permesso la creazione di indizi sufficienti per farsi dare gli ip.
    Nel caso di whoshare manca la presenza fisica della parte el file scaricato/condiviso dalle persone incriminate, ed invece abbiamo solo dei dati del tutto teorici (e perfino arbitrari) forniti da quel programma: cioè in pratica ZERO indizi concreti.
    Chiunque sia competente in materia sa che affinché si possa accusare una persona di aver scaricato o condiviso il file bisogna almeno avere prova materiale che ci sia stata l'effettiva condivisione verso la parte che fa le rilevazioni.

    Per quanto riguarda invece il discorso di eventuali prove da portare in giudizio, per legge è necessario che sia trovato fisicamente il file sul PC dell'accusato, altrimenti è impossibile vincere qualsiasi causa per mancanza di prove.
    non+autenticato
  • Aggiungerei anche il fatto che, di fatto, farsi dare i nominativi dai provider in base agli ip è una violazione della privacy. Pertanto un monitoraggio come quello fatto da whoshare, senza scaricare/Condividere, porterebbe assolutamente troppi pochi indizi per consentire la violazione della privacy delle persone incriminate (incriminate poi sulla base di zero indizi validi).
    non+autenticato
  • In realtà sembra che neanche la Logistep scarichi o condivida o file, infatti anche lei utilizza lo stesso metodo di whoshare. Quindi fa una ricerca, mette a scaricare un file senza però scaricarlo, si mette in coda ad un utente e registra l'IP.
    Tutti qui.
    Effettivmaente sono indizi molto labili perché manca l'effettivo download/upload del file
    non+autenticato
  • In realtà sembra che neanche la Logistep scarichi o condivida o file, infatti anche lei utilizza lo stesso metodo di whoshare. Quindi fa una ricerca, mette a scaricare un file senza però scaricarlo, si mette in coda ad un utente e registra l'IP.
    Tutti qui.
    Effettivmaente sono indizi molto labili perché manca l'effettivo download/upload del file
    non+autenticato
  • WhoShare è un softwarino che tenta di tappare dei buchi...approfittando dell'ignoranza del grande pubblico che usa il P2P.

    Infatti uno dei modi per mettere una pietra sopra a tutti i tentativi di invadere la privacy degli utenti consiste nell'impiegare TOR, un soft che mette nel BUIO TOTALE software come WhoShare e affini.

    TOR, una volta installato impedisce qualsiasi tentativo di individuazione degli hash di qualsiasi download e quindi degli utenti che li effettuano.

    Il nostro povero programmatore di WhoShare dovrebbe averci pensato ma non ha fatto (né potrebbe far nulla) niente per analizzare il traffico di una rete TOR.

    Con buona pace dei condivisori che abbandoneranno il P2P per passare a TOR e continuare liberamente quello che già facevano prima.

    Per saperne di più su TOR (anche in lingua italiana)

    http://it.wikipedia.org/wiki/The_Onion_Routing

    Per scaricarlo e utilizzarlo:

    http://tor.eff.org/index.html.it

    PS: da sei mesi sto monitorando la mia rete protetta da TOR con tutti i TOOLS più sofisticati per l'analisi del traffico (vedi MacAnalysis): NON SI RIESCE A VEDERE NEMMENO L'IP dei miei computer e neanche una virgola se non una miriade di caratteri incomprensibili...

    NON SONO UN PIRATA MA SOLO UNO CHE AMA MOLTO LA PRIVACY..
    non+autenticato
  • Peccato che con TOR non fai niente...
    guarda qui... http://www.p2pforum.it/forum/showthread.php?s=9823...
    non+autenticato
  • Che siano stati vietati i server TOR non significa niente. Significa solo che funzionano bene. Quanto più sono diffusi sul territorio, tanto più la rete condivisa è efficiente ed anonima.
    non+autenticato
  • Saresti un ipocrita a pensare che sarai sempre dalla parte della legge se vogliamo metterla così... tutti noi abbiamo una piccola "colpa" e punire   gente (sopratutto minorenni) xchè scaricano un gioco o una canzone, (che probabilmente non si sarebbero potuti comprare dato il prezzo).
    Immaginati il ragazzino 14 enne senza reddito xkè va a scuola e che probabilmente data la situazione italiana la famiglia non ha nemmeno tanti soldi, si vede recapitare la sua bella letterina stile minaccia con scritto di pagare 330€ per un mp3 (leggendo quella inviata dalla logitrash) come ci rimane? Io direi molto male, anche perchè il ragazzo non viene punito, ma viene punita la famiglia perchè non è il ragazzo che paga (recando danno a se stesso) ma paga le conseguenze la famiglia.
    Se fossi in data la vostra enorme intelligenza in fatto di programmazzione (e vi parlo da perfetto ignorante in materia) mi concentrerei di più nel trovare programmi che scoprano chi abusa di internet per frodi truffe e ancor più grave la pedofilia! Ma penso che combattere queste cose, non porta ad un guadagno concreto (detto in soldoni) eh i soldi...
    Invece come al solito si cerca sempre di guadagnare alla faccia della povera gente... mungete la vacca fino a che c'è il latte... ma prima o poi si diventa grandi e il latte non ci sarà più...
    Spero vivamente che quando commettiate un piccolo "sbaglio" troviate gente della stessa vostra pasta, subito pronta a puntarvi il dito contro, e colpendovi dove vi fà più male cioè nel portafoglio... perchè come detto prima i soldi sono la vostra priorità di vita... Impegnatevi di più nel sociale!
    Scusate lo sfogo e se non ho rispettato le regole cancellatelo pure.
    Ciao e grazie
    non+autenticato
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